Aeroporto di Gorizia Merna, dalle origini al 1961
Dopo la dissoluzione dell' Austria-Ungheria che seguì la Prima guerra mondiale, Gorizia fu annessa al Regno d' Italia assieme al resto della Venezia Giulia, nel 1921. Per la sua posizione meridionale nell' Impero e per il clima piu' mite, ricevette l' appellativo di Nizza austriaca. Furono proprio il clima piu' favorevole rispetto all' entroterra e l' affollamento del campo di volo di Wiener Neustadt a convincere le autorita' militari imperiali ad insediare nel 1911 una scuola di volo sul grande campo d' esercitazione del "5° Cavalleria". Nelle mappe catastali la zona e' denominata "Campagna Grande": un' ampia distesa erbosa dove nel 1910 i pionieri goriziani Rusjan, dopo le prime esperienze in "Campagnuzza o Campagna piccola", trasferirono i loro voli. I lavori iniziarono secondo il progetto della società R. Ph.Wagner, L.& J Biro & A.Kurz, che prevedeva la costruzione degli hangar lungo la strada Merna-Gorizia: il problema della polvere sollevata dalla carrabile, considerato che il campo di volo sarebbe stato usato quasi esclusivamente nel periodo invernale era irrilevante.
Venivano anche identificati nel raggio di 50 Km. ca, prati idonei all' atterraggio di dimensione minima di metri 200x50 segnati sulle carte con due colori. Rosso: pascoli perenni privi di pietre, che si adattano all' atterraggio di aerei; Giallo: superfici con coltivazioni basse (es. mais, patate, grano), ed adatte ad attcrraggi d' emergenza. Il progetto originario prevedeva la costruzione di quattro hangar, dell' officina, di un locale per il personale di guardia, di un locale uso uffici, di un magazzino ricambi, di un locale per scarico dell' olio usato e di due serbatoi in cemento per la benzina della capacità individuale di 300 kg. Ogni hangar, che poggia su quattro piloni in cemeneto, ha un' apertura frontale di metri 16, un'altezza di metri 4,20 e una profondità di metri 8. Nei rimanenti 6 metri di profondità, l' hangar si restringe ad una larghezza di 6m. per un'altezza di 2,50 m. La pavimentazione e' ricoperta con legno marino tipo "ponte di nave". La supervisione dei lavori era affidata all'amministrazione della caserma del castello di Gorizia. Alla fine del 2011 erano stati costruiti i quattro hangar e l' officina ma l' aeroporto venne ugualmente inaugurato il 15 gennaio 1912 dall' esercito austroungarico che lo adibi' esclusivamente a scuola di volo in supporto di quella di Wiener Neustadt.
Documento austro-ungarico
con l'area per la costruzione del campo di volo con le aree circostanti.
Da:
"L'aviazione a nord-est" Storia dei campi di volo del Friuli Venezia Giulia
1910 - 2007, di Piero Sore' Edizioni G.Apostolo 2007
I corsi di pilotaggio
iniziarono gia' l' anno successivo: ogni istruttore non poteva seguire
più di due piloti alla volta e pertanto, in un corso di pilotaggio
non potevano essere presenti più di 10-12 piloti. Inoltre considerando
la situazione effettiva della scuola, con il numero degli aerei disponibili
e col numero degli istruttori, fu deciso che ad un corso non dovessero
partecipare più di sei ufficiali. L' aeroporto di Gorizia era stato
considerato un "campo difficile", soprattutto per le sue ridotte dimensioni
e veniva definito "...un campo più adatto a piloti provetti che
per i principianti", ma nonostante tante le difficoltà, sul campo
di volo di Gorizia ci fu sempre una notevole attività addestrativa
"basica" ma anche "avanzata". Con i corsi si ebbero i primi incidenti di
volo: il 4 novembre 1912 perse la vita il ten. von Petrovitz, il primo
caduto su questo aeroporto militare e primo pilota militare austriaco deceduto.
Il 19 dicembre 1913 il secondo incidente con kanonier Binder Eduard che
cadde durante un volo prova. Nel 1915 con le prime avvisaglie dell' ingresso
dell' Italia in guerra, appari' chiaro quanto vulnerabile fosse
il campo di volo perché troppo a ridosso di quella che sarebbe stata
la linea del fronte: in caso dell' entrata in guerra dell' 'Italia, venne
deciso che tutto il materiale presente doveva' essere smontato e trasferito
a Szombathely.
Negli anni '20 il
campo di volo venne ampliato e sistemato non senza difficolta' poiche'
il campo era ancora attraversato da trincee e camminamenti della 1^ Guerra
mondiale.
A.M.aeree
fa01a: foto aerea del 1924.
Da
nord verso ovest, a partire dai manufatti: un camminamento coperto che
dirige verso le trincee
in
prossimità della ferrovia (linea diagonale), un altro attraversa
il centro del campo in direzione nord - sud.
Più
ad est, un' altra trincea passa esternamente all' aeroporto ed attraversa
la strada che accosta il campo.
DueT
delimitano la lunghezza del campo e tra esse, al centro, la scritta GORIZIA.
A
sud verso la frazione di Peci, il terreno e' ancora adibito a coltivazione
e, solo in un secondo tempo, verra' inglobato nell'aeroporto
Nel 1924 l’ aeroporto di Gorizia e' classificato dalle autorita' italiane "Aeroporto militare in disuso sulla rotta aerea Udine - Pola"
Dalla
Guida dell’Aeronautica, edizione 1926 - pp.150 - 154
Guida Aeronautica del 1924
Classe e categoria: Aeroporto militare in disarmo (*)
Posizione geografica: Latitudine: 45°54' 30'' N - Longitudine: 13° 36' E Gr. / Altitudine media del terreno: m.45 s.l.m. / Declinazione magnetica al gennaio 1925: 6° 38' W (Gorizia)
Posizione regionale: Il campo dista 3 Km. S di Gorizia e a 1,5 N. di Merna, e confina colla ferrovia Gorizia-Trieste
Descrizione dei dintorni: Il terreno, coltivato ad orti e gelsi, non permette atterraggi di fortuna
Cartteristiche del giro d'orizzonte: A N. il Podgora, il Sabotino, il Monte Santo, il S.Gabriele, il S.Daniele, il S.Michele; ad E si estende la Vallata del Vippacco senza notevoli quote; a S
l'altipiano carsico e ad W la pianura Friulana sulla quale spicca il monte Fortin (m.115)
Principali punti di riferimento: Di giorno, venendo da N: la citta' di Gorizia ed il bivio ferroviario per Monfalcone e per S.Pietro; da Est: si attraversa la ferrovia Gorizia-Prebacina e il
torrente Vertoibizza; da Sud: si attraversa il Vippacco a W di Merna; da W: si attraversa l'Isonzo e la ferrovia Gorizia-Monfalcone all'altezza di Savogna. Di notte: a N l'illuminazione della citta' di Gorizia, e ad W l'Isonzo (a 500 m. dal campo)
Descrizione: Il campo ha forma quadrangolare. Vi si accede dalla provinciale Gorizia-Merna. Dimensioni del terreno di atterraggio: m.1150 x 520. Stato del suolo: Ottimo
Ostacoli: Da Nord a Sud: lungo la strada provinciale di Gorizia la linea elettrica telefonica alta circa m. 6; l'antenna per segnalazioni (m.18); e i manufatti del campo (m.12). A Sud: presso il confine del campo un ricolmo di terra della riservetta munizioni, alto circa 3 m., Da Nord - Ovest ad Est: lungo la strada di accesso al campo la linea telefonica alta m. 4, e manufatti dell'altezza di m. 5 circa. Da Sud - Est a Nord - Est: lungo la ferrovia Gorizia - Trieste la linea telegrafica e telefonica alta circa m. 5
Segnali di riconoscimento e segnalazioni: Direzione normale di atterraggio: Da E a W e viceversa. Segnali di atterraggio diurno: Due T e la scritta del nome GORIZIA. Segnali di atterraggio notturno: N.N. Indicatore del vento: Esiste solo l'albero segnalazioni senza manica
Costruzioni ed impianti aeronautici: Hangars: N.N. Alloggi e magazzini: Alcune baracche. Officine: Esiste il locale
Rifornimenti e servizi: Essenze e lubrificanti: Sul campo non vi sono depositi militari. Esiste un deposito della Societa' Nafta distante un chilometro. Acqua: Esistono due pozzi attualmente senz'acqua. Servizio incendi: N.N. Servizio sanitario: Il posto più vicino di medicazione, presso il Comando 6° Artiglieria, dista 2 Km.; l'ospedale principale di Gorizia dista circa 3 Km.,
Comunicazioni: Ferroviarie: La stazione di Gorizia dista 3 Km. dal campo. Stradali: Buone rotabili per ogni direzione. Mezzi di trasporto: N.N. (Esiste un servizio automobilistico pubblico sulla provinciale Gorizia-Monfalcone-Trieste, che passa nelle adiacenze del campo). Telefono: Sul campo. Telegrafo: All'ufficio pubblico di Gorizia (Km. 4). Stazione RT: Sul campo N.N.
Informazioni varie: Il campo e' in formazione e non vi hanno sede reparti d'aviazione
Condizioni aerometeorologiche: Temperatura media: Annuale +13° invernale +4° estiva +22° Visibilita', nebbia e nuvolosita': La visibilita' e' generalmente buona, tranne che in estate in cui spesso e' turbata da densa foschia. La nebbia si presenta in media 18 giorni all'anno con maggior frequenza nei mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio; appare fitta nelle prime ore del mattino ed a sera inoltrata. La nebulosita' media annua e' di 5/10 di cielo coperto; i mesi piu' nuvolosi sono marzo e giugno. Precipitazioni: La media annua dei giorni di precipitazioni e' di mm 123 (28 in inverno, 38 in primavera, 35 in estate e 33 in autunno). La quantita' liquida annua caduta e' di mm. 1552 con mm. 240 in inverno, mm. 412 in primavera, mm. 430 in estate e mm. 470 in autunno. La neve cade raramente ed in quantita' piccola. Venti: Nell'anno predominano generalmente i venti del 1° quadrante. I regolari diurni sono le brezze di monte provenienti da S. I piu' forti spirano abitualmente da N. e da SE. Il tempo buono e' caratterizzato dai venti del 1° quadrante ed il cattivo dagli occidentali o da quelli di S. Carattere generale del tempo: Nell'anno 1924 si ebbero 139 giorni con tempo bello, 91 con mediocre e 135 con cattivo.
(*) La ripresa
aerea del 1924 e la documentazione dell' archivio dell'Aeronautica militare
sembrerebbe discordare dalla Guida Aeronautica su "Reparti dislocati sull'Aeroporto:
Merna - Gorizia" (omissis 20.11.1925: 38^ Squadriglia in atto di
formazione del LXIII Gruppo, 21° Stormo Ricognizione 38^ Sez. stazionaria).
Procedendo ad un forte ingrandimento fotografico si riconosce la
palazzina comando in costruzione, ancora parzialmente priva del tetto,
mentre tutto intorno il terreno e' smosso e senza vegetazione, segno evidente
della presenza di cantieri di lavoro. La discrepanza di informazioni tra
Guida aeronautica e archivio dell' Aeronautica militare potrebbe essere
giustificata dal fatto che al momento della stesura della prima, i manufatti
fossero ancora in costruzione o esistenti ma non consegnati al committente.
A.M.aeree
fa01: Gorizia 1924 ripresa aerea.
Si
puo' notare la palazzina comando in costruzione ancora parzialmente priva
del tetto
Si puo' ancora evincere la presenza di un reparto di volo da una fotografia del 1925 che ritrae piloti e specialisti davanti ad un Ca.46 sul campo di Gorizia; altre documentazioni fotografiche risalenti al 1926 dell' Ufficio Storico dell' Aeronautica militare, confermano quanto attestato.
den01: Gorizia 1925 piloti e specialisti davanti a un velivolo Ca.46
L' aviazione con
la propensione alla velocita', al rischio e alla modernita', incarna gli
ideali del fascismo anche per il fascino che il volo esercitò su
Mussolini. Ma al successo della nuova arma, diventata indipendente il 28
marzo 1923, contribuirono anche ragioni geo-politiche:
"Basta gettare un'occhiata
sulla carta d' Italia per convincersi della necessita' assoluta di una
forte aviazione. La quasi totalita' del territorio nazionale e' accessibile
alle offese di un aereo nemico capace di superare la modestissima distanza
di 350 Km. di andata e altrettanti di ritorno" (da:
II Ordinamento dello stato fascita, seconda parte).
Il regime quindi si fa' custode dell' inviolabilita' del territorio nazionale promuovendo un rapido incremento dell' aviazione con la costruzione di nuovi apparecchi e la creazione su tutta la penisola di campi di fortuna, indispensabili per la sicurezza del volo (legge approvata dalla Camera dei Deputati nel 1924 e successiva del 23 giugno 1927 n.1630). L' onere per la sistemazione dei campi di fortuna ricade inizialmente sulle provincie ma, con la successiva entrata in vigore delle leggi sui tributi locali passa alla contabilita' del Ministero dell' Aeronautica ".... con un aggravio del nostro gia' striminzito bilancio, di circa 73 milioni." (da: discorso di Italo Balbo alla Camera dei Deputati, anno 1927)
E ancora:"....
Il campo di aviazione deve essere considerato ormai, come si considera
la stazione ferroviaria, un elemento integrante della vita civile. Le vie
del cielo sono entrate nel novero delle comunicazioni indispensabili al
traffico di una civilta' attiva e moderna. E' un titolo d'orgoglio, ma
piu' ancora e' una legittima soddisfazione alle esigenze pratiche di una
grande citta possedere il campo d'aviazione"
(da: discorso di
Italo Balbo alla Camera dei Deputati, anno 1927).

Dopo i lavori di
ampliamento e sistemazione eseguita nella meta' degli anni '20, il
campo era sovradimensionato per le esigenze dell' unico Reparto di volo
presente e solo con l' arrivo del 4° Stormo l' aeroporto incomincia
a funzionare a pieno regime. Le costruzioni sono disposte su tre lati del
quadrilatero: da nord (guardando la citta') verso sud in senso orario.
Deposito carburante / hangar Ricognizione / comando Ricognizione / magazzino
MSA / magazzino casermaggio (dietro MSA) / stazione R.T. (dietro MSA) /
palazzina sottufficiali (dietro MSA) / hangar Gleiwitz della Ricognizione
/ officine terzo tipo / palazzina avieri (dietro officine) corpo di guardia
/ hangar Lancini / palazzina comando / piscina olimpionica per gli ufficiali
/ infermeria, R.R.C.C. e amministrazione / hangar Lancini 4°Stormo
e relative appendici (pavimento appendici hangar 4° Stormo in manufatto
rosso). Proseguendo oltre gli hangar verso la frazione di Peci: "collinetta"
o "parapalle", un terrapieno alto una decina di metri per la messa a punto
delle mitragliatrici degli aerei. Poco distante sul monte Cerjie
(Carso), si trova il poligono di tiro contro i palloni (direzione di tiro
da Gabria verso il monte Faiti). Dal 1936 nella zona attigua agli hangar
del quarto Stormo, a sud dell' aeroporto, viene attivata per la stagione
estiva la colonia elioterapica destinata ai banbini dei comuni
limitrofi. Completano le infrastrutture i rifugi antiaerei in prossimita'
della palazzina avieri (nord - est), oltre gli hangar della Ricognizione
(nord - ovest), poco più avanti dell' infermeria, dietro gli hangar
della 73^ - 96^ Sq. e 97^ - 84^ Sq., dietro la palazzina ufficiali.
Inizialmente
l' aeroporto viene intitolato ad E. Grego sostituito nel 1942 con "Duca
d'Aosta".
La regolamentazione
del traffico aereo sull' aeroporto e' contenuta nel "libretto disciplina
di volo.
Il campo viene suddiviso
in due "zone": quella a nord utilizzata dal 21° Stormo e quella a sud
dal 4° Stormo. Per l' atterraggio entrambi gli stormi utilizzano
le fasce centrali adiacenti mentre per i decolli utilizzano le fasce piu'
esterne e vicine ai propri hangar. Le direzioni prevalenti di decollo,
vento permettendo, sono da est verso ovest e viceversa per l' atterraggio
(1150 m. per 520 m.). Per i soli voli notturni (con luna piena) vengono
utilizzate le direttrici Nord - Sud (dalla città verso il San Michele).
Due "T" poste agli estremi della striscia utilizzata, servono da ausilio
ai piloti ed indicano le direzioni d’ atteraggio e decollo. Al centro
del campo la scritta "GORIZIA" ben visibile da lontano.
Una caratteristica
particolare dell' aeroporto e' la sua superficie di origine alluvionale
che permette un rapido drenaggio, anche dopo violenti rovesci, garantendo
sempre la piena operativita'. La visibilita' e' generalmente buona
durante tutto l' arco dell'anno con una media di 18 giorni di nebbia nel
primo mattino e a sera inoltrata. La nebulosità media annua è
di 5/10 di cielo coperto con precipitazioni più frequenti in primavera.
(Guida dell'Aeronautica del 1926)
A.M.aeree
fa01a (particolare): Gorizia 1924, ripresa aerea dell'aeroporto.
In
alto tre hangar (disposti obliquamente) successivamente demoliti
per far posto all'hangar Gleiwitz.
Più
sotto, il tracciato di una trincea della grande guerra, da poco bonificata.
Al centro la scritta
< GORIZIA >
Il 21° Stormo Ricognizione con la 38^ Squadriglia (63° Gruppo) e' il primo Reparto ad insediarsi sul campo di Gorizia - Merna. Verra' raggiunto nel gennaio del 1927 dal Comando di Gruppo e dalla 41^ e 113^ Suadriglia provenienti da Campoformido. Tre anni dopo, il 1°,ottobre 1929 viene rischierato sull' aeroporto il 27° Gruppo del 14° Stormo per partecipare alle esercitazioni di bombardamento sul poligono di Aviano, esercitazioni che continueranno anche nel 1930. Anche l' 8° Stormo con il 28°Gruppo (10^ e 19^ Sq.) e il 27°Gruppo (17^ e 18^ Sq.), viene rischierato sull' aeroporto di Gorizia, prima delle Grandi Manovre di Ferrara, dal 26 giugno al 24 agosto 1931. In settembre giungono da Campoformido e da Aviano il 9° e 10°Ggruppo del 4° Stormo da poco costituito in forma provvisoria.
L' 11 giugno 1932 una parata aerea congiunta del 4° e 21° Stormo, saluta l' assunzione di comando del 21° Stormo Ricognizione del. col. Amedeo di Savoia duca d' Aosta che aveva chiesto e ottenuto dal Re di passare dall' artiglieria alla Regia Aeronautica. L' anno successivo, il 5 maggio 1933, l' augusto comandante lascia la ricognizione e subentra al t.col. Bonola al comando del 4°Stormo. Nel 1934 il comando della 3^ Brigata Aerea (1° e 4° Stormo) con sede a Campoformido, viene trasferito a Gorizia e posto ai comandi del Duca d' Aosta. Nello stesso anno, il 21 maggio, e' in visita a Gorizia il sottocapo di S.M. gen.Pinna: in onore dell'alto ufficiale la 3^ Brigata sfila in volo con 62 velivoli, guidati dal Duca d'Aosta, che decollano ed atterrano a Merna. Di seguito si esibisce la squadriglia di Alta Acrobazia comandata dal ten. Tessori, su Ba.19. Il 22 novembre 1934 viene trasferito a Gorizia il 44° Gruppo del 14° Stormo per poi essere trasferito l' anno successivo in Africa orientale. Nella seconda metà degli anni '30, il silurificio Whitehead di Fiume progetta un siluro da aereo l' "RM-MAS" di calibro 450 mm, lungo 5,50 m. e probabilmente per questo motivo che nella stesso periodo, vengono rischierati a Gorizia alcuni velivoli S.M.81 e S.79 per sperimentare il lancio nel mare antistante a Pola. Uno di questi lanci venne effettuato il 4 maggio 1937 da un trimotore S.M.81 pilotato dal gen.D.A. Amedeo di Savoia. Dall' inizio del 1936 e fino al 31 agosto dello stesso anno, ritorna a Gorizia, con la denominazione originaria, il 14° Stormo con il 45°Gruppo. Nello stesso anno il Duca d' Aosta lascia il comando della 3^ Brigata per assumere il 1° marzo, con il grado di generale D.A., il comando della 1^ Divisione Aerea Aquila, che manterra' fino a dicembre 1937 e alle cui dipendenze vengono poste la I^ Brigata Aerea con l' 8° e 14° Stormo e la 3^ Brigata Aerea con il 1°, 4° e per un breve periodo il 6° Stormo. A meta' agosto 1936 in seno al 4° Stormo viene istituito il Nucleo di Addestramento con sede nell' hangar Lancini centrale e rimarra' operativo fino al 1938. Nel mese di settembre del 1936, viene trasferito a Gorizia il 3°Gruppo del 6° Stormo, costituito nel gennaio dello stesso anno.
Il 10 giugno 1940
l' Italia entra in guerra: personale ed armamenti vengono trasferiti dai
campi di manovra di Ronchi dei Legionari, Divaccia e Aidussina che si trovano
nel settore d' impiego dell' aeroporto, sul campo di Merna per poi essere
inviati sul fronte occidentale. Contemporaneamente i comandi superiori
emanano precise disposizioni ai Reparti per la protezione passiva dei velivoli
facendoli decentrare ai margini del campo. Gia' dai giorni precedenti della
dichiarazione di guerra comincia l' avvicendamento di Reparti sull' aeroporto
di Merna: il 7 giugno il 10°Gruppo del 4° Stormo parte per l' Africa
settentrionale. Il 19 giugno il personale del 71°Gruppo e della 116^
Squadriglia O.A. viene trasferito ad Aosta per le operazioni sul fronte
occidentale contro la Francia; il 20 giugno il 9°Gruppo viene trasferito
sul campo di Mirafiori.
Il 25 luglio 1940
viene costituito il primo reparto della specialità Aerosiluranti
della Regia Aeronautica che assume la denominazione di "Reparto Sperimentale
Aerosilurante" poi modificata in "Reparto Speciale Aerosilurante": vi fanno
parte Carlo Emanuele Buscaglia, Carlo Copello, Guido Robone, Melley Forzinetti
e Dequal, quest' ultimo ne assume il comando.
Il 9 ottobre 1940
il capo del governo Italiano, Benito Mussolini, incontra il gen. Pricolo
sull' aeroporto di Gorizia. Il 27 ottobre, quattro S.79 partono da Gorizia
alla volta di Grottaglie per costituire la 281^ Squadriglia Autonoma Aerosiluranti.
Gli ultimi due mesi
dell' anno sono segnati da due incidenti mortali: il 21 novembre uno dei
cinque Ju.87 provenienti da Graz e diretti a Gorizia al comando del
s.ten. Marco Larcher, per un' avaria al motore atterra sui campi di Mossa
(a 6Km.da Gorizia) tranciando un cavo dell' alta tensione. Il pilota ed
il 1° aviere rimangono illesi ma tra i soccorritori, ignari della presenza
del cavo, uno muore e altri due rimangono feriti. L' altro incidente avviene
l' 11 dicembre quando un C.R.32 della Scuola Addestramento Caccia per un'
errata manovra entra in vite ed il pilota serg. Clemente Bonfanti lanciandosi
viene investito dai piani di coda.
Nello stesso mese
di dicembre viene costituita a Gorizia la 279^ Squadriglia Aerosiluranti
che, nel gennaio '41, sara' trasferita a Catania e in aprile in Egeo.
Chiudono l' anno
le operazioni di siluramento effettuate il 26 dicembre da cinque S.79 del
Nucleo Addestramento Siluranti al comando del ten. col.Carlo Unia.
Nel 1941 l' aeroporto di Gorizia è uno tra i più affollati d' Italia: vi sono i Macchi M.C. 200 e M.C. 202 del 4° Stormo Caccia, rientrato dall' Africa a fine gennaio e, in attesa di trasferimento per le operazioni nel Mediterraneo, viene sistemato nell' hangar Lancini a Nord, vicino alla palazzina Comando. I Fiat C.R.32, C.R.42, G.50 e i Macchi M.C. 200 della "Scuola di Volo Avanzato" costituitasi nella primavera dello stesso anno per la specialita' caccia, alloggiati negli hangar già sede delle Sq. 96^, 84^, 90^ e 91^ del 4° Stormo e, secondo alcune testimonianze, anche negli hangar della Ricognizione sul lato opposto del campo. I trimotori S.79 e S.M.84 del 1° Nucleo Addestramento Aerosiluranti e ancora altri velivoli in attesa di assegnazione ai Reparti sui vari fronti di guerra. ll primo aprile 1941 viene costituito il Comando Aviazione Caccia al comando della 2^ Squadra Aerea e dalla quale dipendono il 4° ed il 54° Stormo.
dmo06:
Gorizia 8 maggio 1942, una formazione di CR42 della Scuola Caccia sorvola
l'aeroporto.
A
terra alcuni Mc 200 e S 79
Il 6 marzo 1941 il pilota serg. Manlio Dell'Angelo, a bordo di uno Junkers Ju. 87R-2 (Stuka) dopo il decollo esegue un tonneau ma, trovandosi troppo basso, precipita sulla linea di volo del 9°Gruppo uccidendo l' aviere Guido Buffa che sta' lavorando su un M.C. 200.
bra08: Gorizia 6 marzo 1941, lo Stuka precipitato sulla linea di volo del IX Gruppo
All' inizio delle ostilita' con la Jugoslavia, la notte del 6 aprile 1941 viene attivata sull' aeroporto di Gorizia e su quelli di Ronchi ed Alture di Pola, la sezione "Caccia Notturna" ed il servizio d' allarme dall' alba al tramonto. Ne fanno parte la 96^ e 97^ Sq. con compiti difensivi su Gorizia, Trieste e Monfalcone, e la 73^ Sq. con compiti offensivi. Al termine delle operazioni in Jugoslavia, tra il 17 e il 20 aprile tutto il 9°Gruppo rientra a Gorizia mentre il 10°rimane a Ronchi. Il 1° maggio viene sciolta la Sezione Caccia Notturna che versa i suoi C.R. 42 al 2° Stormo. Il 7 giugno giunge al 10°Gruppo del 4° Stormo l' ordine di partenza per la Sicilia seguito pochi mesi dopo da quello per il 9°Gruppo con la stessa destinazione. Un mese dopo, in luglio, il 6° Stormo viene rimpatriato con tutti i velivoli fuori uso e il personale del 2°Gruppo viene rischierato a Gorizia per il passaggio sul nuovo velivolo in via di assegnazione, il Reggiane Re.2001. La consegna dei velivoli viene completata nel febbraio 1942, dopodiche' il Gruppo viene trasferito prima in Sicilia e poi a Pantelleria per le operazioni sul Mediterraneo. Nel 1942, sull' aeroporto di Gorizia opera, con velivoli S.M.82 "Marsupiale", la 603^ Squadriglia del 146°Gruppo Trasporti, impegnata in Croazia in operazioni di rifornimento alle truppe italiane.
bul03: Gorizia marzo 1942, S.M.82 "Marsupiale" della 606^ Squadriglia, CXLVIII Gruppo Trasporti
Nel novembre del '42 transita e viene fotografato sull' aeroporto di Gorizia il Cant-Z 1015, unico esemplare costruito dai C.R.D.A. di Monfalcone.
dmo10:
Gorizia, novembre1942, una rara fotografia del CANT-Z 1015.
(Anno
di costruzione 1939.Trimotore transatlantico, Velocita' max di 565 Km/h
e di stallo a pieno carico 135 Km/h.
Autonomia
5000 Km. Peso a vuoto 9.400 Kg. A pieno carico 18.500 Kg. Tre motori Piaggio
XII RC da 1280 Hp)
Dal 20 marzo 1942,
come da Foglio d'Ordini n.10 del 5 aprile 1942 - XX parte prima,
Comunicazioni e Disposizioni Varie, l' Aeroporto di Gorizia viene intitolato
ad Amedeo di Savoia Duca d'Aosta.
Tra il 1942 e il
1943 personale civile femminile, formato presso la casa balilla di Gorizia,
oggi "Scuola d'Arte", viene impiegato alla stazione R.T. con il compito
di ricevre i bollettini meteo da trasmettere ai piloti.
orz007: Stazione R.T., personale civile
All 'inizio del 1943, nell' hangar Gleiwitz della Ricognizione Aerea, si insedia la S.R.A.M. (Sezione Riparazione Aeromobili Motori) con un centinaio di persone tra operai e impiegati amministrativi coordinati da personale militare tra cui il ten. G. Ricciarelli (Link), un capitano ed altri avieri. Gli uffici amministrativi si trovano in un caseggiato basso a fianco dell'hangar. Dopo l' 8 settembre 1943 il ten. Ricciarelli con l' aiuto di un' amica impiegata della S.R.A.M. riuscira' a fuggire e tornare a casa mentre il comandante verra' deportato in Germania. La S.R.A.M. continuera' ad operare sull' aeroporto fino al 18 marzo '44 (data dello spezzonamento) dopodiche', uffici ed impiegati verranno trasferiti nella scuola elementare di S.Andrea e poi nella sede dell'O.N.F.A in S.Pietro a Gorizia.
Frc03J: personale civile e militare impiegato nella S.R.A.M.
« Il governo italiano, riconosciuta l' impossibilità di continuare l' impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell' intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, Comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza »
Il proclama Badoglio
e' accolto dalla popolazione goriziana con manifestazioni di giubilo e
cortei spontanei mentre le forze armate abbandonate al caos e senza ordini
si sfaldano: in aeroporto rimangono due giovani ufficiali
dell' Aeronautica (il s.ten. Ferdinando Piccolo ed il s.ten. Luigi Della
Rovere) e i carabinieri del piccolo presidio. Nel mattino del 9 settembre1943
i partigiani occupano l' aeroporto trafugando le armi dai depositi
e quelle di bordo dai pochi aerei, per lo piu' da addestramento, ancora
presenti: i due ufficiali dopo difficili trattative riescono ad impedire
la loro distruzione.
Il 12 settembre
1943 dopo aver annientato in un cruento conflitto a fuoco la resistenza
dei reparti partigiani asseragliati alla stazione ferroviaria e rastrellato
la zona dello scalo e delle caserme, nel tardo pomeriggio i tedeschi occupano
l' aeroporto. I militari italiani vengono portati alla caserma "Aosta"
(oggi "Montesanto") di via Trieste per definirne la sorte. I due ufficiali
dell' Aeronautica, dopo aver sottoscritto un "atto di lealta' " vengono
reintegrati e nominati rispettivamente comandante (s.ten. Ferdinando Piccolo)
e vicecomandante (s.ten. Luigi Della Rovere) dell' aeroporto, incarichi
che manterranno per pochi mesi fino alla nascita della Rpubblica Sociale
Italiana.
A meta' settembre
viene attivato dai tedeschi il "Comando Prima Compagnia Aeronautica Italiana
- Aeroporto di Gorizia" per gestire la presentazione del personale ex R.A.
sbandato, le liste della leva aeronautica e le strutture aeroportuali.
In aeroporto si insedia il "Gebirgspionierbataillon 83" della Wehrmacht
che vi restera' fino al suo trasferimento a Villa Opicina nel novembre
1943.
Il 18 settembre 1943
atterra a Gorizia-Merna uno Junkers Ju.52 con un primo gruppo di piloti
italiani del G.T.V. (Gruppo Trasporti Velivoli), Reparto costituito ad
Aviano il giorno 15 settembre 1943 con personale che, rifiutando la capitolazione
si e' volontariamente messo a disposizione della Luftwaffe con il compito
di salvaguardare e recuperare il materiale di volo disseminato sui vari
campi di volo del centro - nord Italia.
Il 26 settembre
1943 il campo di Gorizia inizia ad operare come aeroporto di raccolta del
G.T.V. per i velivoli italiani destinati al trasferimento in Germania (con
insegne Luftwaffe).
Sull' aeroporto
i tedeschi, che utilizzano la manodopera italiana (TODT), predispongono
una serie di infrastrutture protettive allo scopo di riparare i propri
aerei dalle incursioni nemiche costruendo piste di decentramento affiancate
da piazzole protette daterrapieni a forma di U. Le piste sono strade in
terra battuta che, partendo dal campo di aviazione, escono da quest' ultimo
e si sviluppano a raggera dirigendo verso le vicine loclità di Merna,
Savogna fino all' estrema periferia sud di Gorizia, dietro l' ospedale
militare di via S. Michele ora via Ristori. Il 18 ottobre 1943 i partigiani
cannoneggiano l' aeroporto con granate di artiglieria "non spolettate"
(probabilmente per impreparazione). Il 28 ottobre 1943 i tedeschi ordinano
di trasferire sul campo di Gorizia i Fiat C.R.42 e i Macchi M.C.200 e M.C.202
basati sull' aeroporto di Treviso. Successivamente questi aerei e quelli
qui convogliati da altri campi, saranno trasferiti in Germania.
Il 5 novembre 1943 inizia lo schieramento sull' aeroporto dei Savoia Marchetti S.79 della 2^ e 3^Squadriglia del Gruppo Autonomo Aerosiluranti. Il Gruppo e' stato costituito a Firenze il 15 settembre 1943 al comando del cap. Carlo Faggioni, un asso di quella specialita', e intitolato al maggiore pilota M.O. Carlo Emanuele Buscaglia, il piu' valoroso degli aerosiluratori italiani ritenuto morto durante una missione sulla rada di Bougie nel novembre '42. Con enormi sforzi il Gruppo riesce ad ottenere un' elevata efficienza operativa con un organico ampliato e aerei di nuova costruzione: fino ad una trentina di velivoli ripartiti in tre Squadriglie.
Il successivo 23 novembre,1943 nasce ufficialmente l' Aeronautica Nazionale Repubblicana (A.N.R.). Gorizia e la sua provincia pur trovandosi in territorio soggetto alla potesta' dell' Alto Commissario della Zona di Operazioni Litorale Adriatico, in cui e' estromesso ogni potere civile e militare della Repubblica Sociale Italiana, le autorita' tedesche consegnano all' A.N.R. l' intero aeroporto Gorizia - Merna, codificato "operativo n°30" e "ordinario 93". I campi di Ronchi, Vipacco, Aidussina, San Pietro del Carso, sono usati in comune con la Luftwaffe. Il 9 febbraio 1944 nella ricorrenza della Repubblica Romana (1849), prestano solenne giuramento collettivo tutto il personale dell' Aeronautica Nazionale Repubblicana. La cerimonia ha luogo nell'ambito delle squadriglie del Gruppo Buscaglia.
Il 25 febbraio 1944 dopo aver abbattuto sulle Alpi Bavaresi un B-24 Liberator perdendo un aereo, atterrano sul campo di Gorizia undici Macchi M.C. 205 Veltro del 1°Gruppo Caccia Terrestre "Asso di Bastoni" decollati su allarme da Campoformido. Ai primi di marzo 1944 per la sicurezza dell' aeroporto, viene schierato in localita' Sant'Andrea un "Nucleo Paracadutisti di Protezione" dell' A.N.R. con il compito di affiancare alcuni militari del 4° Reggimento M.D.T. (Milizia Difesa Territoriale) "Gorizia" nella difesa contraerea, contro attacchi di truppe aviotrasportate e nella sorveglianza antisabotaggi. I distaccamenti prendono posizione al Castello di Rubbia, in localita' San Pietro e Merna.
Il5 - 8 marzo
1944, provenienti da Venegono, atterrano a Gorizia dieci S.79 S*
della 2^ Squadriglia del Gruppo "Buscaglia" diretti all' aeroporto "trampolino"
di Perugia. Da Perugia sei di essi, al comando di Faggioni, decollano la
sera del 10 marzo 1944 per azioni di guerra contro il naviglio alleato
impegnato negli sbarchi a Nettuno e Anzio. La missione ha pieno successo
pur con la perdita di un velivolo abbattuto (quello del ten. Teta) e il
danneggiamento di quello del ten. Ottone Sponza che rientra alla base di
Gorizia con due soli motori in funzione. Nella notte del 13 marzo 1944
nuova partenza per l' aeroporto "tranpolino" di Perugia con cinque aerosiluranti:
la meta e' sempre la stessa, il fronte dello sbarco di Nettuno e Anzio.
Il 15 marzo 1944 il rientro a Gorizia da Perugia degli S.79S per riarmo
con siluri e partenza il giorno seguente, rimandata a causa del maltempo
lungo la rotta appenninica.
La reazione avversaria
non si fa' attendere e il 18 marzo 1944 bombardieri americani bombardano
con spezzoni l' aeroporto. Il 19 marzo 1944 vengono trasferiti a Venegono
gli equipaggi aerosiluranti rimasti senza velivoli, seguiti dopo qualche
giorno da alcuni S.79 S gia' danneggiati dallo spezzonamento e sommariamente
riparati dagli specialisti. Causa l'inagibilita' del campo di Gorizia -
Merna, il Gruppo "Buscaglia" si trasferisce per operare da Lonate Pozzolo.
Per gli stessi motivi il Comando del G.T.V. si trasferisce in localita'
San Pietro, presso la palazzina gia' sede dell'O.N.F.A.
*la versione S ha aggiunto un cannone da 20 mm., eliminata la gondola ventrale del puntatore e modificati gli scarichi per le azioni notturne
L'11 agosto 1944 suona nuovamente l' allarme per un altro bombardamento e nell'aprile 1945, a pochi giorni dalla fine delle ostilita' un ultimo bombardamento di minore intensità si abbatte sull' aeroporto, di fatto gia' dismesso. Il 29 aprile 1945 il presidio tedesco abbandona l' aeroporto. Nel periodo che intercorre tra il bombardamento del 18 marzo 1944 e la ritirata tedesca, i lavoratori della "Todt" demoliscono cio' che resta dei tre hangars metallici (4° Stormo) situati verso Peci, l' hangar della Ricognizione Aerea e l' hangar Lancini a est dell' aeroporto e ogni altra struttura metallica. I rottami vengono inviati alle fonderie tedesche, verosimilmente della Stiria o della Carinzia, per alimentare l' industria bellica del Reich; unico superstite il grande hangar Gleiwitz della Ricognizione oggi utilizzato dall' Aero Club.
Il 1° settembre
1945 termina la 2^ Guerra Mondiale. Nell'ottobre dello stesso anno
l' 88^ Divisione di Fanteria degli Stati Uniti si insedia sull' aeroporto
con tredici monomotori ad ala alta Stinson L.5 cosi' distribuiti:
1 Stinson L.5 a
disposizione del Quartier Generale della Divisione (HQ 88^ "Blue Devils)
3 Stinson L.5 a
disposizione, uno per ciascun Comando di Reggimento di Fanteria (HQ 349°
- 350° e 351° Inf.Rgt.)
9 Stinson L.5 a
disposizione dei Comandi di Battaglione d'Artiglieria (HQ 337° - 338°
- 339° - 931° F.A. Bn.)
Compito dei monomotori
l'osservazione aerea e la direzione del tiro delle artiglierie per la vigilanza
del tratto della "Linea Morgan", dal confine austriaco al Carso meridionale.
012-005 Stinson L.: Gorizia
1947 velivolo da osservazione aerea Stinson L.5 "Sentinel".
Visibili sul timone le insegne
del 337° Battaglione di Artiglieria Campale, inserite nel quadrifoglio
blu, emblema dell' 88^ Divisione U.S.A.
(Per gentile concessione
de:Gruppo di Ricerca Storica Isonzo)
n attesa della conferenza di pace del 10 febbraio 1947, a Gorizia scoppiano disordini e scontri tra manifestanti filoslavi e italiani, sedati dalle forze di polizia alleate. Le parti vogliono arrivare alla conferenza dimostrando l' appartenza della citta' ciascuno alla propria etnia e per questo, con l' approssimarsi della confernza, gli scontri si fanno piu' violenti.
Estratto del trattato di pace fra l'Italia e le Potenze Alleate ed Associate - Parigi, 10 febbraio 1947
Art. 3.
Le frontiere fra l'Italia
e la Jugoslavia saranno determinate nel modo seguente:
1. Il nuovo confine seguirà
una linea che parte dal punto di congiunzione delle frontiere dell'Austria,
Italia e Jugoslavia, quali esistevano al 1º gennaio 1938 e procederà
verso sud, seguendo il confine del 1938 fra la Jugoslavia e l'Italia fino
alla congiunzione di detto confine con la linea di demarcazione amministrativa
fra le province italiane del Friuli (Udine) e di Gorizia;
2. da questo punto la linea di
confine coincide con la predetta linea di demarcazione fino ad un punto
che trovasi approssimativamente a mezzo chilometro a nord del villaggio
di Memico nella Valle dell'Iudrio;
3. abbandonando a questo punto
la linea di demarcazione, fra le province italiane del Friuli e di Gorizia,
la frontiera si prolunga verso oriente fino ad un punto situato approssimativamente
a mezzo chilometro ad ovest del villaggio in Vercoglia di Cosbana e quindi
verso sud fra le valli del Quarnizzo e della Cosbana fino ad un punto a
circa 1 chilometro a sud-ovest del villaggio di Fleana, piegandosi in modo
da intersecare il fiume Recca ad un punto a circa un chilometro e mezzo
ad est del Iudrio, lasciando ad est la strada che allaccia Cosbana a Castel
Dobra, per via di Nebola;
4. la linea quindi continua verso
sud-est, passando immediatamente a sud della strada fra le quote 111 e
172, poi a sud della strada da Vipulzano ad Uclanzi, passando per le quote
57 e 122, quindi intersecando quest'ultima strada a circa 100 metri ad
est della quota 122, e piegando verso nord in direzione di un punto situato
a 350 metri a sud-est della quota 266;
5. passando a circa mezzo chilometro
a nord del villaggio di San Floriano, la linea si estende verso oriente
al Monte Sabotino (quota 610) lasciando a nord il villaggio di Poggio San
Valentino;
6. dal Monte Sabotino la linea
si prolunga verso sud, taglia il fiume Isonzo (Soca) all'altezza della
città di Salcano, che rimane in Jugoslavia e corre immediatamente
ad ovest della linea ferroviaria da Canale d'Isonzo a Montespino fino ad
un punto a circa 750 metri a sud della strada Gorizia-Aisovizza;
7. allontanandosi dalla ferrovia,
la linea quindi piega a sud-ovest, lasciando alla Jugoslavia la citttà
di San Pietro ed all'Italia l'ospizio e la strada che lo costeggia ed a
circa 700 metri dalla stazione di Gorizia-S. Marco, taglia il raccordo
ferroviario fra la ferrovia predetta e la ferrovia Sagrado-Cormons, costeggia
il Cimitero di Gorizia, che rimane all'Italia, passa fra la Strada Nazionale
n. 55 fra Gorizia e Trieste, che resta in Italia, ed il crocevia alla quota
54, lasciando alla Jugoslavia le città di Vertoiba e Merna, e raggiunge
un punto situato approssimativamente alla quota 49;
8. di là, la linea continua
in direzione di mezzogiorno attraverso l'altipiano del Carso, a circa un
chilometro ad est della Strada Nazionale n. 55, lasciando ad est il villaggio
di Opacchiasella ed a ovest il villaggio di Iamiano;
9. partendo da un punto a circa
1 chilometro ad est di Iamiano, il confine segue la linea di demarcazione
amministrativa fra le province di Gorizia e di Trieste fino ad un punto
a circa 2 chilometri a nord-est del villaggio di San Giovanni ed a circa
mezzo chilometro a nord-ovest di quota 208, che segna il punto di incontro
fra le frontiere della Jugoslavia, dell'Italia e del Territorio Libero
di Trieste.
Per effetto della conferenza di Parigi, Gorizia viene mutilata del suo territorio ma soprattutto del suo entroterra (90%) che si estendeva dal mare fino a Tolmino. Il confine con la Jugoslavia di Tito corre da nord a sud passando per la parte orientale della citta' noncurante delle case e del cimitero di Merna che viene diviso. L' aeroporto per pochi metri, la testata pista 27 dista appena 150 metri dalla linea confinaria, resta in Italia. Gorizia diventa l' ultimo baluardo dell' occidente.Sul tetto della stazione nord, ora in Jugoslavia, svetta minacciosa la stella rossa: qui incomincia la cortina di ferro!
da "Il Giornale di Trieste"
del 1° giugno 1948
" Un aereo sconosciuto proveniente
dalla Jugoslavia ha sorvolato di notte Gorizia e i dintorni, girando particolarmente
sulla localita' del Collio.Volava a luci spente. Dopo aver sorvolato anche
la zona collinare del cormonese, rientrava nel territorio Jugoslavo"
Chianese ago pan: sulla destra appena oltre i fabbricati passa il confine
Peggiore sorte tocca
a Trieste che perde gran parte della sua provincia e viene inserita nel
neocostituito "Territorio Libero di Trieste" sotto il controllo degli Alleati.
A protezione "Territorio Libero" nel marzo 1947, l' U.S.Army trasferisce
da Gorizia a Trieste parte degli effettivi della 88^ Divisione tra cui
gli aerei da ricognizione per poi completare nei mesi successivi il trasferimento
dell' Unita' sul nuovo campo di aviazione di Prosecco (Ts). L' 88^ Divisione
sara' l' ultima unita' aerea operativa dall' aeroporto di Gorizia in quanto
anche l' Aeronautica Militare, considerando la vicinanza al confine di
stato, trasferira' su altri aeroporti la propria attivita' declassificando
l' aeroporto in distaccamento dipendente dal Comando di Udine. Nel corpo
di guardia viene ricavato l' ufficio comando, la segreteria, l' ufficio
amministrativo, la sala mensa e la cucina. Nella palazzina ufficiali vengono
alloggiati i sottufficiali e gli avieri. A comandare il distaccamento si
susseguono il ten. Niesutta, il m.llo Negusanti e il cap. Falchi.
Negli anni '60 e
'70 l'Aeronautica Militare tornera' a volare a Gorizia con i Corsi di Cultura
Aeronautica.
Verso la fine degli anni '40 l' aeroporto viene riconvertito per ricevere il traffico civile diventando scalo regionale. L' edificio situato a Nord della "demolita" Palazzina Comando e costruito sul finire degli anni '30, viene riparato dai dani subiti dallo spezzonamento del 1944 e nel suo interno sistemati gli uffici della "Direzione d'Aeroporto", l' ufficio CDA (piani di volo) dell' Aeronautica Militare, la stazione meteo (al centro sotto la torre) e il bar (a sinistra per chi guarda con le spalle al campo di volo). Viene anche aggiunta una "appendice" sul tetto dell' edificio (dipinta con una "scacchiera bianco-rossa) con la funzione di "Assistenza al Volo" (non una Torre di Controllo) per fornire informazioni meteo e di traffico ai velivoli in arrivo e partenza. Il servizio e' operativo solo dall' alba al tramonto (HJ). Dove sorgeva l' hangar Lancini, viene ricavato il piazzale per la sosta e parcheggio degli aeromobili di linea. Verso ovest, oltre gli hangar della Ricognizione, il radiofaro che verra' chiuso all' inizio degli anni '60 con il trasferimento dei voli commerciale a Ronchi. Le societa' SISA e LAI sono le prime compagnie aeree che effettuano il collegamento giornaliero tra Gorizia e Roma, via Venezia lido, con un velivolo C47.
AeC05: piazzale e C47 utilizzato per il volo con Roma
Il 9 settembre 1949 viene redatto lo Statuto e registrato l' Anno Costitutivo dell' Aero Club di Gorizia intitolato alla memoria del Cap. Osservatore Luciano Marni* Nel 1983 l' Aero Club di Gorizia assorbe l' attività dell' Aero Club di Trieste, assumendo la nuova ed attuale denominazione di Aero Club Giuliano di Gorizia e Trieste.
* originario di Cormons, deceduto nell' ultimo conflitto mondiale in un ospedale di Bengasi per le ferite riportate durante un'azione di guerra e' decorato con tre medaglie d' argento.
N.A.Gorizia, velivoli, Go2000b
Anche l' attivita' industriale sostenuta dalla costituzione della zona franca, comincia a svilupparsi con l' insediamento di piccole e medie attivita' produttive tra cui, negli anni '50, l' industria dolciaria ITMA. Con i suoi laboratori e uffici nella palazzina sottufficiali (n.26) e nell'ex magazzino vestiario (n.25), l' azienda diventa una delle realta' occupazionali più significative della citta'.
ll 4 novembre 1962
alla presenza del capo dello stato on. A. Segni, del ministro della difesa
on. G. Andreotti, del capo di SMA gen. Aldo Remondino, della principessa
Anna di Francia vedova di Amedeo Di Savoia Duca d' Aosta e numerose autorita'
civili e militari, viene inaugurato il monumento ad Amedeo di Savoia. Costruito
al posto della palazzina comando: la statua poggia esattamente sul
posto in cui si trovava la scrivania del Duca.
Opera dello scultore
veronese Vittorio di Colbertoldo, su progetto di Paolo Caccia Dominioni,
raffigura il Duca in tenuta di volo con lo sguardo rivolto verso l' Amba
Alagi. Alla base del complesso una serie di cippi commemorativi dei luoghi
più significativi della Grande Guerra e quello indicante l' Amba
Alagi; alle spalle del monumento la rosa dei venti. Oltre la strada SS
55 il Lapidario che ricorda i Caduti del 1° e 4° Stormo.
Monumento
ad Amedeo di Savoia Duca d'Aosta
Lapidario ai Caduti del 1° e 4° Stormo
Dal 1966 e fino al 1975 nel periodo estivo l' Aeronautica organizza i "Corsi di Cultura Aeronautica" per studenti con età compresa tra i 16 e i 19 anni.
go4.73.3: 1973, quarto corso di cultura aeronautica
Alla mezzanotte del
31 dicembre 1966 il 1° aviere Mian emette l' ultimo bollettino meteo
ed invia al Comando della Zona Aerea di Milano il telegramma con il quale
comunica che la stazione meteo non e' più operativa.
Al:
COMAEROP Udine Rivolto
AEROTELE METEO Milano
Per conoscenza:
2° TELEGRUPPAEREO Padova
Testo:
Rifefoglio ...... Datato dì
AEROTELE Milano
COMUNICASI ORE 24:00 DEL 31/12/66 P.I.M.
DISTAEROP GORIZIA
CESSA SVZ.
omissis
tratto dalla testimonianza del M.llo aiutante A.T.M. Gian Franco Mian
Delle costruzioni
originali si riconoscono ancora i manufatti fatiscenti del deposito di
benzina, della palazzina sottufficiali, del magazzino vestiario, della
stazione R.T., della baracca recupero velivoli incidentati, del magazzino
MSA, del serbatoio pensile dell'acqua, dell' officina III tipo, dei rifugi
antiaerei, della piscina. Tracce dei piazzali del 4° e 21° Stormo,
dell' Ufficio Comando della Ricognizione Aerea, di due robusti manufatti,
probabilmente serbatoi d' acqua, dietro gli hangar della 73^ e 96^ Sq,
della 97^ e 84^ Sq. e della 90^ e 91^ Sq. del 4° Stormo. Poco piu'
indietro, i ruderi della "cabina impianto anti incendi" e la "piscina"
della Colonia Elioterapica. Distrutti i tre hangar Lancini del 4° Stormo,
quello del 6° Stormo ed i due della Ricognizione Aerea, le palazzine
dell'infermeria e del "Reparto Servizi e Cassa", dei R.R.C.C. La stazione
RT (Radio Telegrafica), situata fuori dall' aeroportuale, e' stata smantellata
mentre la "palazzina avieri" e' stata demolita dalla ditta Mattiroli tra
gli ultimi anni '50 e i primi '60 perche' "pericolante". Esiste ancora,
ma impraticabile, l' aerostazione passeggeri, con la posticcia torretta
adibita all' assistenza ai velivoli commerciali e la pavimentazione dell'
hangar Lancini, utilizzato quale area di parcheggio per i velivoli di linea.
Sono tuttora utilizzati, seppure fatiscenti, l' hangar Gleiwitz dal locale
Aero Club, il corpo di guardia dall' Associazione Arma Aeronautica, l'
autorimessa dall' Associazione Nazionale Paracadutisti d' Italia, la cabina
dell' alta tensione ed il parcheggio coperto. La palazzina ufficiali, utilizzata
dell' Aeronautica Militare fino agli anni '80, e' stata ceduta alla Guardia
di Finanza che vi ha insediato un Battaglione dell'Arma.
Edifici costruiti dal 1924 al 1936
|
|
|
|
| Centrale elettrica (aerostazione passeggeri nel DG) |
|
|
| Autorimessa |
|
|
| Corpo di guardia |
|
|
| Officina III tipo |
|
|
| Hangar Gleiwitz |
|
|
| Magazzino M.S.A. |
|
|
| Magazzino Vestiario |
|
|
| Palazzina Sottufficiali |
|
|
| Stazione R.T. |
|
|
|
Totale
|
|
|
Edifici costruiti nel dopoguerra
|
|
|
|
| Segreteria AeroClub |
|
|
| Laboratorio Fotografico |
|
|
|
Totale
|
|
|
Area e piazzole in cemento
|
|
|
| Piazzali hangar 4° Stormo |
|
| Piazzale hangar 6° Stormo |
|
| Uffici Amministrativi |
|
|
Totale
|
|
Nel 1980 il Demanio Aeronautico cede l'
aeroporto al Demanio Civile.
|
|