il diario di Biffani
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"Aquile e Pomodori"
bif01: Ostia1930, Biffani quindicenne
( non ancora in Aeronautica, forse apprendista meccanico vista la
tuta da lavoro) a bordo di un trimotore Bastianelli PRB1bis. (*)
(*) NOTA TECNICA del VELIVOLO: La sigla
PRB stava per Pegna, Rossi e Bastianelli, rispettivamente progettista,
collaudatore e proprietario dell'azienda costruttrice, sita a Monte
Compatri (Roma). Alla fine della Grande Guerra la Bastianelli decise
di convertire la propria produzione aeronautica da militare a civile,
impegnandosi nella costruzione di un grande idrovolante progettato
dall'ing. Pegna (futuro progettista della Piaggio e padre dell'indimenticata
Vespa). L'ambizioso progetto diede vita a un quadrimotore biplano
da trasporto passeggeri, dalle linee pulite e dall'aerodinamica estremamente
avanzata, nettamente migliore di qualunque realizzazione similare
e contemporanea esistente in campo mondiale. L'idro, originariamente
un bombardiere, era capace di trasportare ventiquattro passeggeri,
era destinato a operare su aerolinee africane e transatlantiche,
ben sette anni prima dell'impresa di Lindbergh. L'aereo fu realizzato a
Montecompatri per poi essere assemblato e collaudato con successo
a Ostia. Numerosi voli di prova furono poi effettuati per e da Anzio
e l'idroscalo di Bracciano. Una macchina così avanzata non
mancò di suscitare l'interesse di numerose aviazioni straniere,
prima fra tutte quella degli Stati Uniti, che inviò a Ostia
una delegazione al comando del Gen. Billy Mitchell, rifondatore dell'U.S.A.F.
e di Francia, Belgio e altre. A tanto interesse non fece seguito nessun
ordine (neanche dalla Regia Aeronautica e dalle nuove aerolinee che si
andavano costituendo in Italia) e nel 1923 la ditta fallì e l'idrovolante
cadde completamente nell'oblio. Tuttavia per l'interesse del collaudatore
Rossi, che credeva ciecamente nella macchina, l'idrovolante venne
riprogettato in trimotore (non è noto se costruito ex-novo
o per modifica del precedente, originariamente propulso da quattro
Fiat A. 12bis da 300 CV, accoppiati sull'estradosso dell'ala inferiore,
di cui due trattivi e due spingenti). La nuova macchina eliminava
i due motori trattivi per sostituirli con unico centrale, sorretto
da un castello metallico situato proprio davanti alla cabina di pilotaggio.
I nuovi propulsori erano tre Isotta Fraschini Asso da 500 Cv.
Rossi poi trasferì l'aereo alla Caproni, dove fu riprodotto quasi
uguale, ma non si sa se la nuova macchina sia mai stata portata in volo.
bif02: Genova 1933. Gugliemo Biffani ripreso
insieme al motorista Perrino a Genova durante il conseguimento del brevetto
di 1° grado. La foto e’ dedicata al fratello Ugo. l'aereo è
un Ca. 100 Idro, propulso da un motore Colombo
bif03: Gorizia1936. Guglielmo Biffani
(3°), davanti ad un C.R. 32 bis. Si noti la protezione (marmitta) sullo
scarico del motore, adottata per i voli notturni.
bif04: Foggia1936. Guglielmo Biffani con
Lucchini alla Scuola di Pilotaggio
bif05: Gorizia 1936. Foto di Biffani scattata
sull’aeroporto di Gorizia il 9 dicembre 1936. Lo schieramento di C.R.32
e'’imponente. La foto e'’stata scattata da Sud verso Nord e si riconoscono
gli hangar della Ricognizione Aerea e sulla sinistra il Calvario,
la chiesa di S.Andrea ed il Sabotino
bif06: Spagna 1937 - 1938. Palma de Mallorca,
due C.R. 32 in volo.
bif07: Gorizia 1938. Guglielmo Biffani
davanti ad un C.R. 32 bis della 73^ Squadriglia. Da notare le due
speciali “marmitte” sugli scarichi dei motori per permettere la “caccia
notturna (”)
(*) Il C.R. 32bis era dotato di due mitragliatrici
supplementari Breda – S.A,F,A.T. da 7,7 mm., armamento eliminato
nelle serie successive (e quasi sempre smontato sul campo nella
Guerra di Spagna dai bis) in quanto il sensibile aumento di
peso penalizzava eccessivamente le caratteristiche di volo della
macchina a fronte di un modesto incremento del volume di fuoco.
bif08: Africa Orientale 1940. Fronte egiziano.
Botto su un C.R. 42 della 73^ Sq. ripreso da Biffani durante il rientro
da una missione
bif09: El Adem-Tobruk 1940. "Alloggio"
di Guglielmo Biffani
bif09a: Biffani; sullo sfondo dei C.R.
42
bif10: Guglielmo Biffani
bif11: Sheffield aprile 1944. Il
P.O.W. (Prisoner Of War) Guglielmo Biffani
bif12: (Prisoner Of War) Guglielmo Biffani
bif13: Gorizia, un velivolo in atterraggio
proveniente da Est. Si nota la recinzione aeroportuale sul lato della strada
S 55.
bif14: Treviso 1939 - 1940. Macchi M.C.
200 Saetta della I Serie di costruzione (facilmente riconoscibile dal posto
di pilotaggio chiuso, dal ruotino di coda retrattile e dalle ogiva coprimozzo).
I Macchi M.C. 200, inizialmente assegnati al 4° Stormo di Gorizia,
furono “ceduti” allo Stormo di Treviso in cambio dei CR42, in quanto non
molto “graditi” dai piloti del 4°Stormo
bif15: Capodichino 1947. Vescovo (1°),
Fava (2°) e Biffani (3°) davanti ad un P-51D
bif16: Capodichino 1947. Dolci (1°)
e Biffani (2°) davanti ad un P38 Lightning (*)
(*) P-38J (con questi velivoli, alla fine
degli anni '40, il 4° Stormo costituì la prima pattuglia acrobatica
dell'Aeronautica Militare del dopoguerra, anche se non ufficiale (su quattro
velivoli)
bif17: Torino. Biffani davanti ad un S.M.102
bif18: Torino, Biffani durante il corso
per operatore radar GCA
bif19: Pratica di Mare 1959. Biffani alla
Sperimentale mentre consegue l’abilitazione sul velivolo Canadair CL-13
Sabre Mk.4 (*)
(*) Canadair CL-13 Sabre Mk.4 ex-RAF e
ridesignato F-86E(M)) – per Modified - in quanto macchine costruite
in Canada ma commissionate dall'USAF in quanto la North American
aveva saturato ogni sua capacità produttiva
bif20: Biggin Hill 1968. Il "primo ufficiale"
della SAM, Guglielmo Biffani (in divisa scura), davanti ad un Hurricane,
“vecchio” antagonista nei cieli d’Africa Settentrionale. Un altro ospite
della “Air fair” di Biggin Hill e’ il Douglas DC6, visibile a sinistra
e sul quale volava Biffani con la Compagnia Aerea charter SAM (Societa’
Aerea Mediterranea)