Da: "I combattimenti di GianLino Baschirotto:
Un pilota vittorioso in due guerre"
di Giovanni MASSIMELLO
Operazione Militare Spagna (O.M.S.)
Vigo, 27 agosto 1 936:
A bordo del mercantile appena attraccato
alla banchina del porto galiziano spicca un gruppo di giovani che non hanno
esattamente l'aria di turisti, nonostante gli abiti elegantemente sportivi.
Poco prima dello sbarco, la classica foto di gruppo immortala i sorrisi
dei giovanotti, che a dispetto della giovane età, mostrano un'aria
sorprendentemente sicura. In realtà, sotto l'abbigliamento borghese
e lo schermo sottile di nomi di fantasia, si celano nove piloti da caccia
italiani ben addestrati che si apprestano ad unirsi ai dodici compagni
sbarcati nel Marocco spagnolo, tredici giorni prima.
Ai comandi del tenente Dante Olivero,
il gruppo era partito in treno da Udine il 7 agosto, diretto alla Spezia.
Qui era salito su un mercantile, sul quale erano stati imbarcati anche
nove caccia Fiat CR32, accuratamente smontati e imballati.
A bordo della stessa nave aveva trovato
posto anche un gruppo di carristi con la loro dotazione di cinque carri
armati Ansaldo CV.35. Dopo una tranquilla navigazione nel Mediterraneo,
nella notte tra il 23 e il 24 agosto la nave aveva forzato lo stretto di
Gibilterra, eludendo il blocco repubblicano.
Un'unità da guerra italiana (con
ogni probabilità l'esploratore leggero Luca Tarigo, basato in quel
periodo a Tangeri, al comando del capitano di fregata Armando Squinobal)
l'aveva scortata da lontano, pronta a intervenire in caso di problemi col
naviglio rosso. In effetti, a tarda sera un'unità repubblicana si
era avvicinata, chiedendo con segnali luminosi nominativo e destinazione
del mercantile, ma l'apparire all'orizzonte della inconfondibile sagoma
dell'esploratore della classe Navigatori, l'aveva fatta desistere dal tentativo
di blocco.
La successiva navigazione nell'Atlantico
non aveva riservato sorprese, e finalmente il mercantile, imboccata la
stretta insenatura del Rìa de Vigo, aveva accostato alla banchina
del porto della cittadina della Galizia. L'avventura spagnola dei nove
piloti italiani stava per iniziare; per qualcuno di essi si sarebbe conclusa
tragicamente, ad altri avrebbe lasciato una esperienza indimenticabile.
Poco più di un mese prima, il 17
luglio a Melilla, l'alzamiento di una parte delle forze armate contro il
governo repubblicano aveva segnato l'inizio di un conflitto destinato ad
insanguinare la Spagna per quasi tre anni, lacerando le coscienze di mezzo
mondo.
Il governo italiano (insieme con quello
tedesco) era intervenuto rapidamente in aiuto degli insorti, facendo partire
quella che sarà definita Operazione Militare Spagna.
Bombardieri S.81 erano stati fatti affluire
in Marocco dalla Sardegna fin dalla fine di luglio, consentendo, grazie
alla protezione aerea, il trasbordo in Andalusia delle truppe agli ordini
del generale Francisco Franco.
Ai trimotori seguono, in due ondate, un
paio di squadriglie di caccia: la prima è sbarcata a Melilla, sulla
costa africana, la seconda è quella giunta in Galizia, a nord del
Portogallo, in una zona già in mano ai nazionalisti.
Del gruppo di Vigo, oltre al tenente Olivero,
un sardo di lglesias, fanno parte i sottotenenti Giorgio Franceschi ed
Adriano Mantelli ed i sergenti GianLino Baschirotto, Achille Buffali, Raffaele
Chianese, Raul Galli, Brunetto di Montegnacco e Giovanni Vivarelli.
Completate le operazioni di sbarco, i
piloti si avviano alla stazione ferroviaria per salire su un treno diretto
a Càceres; da questa base in Extremadura, la sera del 28 agosto
sono trasferiti, a bordo di un trimotore Ju 52, a Tablada, nei pressi di
Siviglia.
Lì trovano i compagni giunti un
paio di settimane prima, agli ordini del capitano Vincenzo Dequal: i sottotenenti
Vittor Ugo Ceccherelli e Giuseppe Cenni, i sergenti Giuseppe Avvico, Angelo
Boetti, Bruno Castellani, Adamo Giuglietti, Giovanni Battista Magistrini,
Vincenzo Patriarca, Guido Presel e Giuseppe Salvadori.
Manca già all'appello il primo
caduto tra i cacciatori italiani, il tenente Ernesto Monico, ucciso dai
miliziani dopo esser stato abbattuto ed essersi lanciato con il paracadute
in territorio controllato dai repubblicani.
A Tablada i nuovi arrivati sono inquadrati,
con nomi di copertura, nella Aviaciòn de eI Tercio, la legione straniera
spagnola. Una nuova uniforme, dal caratteristico colore khaki, così
diverso dal familiare grigio-azzurro, sostituisce gli abiti civili. Anche
i gradi vengono naturalmente rimpiazzati, all'atto del l'arruolamento,
con i corrispondenti in uso nel l'aviazione spagnola.
Nel nuovo gruppo di piloti, tutti volontari,
spicca un veneto alto e bruno, dai sottili baffetti, che ha compiuto ventidue
anni da pochi giorni, il sergente GianLino Baschirotto.
Nativo di Montagnana, in provincia di
Padova, il giovane sottufficiale ha già una buona esperienza di
volo alle spalle. A diciott'anni ha frequentato il corso di pilotaggio
premilitare presso la Squadriglia da Turismo Aereo di Campoformido, conseguendone
il relativo brevetto.
Arruolatosi nella Regia Aeronautica, nell'ottobre
1935 ottiene il brevetto di pilota militare presso la scuola caccia di
Aviano. Con il grado di sergente pilota è assegnato ad un reparto
prestigioso, il lº Stormo Caccia, entrando a far parte della 88ª
Squadriglia, destinata a diventare nel corso degli anni la sua seconda
famiglia.
All'inizio del 1936, una breve parentesi
lo ha allontanato dal 1º Stormo, portandolo, con altri piloti del
suo reparto, a contribuire alla formazione dell'ultimo nato tra gli Stormi
della caccia, il 6º Stormo, che sarebbe diventato famoso con l'insegna
del "Diavolo rosso".
Ora il sergente Baschirotto si trova,
con lo pseudonimo di brigada Edoardo Giri , in terra di Spagna, pronto
a misurarsi col nemico. L'aereo sul quale si batterà è il
più moderno caccia della nostra linea, il veloce, robusto e ben
armato Fiat CR.32, con cui ha già preso confidenza in Italia, durante
la permanenza nella 15ª Squadriglia del 6º Stormo.
La squadriglia dei piloti legionari di
cui è entrato a far parte riceverà di lì a poco un
soprannome singolare e scanzonato, destinato a diventare molto popolare
nei resoconti degli inviati dei giornali che seguono la guerra civile:
la Cucaracha.
Anche il distintivo che presto adornerà
le carlinghe degli snelli biplani Fiat, uno scarafaggio col fez che suona
il sassofono, emettendo al posto delle note, rosse sagomine di aeroplani,
non ricorda neppure da lontano il poderoso arciere col motto dannunziano
"Incocca, tende, scaglia" dipinto sulle carlinghe dei velivoli del 1º
Stormo. Ma presto i piloti della Cucaracha impareranno ad andare fieri
del loro scherzoso emblema, consapevoli del timoroso rispetto che li circonda.
A Tablada non c'è molto tempo per
l'ambientamento: i nuovi arrivati si devono inserire velocemente nei turni
di partenza su allarme della caccia nazionalista. Già l'8 settembre
Baschirotto decolla da Cordova per un volo di protezione della città.
Sul suo libretto dei voli, una laconica annotazione: "Apparecchi rossi
fuggono. Ritorno a Siviglia".
Il 9 settembre, mentre esegue un tonneau
a volo rasente sulla pista di Tablada, cade e muore il suo comandante,
tenente Olivero.
L'11 settembre i cacciatori legionari
si spostano a Càceres. Le pattuglie di CR.32 che si alternano per
i voli di sorveglianza conseguono subito importanti successi a spese dei
velivoli repubblicani.
I rinforzi russi non sono ancora giunti
in Spagna e il caccia Fiat manifesta un'evidente superiorità di
velocità e di armamento rispetto ai Dewoitine D.371 e ai Nieuport
Ni.52.
La nota di Baschirotto, in corrispondenza
del volo dell'11 settembre, lascia trasparire sincero entusiasmo ed una
punta di rammarico:
Giorno memorabile, I miei compagni abbattono
otto apparecchi rossi. Io e il tenente Arrighi (nome di copertura di Adriano
Mantelli) non ne incontriamo nemmeno uno.
Tra i piloti abbattuti negli scontri di
quella giornata c'è anche un ex-sergente della Regia Aeronautica
che milita tra i repubblicani, il goriziano Giuseppe Krizai, che si salva
con un atterraggio d'emergenza; abbattitore il sergente Giovanni Magistrini,
suo vecchio compagno di corso.
Due giorni dopo, il 3 settembre, GianLino
Baschirotto coglie la sua prima vittoria aerea, a spese di un Nieuport
Ni.52.
La pattuglia nazionalista è formata,
oltre che dal nostro sottufficiale, dal capitano spagnolo Joaquìn
Garcia Morato, che diventerà l'indiscusso asso della caccia spagnola
(1) e dal sergente italo-americano Vincenzo Patriarca. Avvistata una formazione
di Breguet XIX, scortata da caccia Ni.52 e D.37l, Baschirotto insegue e
attacca con decisione un Nieuport, riuscendo rapidamente a far valere il
fuoco "pesante" delle sue Safat da 2,7 mm.
Sotto gli occhi del pilota italiano che
lo segue fino a terra, il caccia repubblicano precipita e scompare in un'enorme
vampata. Tra i rottami del biplano non si troveranno i resti del pilota:
questi, senza che l'inseguitore se ne accorgesse è riuscito, all'ultimo
momento, a lanciarsi con il paracadute e a salvarsi (2).
Nel frattempo Patriarca è venuto
a collisione con un altro Ni.52, pilotato da Felix Urtubi Ercilla, un ex
pilota nazionalista passato in campo avverso. I due aerei cadono al suolo,
ma mentre Urtubi muore, Patriarca fa in tempo a lanciarsi con il paracadute.
Appena toccata terra, viene catturato dai repubblicani ma, grazie al suo
passaporto statunitense, riesce a sfuggire alla sommaria esecuzione che
rappresenta, in quel primo periodo di guerra, il consueto, terribile epilogo
per chi cade in campo avverso (3).
Proprio questa è la sorte tragica
che tocca tre giorni dopo, il 16 settembre, al tenente Franceschi. Atterrato
per esaurimento del carburante entro le linee nemiche al termine di un
combattimento, Franceschi si allontana dal velivolo ma viene rapidamente
circondato da miliziani e finito a fucilate mentre cerca coraggiosamente
di difendersi.
Il giorno della perdita di Franceschi,
Baschirotto mitraglia efficacemente, in collaborazione con il capitano
Morato, un Potez 540. Il bombardiere repubblicano, nonostante i gravi danni
subiti, riesce ad atterrare in emergenza entro le proprie linee.
lI 25 settembre un secondo Potez 540,
questa volta senza scampo, cade sotto i colpi congiunti di Baschirotto
e di un altro asso spagnolo, il capitano Angel Salas Larrazàbal
(4).
Il bombardiere, contrassegnato da una
vistosa "F" bianca sulla deriva, è il celebre "Aquì te espero"
(Qui ti aspetto) che, in un disperato tentativo di atterraggio, si conficca
al suolo verticalmente, spezzandosi in due e causando la morte, fra gli
altri, dal comandante capitano Joaquìn Mellado, direttore della
compagnia LAPE (Lineas Aéreas Postales Espaùolas) (5).
L'ultimo combattimento del mese avviene
il 27 settembre, durante una crociera di vigilanza sul fronte di Toledo,
quando Baschirotto mitraglia a lungo un Ni.52 e un Po.540, rimanendo senza
munizioni.
Per più di quindici minuti il nostro
si destreggia per evitare le raffiche nemiche, incassa qualche colpo e,
ad un certo punto, si mette addirittura in coppia col pilota avversario,
leggermente più in basso. In questo modo è sicuro di non
poter essere colpito: lo guarda e ha quasi l'impressione che il pilota
"rosso" abbia capito che è rimasto senza colpi. Alla prima virata
dell'avversario, con un rapido rovesciamento Baschirotto riesce a disimpegnarsi
o meglio, come lui stesso riporta sul libro voli con più prosaica
sincerità, a scappare.
Lo scontro successivo avverrà per
Giri solo il 13 novembre; nel frattempo tra le fila repubblicane sono giunti,
insieme con i piloti russi agli ordini del tenente generale Yakov Shmushkevic,
(alias generale Douglas), velivoli decisamente più temibili: i Polikarpov
I-15.
I biplani hanno fatto la loro prima apparizione
sul cielo di Madrid il 4 novembre, dimostrando subito ai cacciatori italiani
che il tempo della loro netta superiorità era ormai finito. Il Chato,
come diventerà noto tra i repubblicani (mentre per i nazionalisti
sarà sempre il Curtiss) è un grande arrampicatore, estremamente
maneggevole.
A vantaggio del CR.32 c'è ancora,
se non il numero, almeno il calibro delle mitragliatrici, visto che il
caccia sovietico è dotato di quattro PV 1 da 7,62 mm contro le due
Safat da 12,7 mm del caccia italiano. Calibro maggiore significa maggiore
capacità distruttiva e gittata superiore: quindi possibilità
di aprire efficacemente il fuoco da più grande distanza.
Il 13 novembre, mentre scorta su Madrid
una pattuglia di biposti Ro.37 da poco giunti in Spagna con compiti di
ricognizione e attacco, Baschirotto riesce a cogliere di sorpresa un Chato
e ad abbatterlo, conseguendo la sua seconda vittoria individuale. L'aereo
nemico precipita, emettendo dapprima fumo bianco e poi nero, mentre il
nostro pilota al termine del combattimento rientra regolarmente a Torrijos,
dove il reparto si è spostato dai primi di novembre.
Ai primi di dicembre entrano in azione
per la prima volta i biplani russi da ricognizione e bombardamento leggero
Polikarpov R-5 e R-Z. Il giorno 4, i Rasantes e Natachas, battezzati genericamente
Papagayos (Pappagalli) dai nazionalisti, attaccano a volo radente l'aeroporto
di Torrijos ma vengono intercettati dalla pattuglia di vigilanza sul campo,
di cui fa parte Baschirotto.
Due incursori vengono abbattuti, uno dei
quali personalmente dal pilota veneto, che ne ha anche mitragliato un secondo.
Da un paio di settimane hanno fatto la
loro apparizione sul cielo di Madrid degli avversari ancora più
pericolosi: i monoplani Polikarpov 1-16 (Mosca per i repubblicani e Rata
per i nazionalisti).
Il primo incontro con i nuovi caccia avviene
per Baschirotto il 5 dicembre, durante una scorta ai Ro.37: i Rata mitragliano
di sorpresa i velivoli della Cucaracha senza che questi possano opporsi
validamente. Il compatto caccia russo, di moderna concezione e costruzione,
ha doti di velocità nettamente superiori al biplano Fiat, ma questo
ha ancora al suo attivo il calibro dell'armamento e la superiore maneggevolezza.
Se il Rata, dotato di quattro Shkas da 7,62 mm, si avventura in un combattimento
manovrato invece di limitarsi a veloci puntate e successivo disimpegno
in cabrata, può essere sopraffatto dal caccia italiano. Ed è
proprio quello che avviene il 20 dicembre, quando, durante una crociera
di protezione sul fronte di Madrid - Las Rosas, i piloti italiani impegnano
combattimento con i Rata riuscendo ad abbatterne tre in collaborazione:
allo scontro, il suo ultimo del 1936, ha partecipato con successo anche
il sergente Baschirotto, a cui le vittorie saranno attribuite collettivamente,
insieme con altri sei piloti (6).
Alla fine dell'anno l'Aviaciòn
de eI Tercio diviene Aviaciòn Legionaria, e la forza da caccia italiana
viene inquadrata in un gruppo organico, il XVI Gruppo Cucaracha , formato
dalle Squadriglie 24ª, 25ª e 26ª.
Dopo una lunga pausa dovuta allo spostamento
del fronte ed al maltempo, il primo combattimento del 1937 avviene per
Baschirotto il 15 marzo, durante una crociera di protezione sul fronte
di Trijeque. Un Curtiss viene mitragliato senza poterne accertare i risultati,
Il giorno successivo il combattimento è accettato dai nostri in
condizioni di netta inferiorità numerica: ai nove CR.32 legionari
si contrappone una forza nemica stimata in 14 Curtiss e 8 Rata. Baschirotto
mitraglia un Curtiss, che alla luce degli esiti del combattimento, gli
viene attribuito come abbattuto in collaborazione con il sottotenente Spartaco
Cottarelli.
In aprile lo schieramento della caccia
legionaria si rafforza notevolmente: alla Cucaracha si affiancano il VI
Gruppo, denominato inizialmente Leonello dal nome del suo comandante maggiore
Eugenio Leotta e poi Gamba di ferro in onore del capitano Ernesto Botto,
con le Squadriglie 3lª, 32ª e 33ª, ed il XXIII Asso di bastoni
(Squadriglie 18ª, l9ª e 20ª).
L'offensiva nazionalista si sposta a nord
e Baschirotto partecipa con il suo reparto a molte missioni di scorta a
bombardieri e ricognitori sul fronte di Bilbao.
Nel mese di luglio i repubblicani scatenano
un attacco a Brunete, poco a ovest di Madrid, nell'estremo tentativo di
tenere lontano da Santander (e quindi dalla conquista dell'intero territorio
settentrionale ancora in mani repubblicane) le truppe nazionaliste.
La Cucaracha si trasferisce rapidamente
sul nuovo fronte e nel pomeriggio deI 15 luglio effettua con ventisei velivoli
una crociera d'interdizione. Avvistati caccia e bombardieri repubblicani,
i CR.32 si buttano all'attacco dando origine ad un furioso combattimento
che si conclude con l'abbattimento di cinque Rata, uno dei quali, precipitato
alla periferia di Madrid, ad opera di Baschirotto. É la sua quarta
vittoria individuale, la prima a spese del veloce monoplano russo.
Tre giorni dopo, il 18 luglio, Baschirotto
prende parte ad un altro affollato scontro, durante il quale attacca e
mitraglia un Papagayo. Il 25 luglio ha luogo il combattimento più
accanito dell'intera battaglia di Brunete: sette Curtiss e due Rata vengono
accreditati alla caccia legionaria. Baschirotto consegue la quinta vittoria
individuale, la sua ultima in Spagna, abbattendo un Curtiss.
L'indomani, ultimo giorno della battaglia
di Brunete, ventuno CR.32 aggrediscono sei Tupolev SB-2 scortati da venti
caccia, Il bombardiere bimotore sovietico, battezzato Martin Bomber dai
nazionalisti, è considerato un osso duro per la velocità
e la robustezza. In questa occasione Baschirotto ne mitraglia uno, mentre
un secondo è abbattuto in collaborazione dai piloti del reparto.
In agosto la Cucaracha ritorna sul fronte
settentrionale, basandosi con 22 caccia a Logroi'io, in un vasto campo
in mezzo agli uliveti, a sostegno delle truppe nazionaliste impegnate nella
battaglia di Santander.
Il 15 agosto, giorno del suo ventitreesimo
compleanno, Baschirotto è impegnato in una crociera di vigilanza:
il suo aereo, attaccato di sorpresa, incassa qualche colpo, ma il pilota
riesce a riportarlo a Logroiio.
lI 26 agosto le truppe nazionaliste entrano
in Santander, concludendo vittoriosamente la conquista dei territori settentrionali.
Da questa data le tre squadriglie della Cucaracha , agli ordini del maggiore
Casero, si spostano a Zaragoza, sul fronte dell'Aragona.
Decollato da questa nuova base, Baschirotto
prende parte al combattimento del 28 agosto, durante il quale sette velivoli
repubblicani vengono abbattuti ma anche tre piloti legionari (Mariotti,
Costantini e Cagni) sono costretti a lanciarsi con il paracadute, finendo
prigionieri.
Baschirotto, colpito seriamente al motore,
al radiatore dell'olio ed ai piani di coda, riesce invece a riportare alla
base il suo malconcio aeroplano. È meno fortunato il 2 dicembre,
quando, al termine di una crociera di vigilanza, mentre sta facendo la
ruota in fila indiana sul campo, entra in collisione con il sergente Lendaro
ed è costretto ad abbandonare il suo velivolo, affidandosi al paracadute.
Il 26 gennaio 1938, partendo sempre dalla
base di Zaragoza, Baschirotto partecipa al suo ultimo combattimento in
Spagna: durante una crociera di protezione sul fronte di Teruel si scontra
con una formazione di caccia repubblicani, mitragliando efficacemente un
Curtiss e un Rata.
In febbraio il sergente Baschirotto rientra
in Italia. Al termine della sua lunga campagna spagnola, durata diciotto
mesi, ha al suo attivo 256 missioni, sedici combattimenti, cinque vittorie
individuali e sei in collaborazione. Due medaglie d'argento ed una di bronzo
al Valor Militare testimoniano il coraggio e la generosa determinazione
con la quale ha affrontato il nemico.
Con la guerra di Spagna si chiude per
sempre una stagione gloriosa della caccia, iniziata sopra le trincee della
grande guerra: quella dei combattimenti manovrati, dei prolungati inseguimenti,
dei duelli acrobatici. Si è aperta l'era degli scontri fulminei,
delle raffiche sparate da lontano da bordo di veloci monoplani, robusti
e ben armati, meno adatti alle acrobazie in formazione. Gli alti comandi
della Regia Aeronautica, abbagliati dagli indubbi successi conseguiti,
purtroppo tardano a rendersene conto e continuano a preferire, per i compiti
di aviazione difensiva, i più maneggevoli biplani.
A Campoformido, sede del 1º Stormo,
GianLino Baschirotto, che è passato in Servizio Permanente Effettivo
per meriti di guerra, indossa nuovamente l'uniforme grigio-azzurra, con
i freschi nastrini delle decorazioni sul petto, tornando a far parte dell'8ª
Squadriglia del 6º Gruppo. Lo stormo annovera numerosi piloti che
si sono fatti le ossa nelle fila della Aviaciòn Legionaria, ed è
considerato un reparto di assoluto prestigio. Sulla base, nei pressi di
Udine, la principale attività consiste in un intenso programma di
addestramento acrobatico, individuale e collettivo, che, secondo le visioni
dello Stato Maggiore, costituisce il più importante bagaglio tecnico
deI cacciatore.
Il 4 dicembre 1939, durante un volo di
addestramento, Baschirotto entra in collisione con il sergente maggiore
Alessandro Beggiato, che gli mangia la coda con la sua elica: si lancia
con il paracadute e prende terra senza conseguenze, mentre il compagno
riesce a riportare a terra il velivolo.
Le esercitazioni sono spesso punteggiate
da esibizioni in formazione, per le quali il 1º Stormo va giustamente
famoso.
Ma il vento di guerra torna rapidamente
a spirare sull'Europa. Sono passati solo cinque mesi dalla conclusione
della guerra di Spagna quando la Germania attacca la Polonia: è
l'inizio della seconda guerra mondiale. L'italia, in notevole ritardo di
preparazione, si tiene dapprima da parte, ma il 10 giugno 1940, convinta
di una rapida fine delle ostilità, dichiara guerra a Francia e Inghilterra.
Seconda Guerra Mondiale:
Il 1º Stormo è già
coinvolto da qualche giorno nell'atmosfera bellica, Il 3 giugno ha lasciato
il Regio Aeroporto Gabelli di Campoformido, sede di pace del reparto, per
schierarsi in Sicilia.
Il comando di stormo si porta con il 1
7º Gruppo, dotato ancora di CR.32, sull'aeroporto Lavaggi di Trapani
ed assume alle sue dipendenze il 157º Gruppo, su CR.42. Il 6º
Gruppo, che ha ricevuto, tra i primi reparti operativi, il nuovo caccia
monoplano Macchi C.200, assume lo stato di reparto autonomo, agli ordini
del tenente colonnello Armando Francois, e pone la sua base a Catania.
Il trasferimento è avvenuto senza
particolari problemi. L'88ª Squadriglia, comandata dal capitano Dante
Ocarso, veterano della guerra d'Etiopia, ha volato in formazione fino alla
sua nuova base siciliana.
Baschirotto, promosso nel frattempo sergente
maggiore, ha fatto parte della seconda pattuglia, insieme al tenente Giuseppe
Volpe ed al sergente Alfredo Bordin. L'obiettivo designato è Malta.
Per le operazioni sull'isola la base di partenza è Comiso, nei pressi
di Ragusa.
Il 16 giugno, durante la scorta ad una
formazione di S.79 dell'1º Stormo avviene il battesimo del fuoco:
in uno scontro sulla verticale di Malta, sette caccia dell'88ª Squadriglia,
tra cui quello di Baschirotto (7), e due dell'81ª affrontano i Gloster
Gladiator britannici e ritengono di averne abbattuto uno in collaborazione.
In realtà i tre biplani inglesi, che diventeranno famosi con i soprannomi
di Faith, Hope e Charity (Fede, Speranza e Carità), riescono a rientrare
alla loro base.
Nonostante l'intensa attività (nel
solo mese di luglio compie ventisette voli, tra crociere di vigilanza e
partenze su allarme) a Baschirotto, nel frattempo promosso maresciallo,
l'occasione di far uso delle mitragliatrici si presenta solo sei mesi dopo,
il 25 gennaio 1941.
Durante la scorta a un S.79 in missione
di ricognizione fotografica su Malta, il sottufficiale ingaggia combattimento
con una formazione di Hurricane. Questa volta lo scontro si conclude con
un nulla di fatto. Le armi dei nostri caccia sono rimaste le due Safat
da 12,7 mm, il cui tiro è sincronizzato con la rotazione dell'elica:
ottime armi negli anni trenta, precise e affidabili, ma non più
sufficienti come volume di fuoco contro i nuovi avversari.
Altro scambio di colpi con la caccia inglese
il 23 marzo; in questa occasione al maggiore Vezio Mezzetti, che è
subentrato a Francois come comandante di gruppo, al maresciallo Vittorino
Daffara ed al sergente maggiore Natalino Stabile sono attribuiti tre Hurricane,
uno a testa.
Gli inglesi ammisero la perdita di un
caccia, pilotato dal Sergeant Roberton.
Il 6º Gruppo si è nel frattempo
spostato a Pantelleria, da dove ha proseguito le operazioni sul Mediterraneo:
l'11 giugno rientra in Sicilia, a Palermo, e di qui, dieci giorni dopo,
riparte per Udine. Dopo oltre dodici mesi di campagna, il lº Stormo
è destinato ad un periodo di riposo ed addestramento: il reparto
è stato prescelto, insieme al 4º, per ricevere i nuovi attesissimi
caccia dell'Aermacchi, più potenti e veloci, i MC.202 a motore lineare.
Il ciclo di istruzione sul nuovo velivolo
inizia il 7 agosto; Baschirotto effettua il passaggio sul MC.202 il 29
ottobre, mentre Io stormo, agli ordini del colonnello Alfredo Reglieri,
si appresta a partire nuovamente per il fronte: questa volta la destinazione
è l'Africa Settentrionale, raggiunta l' 11 dicembre.
L'8 gennaio 1942, Baschirotto scorta,
con numerosi compagni, una formazione di CR.42 in azione di attacco al
suolo ad Agedabia; ne segue uno scontro, durante il quale i cacciatori
italiani colgono la prima vittoria africana, abbattendo in collaborazione
un Curtiss P-40, quello del Flying Officer Baster dello Squadron 3 della
RAAF (8).
Durante i mesi di febbraio e marzo le
quotidiane missioni del 1º Stormo, che è basato sul campo K3
di Bengasi (riconquistata il 29 gennaio) sono destinate al sostegno dell'offensiva
delle forze dell'Asse, scattata negli ultimi giorni di gennaio. In questo
periodo è degna di nota la missione di mitragliamento del campo
di Acroma.
Il capitano Ocarso, il tenente Civetta,
il sottotenente Sparapani, il maresciallo Baschirotto e il sergente maggiore
Stabile giungono di sorpresa sul campo nemico e compiono quattro passaggi
a testa, lasciando fumanti una quindicina di velivoli, tra Blenheim e P-40.
L'azione è citata nel bollettino di guerra del 23 febbraio.
Il diario di squadriglia registra un'attività
senza sosta: le partenze su allarme si alternano alle crociere di vigilanza,
alle scorte ai caccia-bombardieri, alle missioni di caccia libera, ai mitragliamenti
delle colonne di automezzi e mezzi corazzati, I piloti italiani, tra i
quali si distingue in particolare il comandante dell'88ª Squadriglia,
capitano Ocarso, colgono numerosi successi, soprattutto sui P-40.
lI 25 maggio, quando il 6º Gruppo
è a Martuba, Baschirotto consegue le sue prime due vittorie individuali
nelle fila della Regia. La missione prevede caccia libera tra EI Gazala
e Bir Hacheim, ben addentro le linee nemiche.
I piloti italiani avvistano una formazione
di caccia nemici, stimati in una ventina tra Spitfire e P-40, e impegnano
combattimento. Al termine, viene dichiarato l'abbattimento di nove P-40:
due a testa sono attribuiti ai sergenti maggiori Baschirotto e Stabile,
uno ciascuno al capitano Camarda, al tenente Civetta, ai sottotenenti Sgorbati
e Ferrazza ed al sergente Paroli (9).
Il 10 giugno Baschirotto consegue un'altra
doppietta, questa volta a carico di due Hurricane incontrati durante una
missione di caccia libera nella zona tra Bir Hacheim e EI Adem. Nello stesso
combattimento
un apparecchio nemico a testa è accreditato al capitano Camarda
ed ai sergenti maggiori Benati, Morosi e Borreo.
Il resoconto inglese parla di scontri
avvenuti nell'area con MC.202 e Bf 109, con reciproche perdite; al di là
di possibili errate identificazioni, le azioni sul fronte si svolgevano
spesso in collaborazione con i Messerschmitt degli ]agdceschwadern 27 e
53.
Il 26 giugno il lº Stormo conclude
il primo ciclo africano e rientra a Udine, lasciando gli apparecchi e le
attrezzature al subentrante 4º Stormo. Quando rimpatria, Baschirotto
ha al suo attivo quattro vittorie individuali e 78 missioni belliche.
Dopo un periodo di riposo (gli ufficiali
a Cortina, i sottufficiali ad Asiago, S.Margherita e Rapallo) il 6º
Gruppo, ora agli ordini del maggiore Luigi Di Bernardo, torna ai primi
di novembre in Africa Settentrionale, ma vi rimane solo per pochi giorni:
un'altra esigenza lo costringe a spostarsi rapidamente a Decimomannu.
Infatti, dopo la battaglia di EI Alamein
di fine ottobre, la situazione per le forze dell'Asse sul fronte africano
è andata precipitando. Ai primi di novembre gli anglo-americani
sono sbarcati in Marocco e Algeria (operazione Torch) preparandosi a stringere
le forze italo- tedesche in una morsa. La reazione dell'Asse è pronta,
ma gli equilibri strategici sono ormai del tutto compromessi. Nel tentativo
di ritardare l'avanzata degli Alleati sbarcati a Algeri ed Orano, viene
rafforzata l'Aeronautica della Sardegna utilizzando gli aerei disponibili
per bombardare e mitragliare gli aeroporti algerini.
Mentre truppe italo-tedesche occupano
la Tunisia, il 6º Gruppo compie rischiose missioni su Bona percorrendo
ogni volta tra andata e ritorno circa 600 km in mare aperto, ai limiti
dell'autonomia. Da un'azione di questo tipo, il 28 novembre, non rientra
il capitano Ocarso.
Baschirotto, che ha partecipato alla missione
di scorta di Ju 88 e SM.84, atterra a Decimomannu alle 12.55, rifornisce
il suo aereo e riparte alla ricerca del suo comandante, ma, pur spingendosi
a oltre 100 km dalla costa, non riesce ad avvistarlo. Il corpo di Ocarso
verrà ritrovato senza vita il 9 dicembre da alcuni pescatori, mentre
andava alla deriva sul battellino di salvataggio, e verrà sepolto
a Cagliari. Il tenente Giorgio Falchi assume il comando dell'88ª Squadriglia.
Ai primi di gennaio del 1943 viene costituito
il Comando Aeronautico della Tunisia e il 6º Gruppo è chiamato
a farne parte. Gli aerei dell'88ª Squadriglia decollano e atterrano
senza sosta da Pantelleria, scortando i convogli navali e aerei che trasportano
truppe e mezzi sull'ultimo lembo di terra del continente africano rimasto
in mano all'Asse. Durante una di queste missioni, Baschirotto attacca una
pattuglia di Beaufighter che sta bombardando il convoglio scortato: un
bimotore inglese cade in fiamme mentre un secondo è danneggiato.
In effetti lo Squadron 272 perde in quella
zona due velivoli, uno dei quali è probabilmente abbattuto da un
pilota tedesco dello JG 53. A questo punto il maresciallo Baschirotto,
dopo aver già tagliato questo traguardo in Spagna, ha raggiunto
anche nella seconda guerra mondiale le cinque vittorie che tradizionalmente
qualificano un asso.
lI 12 marzo compie a Pantelleria il passaggio
sull'MC.205 Veltro : il successore del C.202, più potente, grazie
al DB 605A, e meglio armato grazie ai due cannoncini Mauser da 20 mm (installati
nelle ali a partire dalla serie III), rappresenta uno strumento bellico
certamente all'altezza dei tempi.
Purtroppo la capacità produttiva
della nostra industria non è in grado di far fronte tempestivamente
alle esigenze di rinnovamento della linea e il nuovo modello dovrà
convivere con il predecessore ancora a lungo. Lo stesso Baschirotto, a
seconda della disponibilità, volerà sull'uno o sull'altro;
ma è sul MC.205V che coglie la sua ultima vittoria individuale,
il 20 aprile.
Nel corso di una missione di caccia libera
nella zona di mare tra Capo Bon e Capo Mustafà, una nutrita formazione
deIlo Stormo (ventiquattro C.205V e nove C.202) agli ordini del maggiore
Di Bernardo e del capitano Nioi, attacca a circa 35 km a ovest di Pantelleria
una sessantina di velivoli avversari. Sono gli Spitfire degli Squadrons
92, 417, 601 e 1 SAAF, in missione offensiva, protetti dagli Spitfire dello
Squadron 145, formato da piloti polacchi. Questi ultimi piombano dall'alto
addosso ai Macchi e si accende una zuffa gigantesca, il cui esito risulta
uno dei più controversi dell'intero conflitto.
Al termine, i piloti dello Squadron 145
dichiarano l'abbattimento di sette velivoli, in qualche caso erroneamente
identificati come Bf 109. Altri tre sono attribuiti a piloti dello Squadron
92, mentre il Pilot Officer Coller dello Squadron 601, riferisce di averne
costretto uno ad una atterraggio d'emergenza. In realtà il lº
Stormo perde i Macchi C.205V del tenente Vittorio Bacchi Andreoli e del
tenente Francesco Fanelli, mentre il maresciallo Anano Borreo atterra fuori
campo nei pressi di Capo Bon, Il capitano Piero Calistri, benchè
ferito alla coscia, riesce ad atterrare regolarmente.
Secondo il fonogramma conservato tra le
relazioni operative dell'Aeronautica della Sicilia (messaggio n.1832),
quindici Spitfire sono da considerarsi sicuramente abbattuti, quattordici
dei quali visti finire in mare più uno precipitato a terra tra Capo
Bon e Capo Mustafà.
Uno degli Spitfire è attribuito
personalmente al maresciallo Baschirotto, che ha sparato nell'occasione
500 colpi. Non si trova traccia di queste perdite nei documenti inglesi.
Seppure una sovrastima dei risultati sia assolutamente da mettere in conto
nei combattimenti affollati, una discrepanza di questo genere appare difficilmente
spiegabile.
Sul libretto dei voli del maresciallo
Baschirotto l'ultimo combattimento è riportato in data 8 giugno:
decollato da Chinisia alle 19.35, abbatte in collaborazione uno Spitfire
a nordovest di Pantelleria (10).
Il 24 giugno il reparto, decimato dai
bombardamenti anglo-americani lascia la Sicilia e rientra a Udine.
L'armistizio dell'8 settembre coglie lo
stormo in fase di riequipaggiamento. In assenza di direttive precise, Baschirotto
ritiene di aver già combattuto abbastanza: alla data ha totalizzato
oltre mille ore di voli di guerra, nel corso della quale ha compiuto 292
azioni, abbattendo sei aerei individualmente e tre in collaborazione.
Alle medaglie guadagnate in Spagna si
sono aggiunte altre due medaglie d'argento al Valor Militare sul campo
e la croce di ferro tedesca di seconda classe, appuntatagli personalmente
sul petto dal Feldmarschall Erwin Rommel a Martuba.
Nel dopoguerra riprende a volare nel 5º
Stormo: promosso sottotenente per merito di guerra con anzianità
il giugno 1943, fa parte della prima pattuglia acrobatica italiana postbellica,
montata su Spitfire IX. Negli anni successivi vola sui primi aviogetti
della rinata Aeronautica Militare: i Vampire ed i Thunderjet.
Conclude la sua carriera nel 1970 come
colonnello, dopo aver ricoperto varie posizioni di comando. Muore a Vicenza
neI 1986 ed è sepolto, secondo la sua volontà, nella natia
Montagnana, dove gli è stata intitolata la locale aviosuperficie,
inaugurata nel 1999.
Nella storia della nostra aeronautica
lascia la traccia indelebile di un grande pilota, con oltre 2.329 ore di
volo: uno degli ultimi veri manici dell'aviazione italiana.
G. Massimello
L'autore e "Storia militare" desiderano
ringraziare il colonnello pilota Gregorio Baschirotto che ha gentilmente
messo a disposizione l'indispensabile supporto documentale oltre a prezioso
materiale fotografico.
GianLino Baschirotto, tabella degli abbattimenti individuali:
data aereo abbattuto
su campagna
13-09-36 Nieuport Ni.52
CR.32 Spagna
13-11-36 Polikarpov I-iS
CR.32 Spagna
04-12-36 Polikarpov R-5
CR.32 Spagna
17-07-37 Polikarpov I-16
CR.32 Spagna
25-07-37 Polikarpov I-is
CR.32 Spagna
25-05-42 2 Curtiss P-40
MC.202 Africa Settentrionale
10-06-42 2 Hawker Hurricane
MC.202 Africa Settentrionale
31-01-43 Bristol Beaufighter
MC.202 Mediterraneo
20-04-43 Supermarine Spitfire
MC.202 Mediterraneo
Inoltre: 9 in collaborazione (6 in Spagna
e 3 nella seconda guerra mondiale).
Bibliografia e fonti:
Libretto di volo di GianLino Baschirotto.
Archivio USSMA: Diari storici del 1ºStormo,
del 6º Gruppo e della 88ª Squadriglia.
F. Pedriali, Guerra di Spagna e aviazione
italiana, Roma, USSMA, 1992
A. Emiliani, E. Ghergo, Ali in Spagna,
Milano, Giorgio Apostolo Editore, 1997
I. A. Cerda, Aviation de chasse de la
république espagnole, Boulogne sur Mer, Lela press, 1995
C. Shores, Aviazioni nella guerra civile
spagnola, Firenze, Olimpia, 1980
C. Shores, 8. Cull, N. Malizia, Malta:
the Hurricane years 1940-4 1, London, Grub street, 1987
C. Shores, Fighters over the Desert, London,
Neville Spearman, 1969
C. Shores, Fighters over Tunisia, London,
Neville Spearman, 1974
(1) Morato ottiene le sue prime vittorie
a bordo di un Ni52; pilota quindi un He51, ma è sui CR32 che consegue
il maggior numero di abbattimenti. Al termine del conflitto gli saranno
accreditate 40 vittorie. Morirà 4 giorni dopo la fine della guerra,
il 4 aprile 1939, in un banale incidente durante una manifestazione.
(2) Secondo Patrick Laureau, in La Aviacion
republicana espana il pilota si chiamava Carlos Colomb, e cadrà
in combattimento pochi giorni dopo, il 17 settembre 1936, a seguito della
collisione con un CR.32.
(3) Rinchiuso in un carcere militare,
Patriarca verrà liberato a seguito dell'intervento di Washington.
(4) Al termine della guerra civile Salas
avrà accreditate 17 vittorie. Durante la seconda guerra mondiale
Angel Salas comanderà la Patrulla azul schierata in Unione Sovietica
a fianco dei tedeschi e otterrà altre 7 vittorie individuali.
(5) Pare che il nome prendesse spunto
dal fatto che il Po 540 così battezzato viaggiava spesso in coppia
con un aereo dello stesso tipo che, costretto ad arrancare con i suoi motori
sfiatati, era stato soprannominato Voy corriendo (Vado di corsa).
(6) Gli altri piloti erano i tenenti Ricci
e Fiacchino, il sottotenente Del Pelo, il sergente maggiore Gabba ed i
sergenti Dentis e Redaelli.
(7) Gli altri piloti partecipanti all'azione
erano i tenenti Volpe e Armanino, i sergenti maggiori Beggiato, Pierobon
e Stabile ed il sergente Bordin.
(8) Oltre al maresciallo Baschirotto,
i piloti partecipanti al combattimento erano il capitano Ocarso, i tenenti
Savelli e Civetta, i sottotenenti Sparapani e Sgorbati, il sergente maggiore
Borreo ed il sergente Bartesaghi.
(9) lI vittorioso esito del combattimento,
non confermato da parte inglese, è citato nel Bollettino di Guerra
n.725.
(10) Labbattimerito è attribuito
c'ollaborazione anche ai tenenti Levrini e Zatti, al sottotenente Sorhati
ed al set. Saiani.
GianLino Baschirotto
parte I
O.M.S.
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| bas001 :
Vitoria - giugno 1937 Capitano Francois Armando, comandante della 25^ Squadriglia, foto con firma autografa. |
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| bas002 :
Vitoria - giugno 937 Il sergente Salvi Eugenio “el Aleman“ in forza alla 24^ Squadriglia, XVI°Gruppo, foto studio. |
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| bas003 :
Vitoria - giugno 937 Capitano Francois Armando , vedi bas001. |
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| bas004 :
Spagna - 1937 Da sinistra, sergente Salvi Eugenio e sergente Sbardella Addo, foto studio Zaragoza. |
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| bas005 :
Zaragoza - 13 dicembre 1937 Sergente Salvi Eugenio, vedi bas002, foto studio Zaragoza. |
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| bas006 :
Spagna - 1937 Giulio Cesare e Milella Francesco. |
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| bas007 :
Spagna - 1937 Acerbi Luigi. |
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| bas008 : |
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| bas009 : |
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| bas010 : |
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| bas011 :
Spagna - 1937 Capitano della "Cucaracha", Bianchi Luigi. |
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| bas012 :
Spagna - 1937 Baschirotto Gianlino su CR32 della 24^ Sq. |
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| bas014 :
Spagna - 1937 Giulio Cesare. |
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| bas015 :
Spagna - 1937 Rigolli Giuseppe. Sul retro: "Rigolli, deceduto in Spagna in combattimento nel cielo di Santander". Il serg. Rigolli, originario di Castell'Arquato, Piacenza, perse la vita durante lo scontro aereo del 12 ottobre 1937 nel quale il col. Ernesto Botto fu gravemente ferito alla gamba. Durante il combattimento con i velivoli governativi avvistati da Borgogno, perse la vita il ten. Alessio Neri (fucilato dopo 4 giorni di prigionia). Vennero invece fatti prigionieri il s.ten. Roberto Boschetto, costretto ad un atterraggio di emergenza ed il s.ten. Francis Leoncini ed il serg.m. Ugo Corsi che erano entrati in collisione. |
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| bas016 :
Spagna - 1937 Casero Giuseppe e Francois Armando. |
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| bas017 : |
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| bas018 :
Spagna, Zaragoza - 1937 Baschirotto. |
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| bas019 :
Spagna - 1937 Baschirotto e la coccarda della "Cucaracha". |
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| bas020 :
Spagna - 1937 Baschirotto. |
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| bas021 :
Spagna, Zaragoza - 1937 Baschirotto. |
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| bas022 :
Spagna, Zaragoza - 1937 Baschirotto. |
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| bas023 :
Spagna, Zaragoza - 1937 Baschirotto. |
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| bas024 :
Spagna, Zaragoza - 1937 Baschirotto. |
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| bas025 :
Spagna, Zaragoza - 1937 Baschirotto |
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| bas026 :
Spagna - 1937 In trincea: Boleani Romeo, Politi, Carini, Baschirotto. |
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| bas027 :
Spagna - 1937 Da sinistra in alto: Bassi (1°), ??? (2°), Baraldi (3°), Camarda (4°), Alessandrini (5°), Baschirotto (6°), Caselli(6° in basso). |
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| bas028 :
Spagna - 1937 Da sinistra: Caselli (1°), Baschirotto (2°), Politi (3°), ??? (4°), Bossi (5°). |
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| bas029 :
Spagna - 1937 In alto: Zanandrea - da sinistra: Cesare (1°), Acerbi (2°), Carta (3°), Caselli (4°), Milella - piu' sotto: Milella e Bossi. |
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| bas030 :
Spagna - 1937 Bianchi Luigi (1°), Alessandrini Bruno (2°), Montefusco Mario (3°), ??? (4°), Camarda Domenico (5°), ??? (6°). |
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| bas031 :
Spagna - 1937 Gruppo di piloti della 26^ Squadriglia (ex 3^). In piedi: Presel (1°), Elio Fiacchino (2°), Mario Viola (3°), Corrado Ricci (4°), ??? (5°), Camoni (6°). In basso: Aldo Romagnoli (1°), Italo De Berardinis (2°), ??? (4°), Aldo Galadini (4°), Romeo Bolesani (5°), Bruno di Montegnacco (6°). |
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| bas032 :
Spagna - 1937 Gruppo come sopra con gli specialisti. |
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| bas033 :
Spagna - 1937 Sul retro della foto si riconoscono le firme di alcuni piloti: Italo Larese, Eugenio Salvi, Vanni, Zanandrea, Bronoli. |
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| bas035 :
Spagna - 1937 Gruppo. Si riconosce Baschirotto seduto al centro. |
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| bas036 :
Spagna - 1937 La « Cucaracha » dipinta sulla fusoliera di un CR 32. |
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| bas037 :
Spagna - 1937 Distintivi dei tre Gruppi, sul velivolo del com.te dello Stormo. |
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| bas038 :
Spagna - 1937 Gruppo con Botto Ernesto al centro. |
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| bas039 :
Spagna - 1937 I comandanti Nazionalisti, Franco e Mola, quest'ultimo con l'impermeabile bianco. |
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| bas040 :
Spagna - 1937 Messa al campo. |
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| bas041 :
Spagna - 1937 Gruppo fotostudio a Vigo, con di Montegnacco. |
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| bas042 :
Spagna - 1937 Foto ricordo davanti al Potez 540 « F » abbattuto. Baschirotto ultimo a destra. |
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| bas043 :
Spagna - 1937 CR32 3-5 delle "Cucaracha". |
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| bas044 :
Spagna - 1937 Baschirotto e Giri in borghese al caffè. |
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| bas045 :
Spagna - 1937 CR 32 della 2^ Sq. ( ?). |
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| bas046 :
Logroño - 1937 Politi e Baschirotto. |
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| bas047 :
Logroño - 1937 Politi e Baschirotto. |
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| bas048 :
Spagna - 1937 Baschiirotto, primo a sinistra. |
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| bas049 :
Spagna - 1937 Gruppo Presel, Giulietti, Nobili, Salvi, Marasco. |
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| bas050 :
Spagna - 1937 Baschirotto, alias Giri. |
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| bas051 :
Spagna - 1937 Primo a sinistra, Salvi. |
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| bas052 : |
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| bas053 :
Spagna - 1937 Gruppo di piloti dell'Aviazione Legionaria. |
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| bas054 :
Spagna - 1937 Giulio Cesare, Acerbi Luigi, .... ? |
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| bas055 :
Spagna - 1937 Salvi, Giulietti, Romagnoli. |
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| bas056 :
Spagna - 1937 Gruppo davanti ad un C.R. 32 durante le operazioni di rifornimento, protetto dagli alberi di eucalipto. |
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| bas057 :
Spagna - 1937 Gruppo davanti alla tenda. Si riconosce Moretti e Salvi. |
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| bas058 :
Spagna, Zaragoza - 1937 "En la calle Alfonso I°". ...... ?, ......?, Baschirotto, Salvi, |
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| bas059 :
Spagna - 1937 Salvi, Giulietti, Puppi. |
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| bas060 :
Spagna - 1937 Tre non identificati con l'emblema della "Cucaracha". |
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| bas061 :
Spagna - 1937 Tre non identificati con l'emblema della "Cucaracha". |
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| bas062 :
Spagna - 1937 Al caffè, Salvi e compagni. |
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| bas063 :
Spagna - 1937 Sullo sfondo un C.R. 32 con le insegne tipiche dell'Aviazione Legionaria. |
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| bas064 :
Spagna - 1937 C.R. 32 della 26^ Sq. |
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| bas065 :
Spagna - 1937 Rottami di un aereo nazionalista. |
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| bas066 :
Spagna - 1937 Mantelli, Colauzzi, Salvi, ...... ?, Cappellini. |
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| bas067 :
Spagna - 1937 Camoni, Mantelli, Colauzzi, Salvi, ...... ?, Cappellini. |
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| bas068 :
Spagna - 1937 Piloti Condor e dell'Aviazione Legionaria. |
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| bas069 :
Spagna - 1937 Pilota nella carlinga C.R. 32. |
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| bas070 :
Spagna, Logrono - ottobre 1937 Pilota nella carlinga di un plurimotore. |
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| bas071 :
Spagna - 1937 Gruppo. In piedi: Camarda, ...... ?, ...... ?, Armanino, Bossi, ...... ? Seduti: Fiacchino, Bianchi, Baschirottp, Politi, ...... ? |
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| bas072 :
Spagna - 1937 Gruppo: Carini, Politi, Bossi, Bolesani, Baschirotto. |
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| bas073 :
Spagna, Zaragoza - 1937 "En la calle Alfonso I°, comiendo castanas en invierno". Gruppo: Colauzzi, Baschirotto, Milella, Acerbi, Salvi. |
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| bas074 :
Spagna, Zaragoza - 1937 "En la calle Alfonso I°". Gruppo: Alessandrini (?), Colauzzi, Baschirotto, Salvi. |
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| bas075 :
Spagna, Zaragoza - 1937 "En la calle Alfonso I°". Gruppo: Salvi, Acerbi, Alessandrini (?), Baschirotto, Milella. |
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| bas076 :
Spagna - 1937 Gruppo Tanantola, Baschirotto, Bianchi, Bolesani. |
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| bas077 :
Spagna - 1937 Gruppo: Montefusco, ...... ?, Baschirotto. |
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| bas078 :
Spagna - 1937 Gruppo: Galadini, Giulietti, Bolesani. |
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| bas079 :
Spagna - 1937 Baschirotto e De Berardinis. |
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| bas080 :
Spagna - 1937 C.R. 32 della 2^ Sq. e poi della 18^ Sq. di Nobili. |
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| bas081 :
Spagna - 1937 Ufficiali dell'Aviazione Legionaria e della Condor. Si riconoscono Salvi e di Montegnacco. |
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| bas082 :
Spagna - 1937 Ufficiali dell'Aviazione Legionaria e della Condor. Si riconoscono Galadini, Salvi e di Montegnacco. |
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| bas083 :
Spagna - 1937 Bombardamento di Cipuentes del 7 luglio -1937. |
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| bas084 :
Spagna - 1937 Bombardamento di Cipuentes del 20 giugno 1937. |
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| bas085 :
Spagna - 1937 21° Stormo XXIX Gruppo su S. 79, Capo Formazione magg.Mura. Bombardamento di Valdemorillo, 12 luglio 1937. |
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| bas086 :
Spagna - 1937 Bombardamento di Somorrostro (Bilbao). |
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| bas086b :
Spagna - 2012 La localita' di Somorrostro oggi, occupata da una raffineria di petrolio. |
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| bas087 :
Spagna - 1937 Fotografia aerea di Tortosa (Tarragona). |
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| bas087b :
Spagna - 2012 Tortosa (Tarragona) nel 2012. |
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| bas088 :
Spagna - 5 febbraio 1938 Bombardamento delle navi nel porto di Santander. |
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| bas088b :
Spagna - 2012 Porto di Santander nel 2012. |
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| bas089 :
Spagna - 1938 Documento attestante il bombardamento del giorno 05-02-1938, ore 09.55, Zona Aragona, Soggetto Muniesa (Teruel), N. 5 Apparecchi Br. 20 ... N. bombe 60 da 50 Kg. ... Comandante della formazione Ten. Col. Lalotta Sergio ... |
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| bas091 :
Spagna - 1937 - 1938 Bombardamento di Santander. |
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| bas091b :
Spagna - 2012 Santander nel 2012. |
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| bas092 :
Spagna - 1937 - 1938 Santuario non identificato. |
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| bas093 :
Spagna - 1937 - 1938 Fotografia aerea di un centro abitato non identificato. |
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| bas094a :
Bilbao - 1937 Bombardeo del Puente de Portugalete. |
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| bas094b :
Bilbao - 2011 Puente de Portugalete hoy. |
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| bas095 :
Spagna - 1937 C.R. 32 della 2^ Sq. e successivamente della 18^ Sq. di Nobili. |
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| bas096 :
Spagna - 1937 C.R. 32 del capitano Di Bernardo. |
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| bas097 :
Spagna - 1937 C. R. 32, della 26^ Sq. "Cucaracha". |
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| bas098 :
Spagna - 1937 C.R. 32, della 24^ Sq. "Cucaracha". |
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| bas099 :
Spagna - 1937 C.R. 32 in un passaggio a bassa quota sulle truppe in marcia. |
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| bas100 :
Spagna - 1937 Il Potez 540 « N » abbattuto della "Squadriglia Malraux". |
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