Celeste Secchiaroli
Figlio di Eliseo e Virginia Moretti, Celestino Secchiaroli
nato a Pesare nel 1919, dimostra, dopo il periodo della scolarità,
particolari doti di artigiano, abilità che seppe trasferire in campo
militare quando, richiamato alle armi nel Gennaio del 1940 e assegnato
alla Regia Aeronautica, chiese di frequentare uno dei corsi accelerati
per specialisti presso il "Centro istruzione" di Ferrara. Ne usciva, in
Marzo con la qualifica di Primo Aviere "montatore". Breve "pratica"
alla 2^ Squadriglia Autonoma di Volo a Padova e definitiva assegnazione
alla 96^ Squadriglia - 9° Gruppo - del glorioso 4° Stormo
Caccia Terrestre di base a Gorizia. Poiché il prestigioso "Quarto"
è da sempre considerato un reparto d'elite - non soltanto riguardo
ai piloti - c'è da ritenere che quell'invio a Gorizia non fosse
stato casuale e che i superiori avessero saputo ben valutare le rare capacità
del giovane Specialista dalle ... mani d'oro. Da quel momento, l'attaccamento
di Celeste alla "96^" diveniva di giorno in giorno più saldo : una
sorta di reciproco patto "di ferro" costruito su principi poi consolidati
durante gli anni della Seconda Guerra mondiale: spirito di servizio e senso
del dovere sempre anteposti ad ogni altra condizione personale ... sacrifici,
pericoli, disagi, che accompagnarono la vita di Secchiaroli così
come quella di tutti gli "Specialisti" della Regia Aeronautica, cui erano
affidati gli importantissimi compiti di rendere pronti al combattimento
gli apparecchi del reparto di appartenenza e restituire efficienza a quelli
danneggiati più o meno gravemente dall'azione nemica. Lavoro davvero
improbo che - dopo appena due mesi di "pace" - Celeste dovette affrontare
dal 1° Luglio 1940 allorquando i caccia C.R.42 della "sua" 96^
Squadriglia volarono in Sicilia agli ordini del Capitano
Fassi per operare contro Malta. Quattordici giorni dopo trasferimento
sul fronte dell'Africa Settentrionale : campi di Tripoli, poi Derna quindi
El Adem/T.3 dove il 4° Stormo era quotidianamente impegnato in scorte
ai bombardieri, ai velivoli dell'Assalto e in mitragliamenti al suolo,
sostenendo numerosi combattimenti con gli aerei britannici. Fu il periodo
in cui Secchiaroli, assieme ai colleghi, non soltanto dovette svolgere
faticosi turni di lavoro ma fu particolarmente esposto alle improvvise
incursioni - diurne e notturne - dell'Aviazione astutamente effettuate
proprio quando il personale a terra era intento a rifornire, riparare e
soprattutto decentrare gli apparecchi nazionali. Nonostante tutto, un incarico
svolto sempre con abnegazione esemplare e che il comando riconosceva proponendo
il nostro per una ricompensa al Valor Militare. Giungeva la Croce di
Guerra nella cui motivazione erano ben riassunti attività e
meriti. In Libia, lo Stormo e quindi anche la "96^ Squadriglia", dovevano
subire le conseguenze della prima offensiva inglese (Dicembre 1940) arretrando,
sempre combattendo, sui campi di Cerna, Ain el Gazala/T.4, Bengasi
prima di rientrare in Patria. Celeste lasciava Bengasi il 26 Dicembre
1940 - fortunatamente in aereo - con destinazione Napoli. Fortunatamente
perché gran parte del personale Specialista e di Governo veniva
rimpatriato "via" mare. Imbarcati gli uomini sul trasporto "Città
di Messina" - silurato e affondato da un sommergibile nemico al largo di
Homs - nel naufragio pativano numerosissime perdite. Il 2 Gennaio 1941,
Secchiaroli era di nuovo a Gorizia disponibile per un nuovo particolare
compito che coinvolgeva tutti gli uomini del 4° Stormo reduci d'Africa
: la transizione sui nuovi velivoli da caccia "Macchi Castoldi", monoplani.
In un primo tempo gli M.C.200, poi gli evoluti e veloci M.C.202. Per gli
Specialisti furono mesi e mesi di intenso studio e lavoro per la perfetta
conoscenza delle macchine soprattutto per la loro messa a punto. Alla fine
di Settembre tutti i "202" della 96^ Squadriglia - guidata dal Capitano
Viglione - erano pronti per tornare in zona d'operazioni, così
come il personale Specialista e di Governo. Breve sosta e cerimonia a Roma/Ciampino
e poi in azione. A Comiso - ed anche a Sciacca - per agire
ancora sull'isola di Malta ; dal Novembre, brevemente in Nord-Africa,
poi definitivamente dal Maggio 1942 riunendosi a tutto lo Stormo per seguire
e appoggiare dal cielo l'offensiva di Rommel. Celeste Secchiaroli, con
la "96^" ora comandata dal Capitano Annoni, era a Bengasi, indi
sul campo di Martuba/4, in Giugno era a El Adem e a Sidi el Barrani. Dal
1° Luglio, il 4° Stormo andava sulla base avanzata di Fuka
assieme a reparti da caccia della Luftwaffe. Erano i mesi "caldi" di El
Alamein caratterizzati da aspri combattimenti aerei quotidiani e frequenti
attacchi della RAF, il che equivaleva a moltipllcare lavoro e rischi anche
per gli infaticabili Specialisti affinchè - ad ogni alba - il maggior
numero di Macchi fosse a disposizione e in grado di partire su allarme.
In questa difficile situazione - nella tarda sera del 7 Luglio -
un agguerrito "Commando" di sabotatori inglesi attaccava la base di Fuka,
sorprendendone le difese ... ma non Secchiaroli e pochi altri con lui che
sapevano comportarsi con decisione, senso del dovere e coraggio. Ricorda
il protagonista ... "Verso le 20 stavamo rientrando al nostro accampamento
per fine turno quando cominciò un fìtto cannoneggiamento
sul nostro aeroporto. Era tutto un fuoco. Spari dal deserto, proiettili
che passavano sulle nostre teste e ... fuggi, fuggì dalla zona ...
A notte fatta, io e il mio amico Aviere Scelto Arcadi ci ponemmo subito
a disposizione per essere mandati alla sorveglianza della nostra Squadriglia.
Nell'oscurità intravedemmo movimenti e ombre: intimato l'alt ricevemmo
in risposta alcuni spari cui rispondemmo allo stesso modo. Fu allora che
giudicammo utile controllare gli apparecchi e su tutti i nostri della 96^
e anche su altri trovammo una specie di "pacchetti" dai quali proveniva
un rumore. Breve riflessione tra noi e ovvia la conclusione che sì
trattava di ordigni a scoppio ritardato. Consci del pericolo che correvamo
ma anche del fatto che si poteva verificare la distruzione di decine dei
nostri "202", ci precipitammo a togliere da velivoli i pericolosi "pacchetti"
e gettarli lontano ... ove presero a scoppiare senza arrecare danno ai
preziosi apparecchi. Poi altri spari, movimenti di camion in lontananza
... Davvero una notte d'inferno! L'indomani, dopo una inchiesta e la nostra
relazione, ci fu detto che il nostro gesto sarebbe stato certamente ricompensato
con una medaglia d'Argento al Valore, perché avevamo individuato
e fatto brillare numerose mine applicative...". L'importante fatto
d'arme avrebbe davvero meritato il riconoscimento promesso e, forse,
la proposta venne davvero instruita ma purtroppo destinata
ad arenarsi nelle secche della guerra perduta o nei meandri impenetrabili
della burocrazia ministeriale. Negando a Secchiaroli e ad Arcadi una meritata
soddisfazione. Poi, come nel Dicembre del '40, si rinnovavano i giorni
concitati del definitivo ripiegamento che Celeste affrontava subendone
- aggravati - rischi e stenti ma senza mai staccarsi dalle vicende belliche
della 96^ Squadriglia e del glorioso "Cavallino rampante". Toccati, a ritroso,
i campi di Sollum, Martuba, Ara Fileni, Barce, Tripoli, Sfax. Quindi,
di nuovo in salvo al di la del Mediterraneo - a Castelvetrano -
raggiunta il 28 Gennaio 1943, per riprendere il "lavoro" e il dovere
di sempre con il proprio reparto ora seriamente impegnato a difendere i
cieli dell'Italia meridionale.
Continui gli spostamenti da un aeroporto all'altro Catania,
Castro Villari, Crotone, Gioia del Colle da dove, per effetto dei sommovimenti
legati all'Armistizio, Secchiamoli si univa ad una colonna di automezzi
- alcuni spinti a mano! - che riuscivano a raggiungere Brindisi
il 10 Settembre 1943. E da Brindisi, in tutto e sempre fedele al
suo 4° Stormo, egli riprendeva a seguire l'intensa attività
bellica del reparto schierato a fianco degli Alleati nella guerra di Liberazione.
Da menzionare, in tale periodo, anche l'importante incarico affidategli
: il rinvenimento ed il recupero di materiali e pezzi di ricambio, abbandonati
per effetto degli eventi bellici su molti aeroporti metropolitani e d'Africa,
assai preziosi per far di nuovo volare i pochi e usurati velivoli del reparto.
Poi ancora spostamenti, risalendo la Penisola : Lecce/Galatina, Leverano,
Campo Vesuvio, Termoli, in difficile, faticosa sequenza sino al 1945
quando, al termine del conflitto, anche Celeste Secchiaroli veniva posto
in congedo illimitato. La Patria e la Regia Aeronautica riconoscenti ma,
al tempo stesso, lasciando in lui memorie davvero indelebili, nobilitati
dai sacrifìci fatti - Avieri di terra e piloti - soprattutto sugli
inospitali campi del Nord-Africa. Ricordi e senso
di appartenenza da lui volutamente confermati attraverso l'iscrizione alle
Associazioni d'Arma e soprattutto alla Federazione Provinciale dell'Istituto
Nazionale del Nastro Azzurro fra i decorati al Valor Militare, di cui fu
a lungo consigliere solerte, attivissimo collaboratore e, per i venticinque
anni, "alfiere" ufficiale. Sempre presente e inappuntabile - bustina, guanti
bianchi e labaro orgogliosamente portato - ad ogni cerimonia e ricorrenza
patriottica. Un "personaggio", quasi una...istituzione. Tornato nella sua
Pesaro dopo la guerra, non gli fu difficile ritornare alla vita
civile e riprendere l'attività di laborioso, provetto artigiano
"del legno" tanto che una importante azienda del settore fu pronta ad assumerlo
per non farsi sfuggire un così prezioso collaboratore. Fedele anche
nel rapporto di lavoro, Secchiaroli si guadagnava l'onorata pensione dopo
oltre trentacinque anni di apprezzata attività in ditta. Celestino
è scomparso - quasi all'improvviso - il 10 marzo 2004,
lasciando nel più profondo dolore i familiari e rendendo grande
il vuoto tra gli amici e i tanti estimatori.
"Mio padre era una persona normale ... ma era un grande"
così, delicata e semplice, la figlia Isea, ha
voluto consegnarlo al ricordo di chi lo ha conosciuto.
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sec001 - Comandanti di Squadriglia 96^
97^ 73^
magg.Botto (M.O.), cap.Viglione, cap.Fassi
Roberto |
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| sec002 - 09.09.1941 |
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sec003 - 09.09.1941
A destra Celestino Secchiaroli |
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sec004 - 19.10.1942
Partenza da una nostra formazione del
9°Gruppo CT 4°Stormo in allarme. 9 apparecchi abbattuti in combattimento.
I nostri sono rientrati tutti alla base |
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sec005 - Castel Benito/Libia
Arrivo del ns. Comando con Macchi 202 |
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| sec006 - Gorizia 10.06.1942 |
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| sec007 - Gorizia |
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| sec008 - Gorizia, partenza per il fronte
libico |
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| sec009 - Gorizia |
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| sec010 - Gorizia |
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| sec011 - Gorizia 12.05.1941 |
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| sec012 - Gorizia, Prova motori e comandi |
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sec013 - Gorizia, C. Secchiaroli
"Alla mia cara mamma in ricordo di suo
figlio aviere" Celestino -sto benissimo-
Sullo sfondo si legge 38^ Squadriglia
(Ricognizione Aerea). |
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| sec014: Gorizia, per ricordo del mio amico
Vigamo |
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| sec015 - Gorizia, hangar della Ricognizione. |
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| sec016 - Gorizia, hangar della Ricognizione.
Prova carrello |
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| sec017 |
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| sec018 |
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| sec019 - Gorizia, davanti un MC 200 |
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sec020 - 07.09.1940
Il cap.Fassi stimato comandante della
96^ Sq. fotografato al ritorno da un combattimento sul cielo di Tobruk
-abbattuto un aereo nemico- |
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sec021 - Gorizia 9 settembre 1941
Celestino Secchiaroli |
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sec022 - Gorizia
Macchi 202 in dotazione al 4°Stormo.
Sullo sfondo l'hangar della Ricognizione. |
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sec023 - Gorizia
Al centro Celestino Secchiaroli |
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| sec024 - Gorizia |
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| sec025 - Gorizia 9 settembre 1941 |
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sec026 - Gorizia 10 giugno 1940
Partenza per il fronte libico |
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sec027 - Gorizia
Partenza per il fronte libico |
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| sec028 -09.09.1941 |
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| sec029 |
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sec030 - Prova motori
in piedi da sinistra: Schianchi, Secchiaroli
seduto:Vigano |
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| sec031 - Gorizia |
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sec032 - Gorizia
Al centro Celestino Secchiaroli |
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| sec033 |
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| sec034 - Gorizia 08.09.1941 |
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| sec035 - |
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| sec036 - Alba del 18 novembre 1941, formazione
del IX Gruppo in partenza per un mitragliamento sui campi nemici fronte
Cirenaico -tutti in ns. aerei sono rientrati- |
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sec037 - 1940
Gli specialisti della 96^ Squadriglia,
posano per una foto prima della partenza per il fronte libico. Si noti
in alto a destra un cartello con il "Cavallino rampante" e "96^ Sq.". |
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sec038 - Gorizia 1940
partenza per il fronte Sicilia e libico |
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sec039 - Gorizia 1940
Partenza di un gruppo di specialisti del
IX Gruppo (96^, 73^, 97^ Sq.) per il fronte libico |
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sec040 - Jugoslavia, fine della guerra
96^Squadriglia. |
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| sec041 - 9 settembre 1941 |
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sec042:
Prova motore e carrello |
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sec043 - 25 dicembre 1940,1°Natale
a Bengasi
Ritirata del nostro Stormo dai campi di
Tobruk. Alcuni avieri della 96^ Sq. del IX Gr. mentre consumano il rancio. |
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sec044 - Gorizia
Il monte San Marco e a destra il seminario
(adibito a ospedale militare) con due grandi "croci rosse" dipinte sul
tetto. |
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