Guglielmo Biffani

il diario di Biffani
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bif01: Ostia1930, Biffani quindicenne ( non ancora in Aeronautica, forse  apprendista meccanico vista la tuta da lavoro) a bordo di un trimotore  Bastianelli PRB1bis. (*)

(*) NOTA TECNICA del VELIVOLO: La sigla PRB stava per Pegna, Rossi e Bastianelli,  rispettivamente progettista, collaudatore e proprietario dell'azienda  costruttrice, sita a Monte Compatri (Roma). Alla fine della Grande Guerra la  Bastianelli decise di convertire la propria produzione aeronautica da  militare a civile, impegnandosi nella costruzione di un grande idrovolante  progettato dall'ing. Pegna (futuro progettista della Piaggio e padre  dell'indimenticata Vespa). L'ambizioso progetto diede vita a un  quadrimotore biplano da trasporto passeggeri, dalle linee pulite e  dall'aerodinamica estremamente avanzata, nettamente migliore di  qualunque realizzazione similare e contemporanea esistente in campo  mondiale. L'idro, originariamente un bombardiere, era capace di  trasportare ventiquattro passeggeri, era destinato a operare su aerolinee  africane e transatlantiche, ben sette anni prima dell'impresa di Lindbergh. L'aereo fu realizzato a Montecompatri per poi essere assemblato e  collaudato con successo a Ostia. Numerosi voli di prova furono poi  effettuati per e da Anzio e l'idroscalo di Bracciano. Una macchina così  avanzata non mancò di suscitare l'interesse di numerose aviazioni  straniere, prima fra tutte quella degli Stati Uniti, che inviò a Ostia   una delegazione al comando del Gen. Billy Mitchell, rifondatore dell'U.S.A.F.  e di Francia, Belgio e altre. A tanto interesse non fece seguito nessun  ordine (neanche dalla Regia Aeronautica e dalle nuove aerolinee che si  andavano costituendo in Italia) e nel 1923 la ditta fallì e l'idrovolante cadde  completamente nell'oblio. Tuttavia per l'interesse del collaudatore Rossi,  che credeva ciecamente nella macchina, l'idrovolante venne riprogettato in  trimotore (non è noto se costruito ex-novo o per modifica del precedente,  originariamente propulso da quattro Fiat A. 12bis da 300 CV, accoppiati  sull'estradosso dell'ala inferiore, di cui due trattivi e due spingenti). La  nuova macchina eliminava i due motori trattivi per sostituirli con unico  centrale, sorretto da un castello metallico situato proprio davanti alla  cabina di pilotaggio. I nuovi propulsori erano tre Isotta Fraschini Asso da   500 Cv. Rossi poi trasferì l'aereo alla Caproni, dove fu riprodotto quasi  uguale, ma non si sa se la nuova macchina sia mai stata portata in volo.
 
 


bif02: Genova 1933. Gugliemo Biffani ripreso insieme al motorista Perrino a Genova durante il conseguimento del brevetto di 1° grado. La foto e’ dedicata al fratello Ugo. l'aereo è un Ca. 100 Idro, propulso da un motore Colombo
 


bif03: Gorizia1936. Guglielmo Biffani (3°), davanti ad un C.R. 32 bis. Si noti la protezione (marmitta) sullo scarico del motore, adottata per i voli notturni.
 


bif04: Foggia1936. Guglielmo Biffani con Lucchini alla Scuola di Pilotaggio
 


bif05: Gorizia 1936. Foto di Biffani scattata sull’aeroporto di Gorizia il 9 dicembre 1936. Lo schieramento di C.R.32 e'’imponente. La foto e'’stata scattata da Sud verso Nord e si riconoscono gli hangar della Ricognizione Aerea e sulla sinistra il Calvario,
la chiesa di S.Andrea ed il Sabotino
 


bif06: Spagna 1937 - 1938. Palma de Mallorca, due C.R. 32 in volo.
 


bif07: Gorizia 1938. Guglielmo Biffani davanti ad un C.R. 32 bis della 73^ Squadriglia.  Da notare le due speciali “marmitte” sugli scarichi dei motori per permettere la “caccia notturna (”)

(*) Il C.R. 32bis era dotato di due mitragliatrici supplementari  Breda – S.A,F,A.T. da 7,7 mm., armamento eliminato nelle serie successive   (e quasi sempre smontato sul campo nella Guerra di Spagna dai  bis) in  quanto il sensibile aumento di peso penalizzava eccessivamente le  caratteristiche di volo della macchina a fronte di un modesto incremento  del volume di fuoco.
 
 


bif08: Africa Orientale 1940. Fronte egiziano. Botto su un C.R. 42 della 73^ Sq. ripreso da Biffani durante il rientro da una missione
 


bif09: El Adem-Tobruk 1940.  "Alloggio" di Guglielmo Biffani
 


bif09a: Biffani; sullo sfondo dei C.R. 42
 


bif10: Guglielmo Biffani
 


bif11: Sheffield  aprile 1944. Il P.O.W. (Prisoner Of War) Guglielmo Biffani
 


bif12: (Prisoner Of War) Guglielmo Biffani
 


bif13: Gorizia, un velivolo in atterraggio proveniente da Est. Si nota la recinzione aeroportuale sul lato della strada S 55.
 


bif14: Treviso 1939 - 1940. Macchi M.C. 200 Saetta della I Serie di costruzione (facilmente riconoscibile dal posto di pilotaggio chiuso, dal ruotino di coda retrattile e dalle ogiva coprimozzo). I Macchi M.C. 200, inizialmente assegnati al 4° Stormo di Gorizia, furono “ceduti” allo Stormo di Treviso in cambio dei CR42, in quanto non molto “graditi” dai piloti del 4°Stormo
 


bif15: Capodichino 1947. Vescovo (1°), Fava (2°) e Biffani (3°) davanti ad un P-51D
 


bif16: Capodichino 1947. Dolci (1°) e Biffani (2°) davanti ad un P38 Lightning (*)

(*) P-38J (con questi velivoli, alla fine degli anni '40, il 4° Stormo costituì la prima pattuglia acrobatica dell'Aeronautica Militare del dopoguerra, anche se non ufficiale (su quattro velivoli)
 
 


bif17: Torino. Biffani davanti ad un S.M.102
 


bif18: Torino, Biffani durante il corso per operatore radar GCA
 


bif19: Pratica di Mare 1959. Biffani alla Sperimentale mentre consegue l’abilitazione sul velivolo Canadair CL-13 Sabre Mk.4  (*)

(*) Canadair CL-13 Sabre Mk.4 ex-RAF e ridesignato F-86E(M)) – per Modified  - in quanto macchine costruite in Canada ma commissionate dall'USAF in  quanto la North American aveva saturato ogni sua capacità produttiva
 
 


bif20: Biggin Hill 1968. Il "primo ufficiale" della SAM, Guglielmo Biffani (in divisa scura), davanti ad un Hurricane, “vecchio” antagonista nei cieli d’Africa Settentrionale. Un altro ospite della “Air fair” di Biggin Hill e’ il Douglas DC6, visibile a sinistra e sul quale volava Biffani con la Compagnia Aerea charter SAM (Societa’ Aerea Mediterranea)

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