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AFRICA SETTENTRIONALE GIUGNO
1940 - DICEMBRE 1940
10 giugno 1940: il secondo conflitto mondiale
investe anche l'Italia. In Africa settentrionale, e precisamente sull'aeroporto
« T2 » nei pressi di Tobruch, è schierato con i suoi
Fiat Cr. 42 il X Gruppo del 4° Stormo; l'altro gruppo, il IX, si trova
ancora in Italia sulla base di Gorizia.
Il X Gruppo combatte contro la sabbia,
il ghibli, la sete ed i Gloster « Gla-diator » inglesi; voli
di scorta ai bombardieri, crociere d'interdizione, caccia libera, uscite
su allarme si susseguono senza posa, mettendo a dura prova gli uomini e
le macchine del Reparto che il 12 luglio accoglie in terra d'Africa l'altro
Gruppo proveniente dall'Italia. Ora il 4° Stormo è al completo
e si trova attestato sul campo arretrato di Berck (Bengasi); i Fiat Cr.
42 con il Cavallino Rampante di Baracca dipinto sulle fusoliere, si prodigano
incessantemente per tutto il mese di agosto e di settembre, mese in cui
ebbe inizio la nostra avanzata; innumerevoli episodi di abnegazione in
altrettanti combattimenti emergono dall'attività del Reparto; ne
citiamo due, i più significativi, in quanto oltre al valore intrinseco
esprimono l'attaccamento allo Stormo dei suoi dipendenti.
Durante un grosso combattimento avvenuto
nel cielo di Bir Berraned il Serg. Lido Poli viene ferito gravemente ad
un braccio, staccato quasi completamente dalla spalla; Poli non cede, non
abbandona la formazione, reagendo al dolore lancinante della ferita, controlla
l'aeroplano e riesce a riportarlo alla base.
Il Ten. Enzo Martissa con l'aereo colpito
più volte e ferito in varie parti del corpo, compie un atterraggio
di fortuna in pieno deserto; con le poche forze rimaste, perde sangue dalle
varie ferite, si trascina sotto l'ala dell'aeroplano, per ripararsi dai
raggi infuocati del sole della Marmarica,
ed attende i soccorsi. Lo ritrovano morente
dopo due giorni di ricerche; sulla carenatura di una ruota, all'interno
del cerchio bianco ove è dipinto il « Grifo », distintivo
della 91a squadriglia del 4° Stormo, la cui testa è stata trapassata
da un proiettile inglese, con il sangue che gli stillava dalle ferite aveva
scritto: « Tu grifetto, sei stato fregato alla testa. Quanto
avrei sofferto di meno se avessi avuto la tua stessa sorte! Non sono ferito
mortalmente, ma lo stesso me ne dovrò andare all'altro mondo, perché
non mi posso fare quei 10-20 Km. che mi porterebbero in una pista. E sarà
per fame e per sete...! »
Trasportato in ospedale riuscirà
a sopravvivere ed a ritornare al combattimento. L'8 agosto vi fu un altro
combattimento memorabile: 16 Cr. 42 del X Gruppo attaccano 27 Gloster,
alla testa della formazione del Quarto c'è il T.Col. Romagnoli e
ne nasce un «.calderone » tirato allo spasimo; alla fine 5
velivoli inglesi vengono abbattuti, e i nostri rientrano al completo. Durante
la nostra avanzata di settembre che ci porterà, il 18 dello stesso
mese, ad occupare Sidi el Barrani, il Quarto è sempre in linea e
viene spostato in avanti assieme al 2° Stormo sul campo di El Adem,
da qui assieme al 2° ed al 50° Stormo non da tregua al nemico in
ritirata. Le operazioni subiscono una stasi che termina l'8 dicembre, giorno
in cui, con l'alzarsi di un forte ghibli soffiante contro le nostre linee,
gli inglesi attaccano in forze. Il vento del deserto impedisce ai nostri
di decollare per cui l'attività è forzatamente ridotta, finalmente
dopo circa cinque giorni la bufera di vento si placa e gli aerei si alzano
in volo per contrastare l'avanzata nemica. Il 4" Stormo è dislocato
con il IX Gruppo e El Adem e con il X a Menastir; ad onta di una grande
resistenza deve ben presto abbandonare i due campi avanzati, distruggere
gli aerei non trasportabili in volo ed arretrare verso le basi della Tripolitania,
con pochi velivoli efficienti ma con lo spirito intatto.
I combattimenti divengono più aspri,
gli inglesi attaccano con formazioni sempre più nutrite, ed inoltre,
da qualche tempo sono in volo anche aerei del tipo « Hurricane »
decisamente superiori per velocità ed armamento al nostro Cr. 42;
il primo di questi velivoli apparve durante uno scontro avvenuto il 13
dicembre e ben presto il loro numero aumentò mettendoci in difficoltà;
infatti l'Hurricane ha una velocità di circa 450 Km/h ed è
armato con otto armi da 7,7mm; il nostro Cr. con 380 Km/h di velocità
massima e due mitragliatrici da 12,7 mm, non può fronteggiarlo se
non affidandosi alla sua estrema maneggevolezza. Perciò i nostri
sono obbligati a combattere eseguendo continue manovre acrobatiche, tutte
manovre che sottopongono l'aereo a sforzi che ne riducono ben presto l'efficienza.
Gli inglesi continuano ad avanzare, sono
ormai alle porte della Tripoli-tania e lo Stormo, ormai quasi senza più
aeroplani e con il personale sfibrato dalla lotta incessante, viene fatto
rientrare in Italia. Il rientro avviene fra la fine di dicembre ed i primi
di gennaio: meta la sede di Gorizia, dove verrà riarmato sui velivoli
Macchi C.200.
In sei mesi di combattimenti durissimi
il Quarto aveva perso sette piloti in combattimento: il Serg. Corsi Aldo
il 19-6, il M.llo Renzi Onorino l'8-8, il S. Ten. Battaglia Carlo il 24-10,
il S. Ten. Agnelli Carlo il 20-11, il Sergente Putzu Francesco il 20-11,
il Gap. Maggini Renzo T8-12; il 1° gennaio 1941, ultimo caduto prima
del rientro in Patria, non rientrava il S. Ten. Grifoni Ennio. Per mitragliamento
nemico sui nostri campi decedevano il Serg. Crosciatti Silvio il 28-6 ed
il S. Ten. Caporali Ruggero il 23-12.
Tre altri piloti furono abbattuti ma si
salvarono con il paracadute cadendo prigionieri: il 16-6 il T. Col. Piragino
Armando, il 2-8 il Cap. Lanfranco Aldo ed il 3-12 il M.llo Biffani Guglielmo.
La Bandiera dello Stormo veniva fregiata
per tale attività con la medaglia d'Argento al Valor Militare.
Inoltre furono concesse varie decorazioni
al personale del Reparto.
1° GENNAIO 1941-GIUGNO
1941 MACCHI 200, FRONTE IUGOSLAVO
Sulla base di « pace » di Gorizia
lo Stormo inizia il non facile lavoro di ricostruzione materiale e morale:
i primi sei mesi di guerra in Africa Settentrionale avevano inciso profondamente
e dolorosamente nel tessuto connettivo del reparto, ma la guerra continua,
sempre più impegnativa; non c'è tempo per guardarsi indietro,
bisogna riprendersi celermente. Giungono i primi piloti che dovranno colmare
il posto vuoto lasciato dai compagni che non sono più presenti se
non in Ispirito; giungono gli specialisti senza la cui preziosa ed eroica
opera il reparto non può funzionare ed il 31 gennaio venivano ritirati
i primi Macchi 200, il nuovo aereoplano su cui viene armato il reparto.
All'inizio vi fu una certa diffidenza
per una macchina del tutto diversa dal Cr.42, ma poi le macchine entrano
nel « sangue » dei piloti e si ricominciavano a vedere, sul
cielo dei campo, loopings, tonneaux, picchiate, coppie di velivoli giostranti
in fìnta caccia; è la normale routine per ritornare alla
efficienza operativa che ben presto viene raggiunta, in gara d'emulazione
fra i due Gruppi.
Per esigenze belliche, il 7 marzo la 73a
Squadriglia del IX Gruppo al comando del Gap. Viglione si trasferiva a
Brindisi, dove effettuava servizio d'allarme a difesa di quel porto, compito
che la impegnava sino al 31 dello stesso mese, data in cui rientrava in
sede a Gorizia. Il 6 aprile 1941 hanno inizio le ostilità contro
la Jugoslavia ed il 4° Stormo viene chiamato con il IX Gruppo, al comando
del Cap. Larsimont Pergameni Antonio, ad assumere la difesa delle città
di Trieste, Monfalcone, Gorizia, compito che viene assegnato alla 96" e
97a Squadriglia mentre la 73" al comando del Cap. Pluda viene avanzata
sul campo di « Alture di Pola », con compiti offensivi, subito
raggiunta il 10 dello stesso mese dalla 96^ e parte della 97a Sq; il X
Gruppo rimane invece nel frattempo di riserva e continua l'addestramento
sul Macchi 200.
Si trattò senz'altro di un ciclo
operativo molto facile, data la inconsistenza dell'aviazione avversaria;
è da tener presente che la reazione contraerea fu invece sempre
molto attiva e precisa, le pattuglie dei Macchi al comando di Viglione
e Pluda furono in ogni modo sempre presenti ove veniva richiesto il loro
intervento, attaccando truppe nemiche in movimento, idroscali, aeroporti,
piroscafi, e scortando i nostri bombardieri Br.20 in azione su vari obbiettivi
della lugoslavia.
Lo stesso giorno 6 aprile, inizio delle
ostilità, il Cap. Pluda attaccava e distruggeva una nave nemica
al largo di Fola; i nostri velivoli attaccavano poi le basi nemiche di
Plosella, di Vodice, di Stretto, di Zara, di Divolje ecc., ecc.: il 16
aprile il IX Gruppo cessava la sua attività bellica sul fronte iugoslavo
e rientrava a Gorizia per riprendere il normale addestramento assieme al
X Gruppo, mentre assumeva il comando dello Stormo il Col. Eugenio Leotta.
Ai primi di giugno vi furono novità
per il reparto: il IX Gruppo veniva prescelto per essere riequipaggiato
con i nuovi velivoli Macchi C.202, aeroplano con il motore in linea da
1150 HP., capace di una velocità massima attorno ai 600 Km/h; purtroppo
era armato con le solite sole due armi da 12,7 mm, ancora poco in confronto
dei nuovi velivoli avversar!, ma la sua velocità e le sue ottime
doti manovriere lo rendevano un efficace strumento bellico capace di fronteggiare
gli agguerriti aeroplani nemici. L'addestramento sul nuovo velivolo aveva
inizio il 5 giugno con l'invio a Lonate Pozzolo (Varese) di sei piloti
della 97a Sq. al comando del Gap. Lar-simont Pergameni. Mentre appunto
il IX approfondisce la conoscenza della nuova macchina con un addestramento
che si protrarrà sino al 25 settembre e che richiederà il
sacrificio di due piloti deceduti in allenamento, il Serg. Magg. Valle
(4-8) ed il Serg. Passaglia (18-9), il X Gruppo veniva messo in stato d'allarme
per imminente invio in zona d'operazioni. Infatti il 15 giugno riceveva
l'ordine di trasferimento in Sicilia e precisamente sull'aeroporto di Catania,
da dove dovrà operare contro l'isola di Malta, l'isola maledetta
per il sacrificio di piloti italiani che diuturnamente imponeva e che più
ancora avrebbe richiesto. Il 4° Stormo era così di nuovo momentaneamente
diviso con il IX Gruppo a Gorizia ed il X a Catania.
GIUGNO - NOVEMBRE 1941:
MALTA - 1° CICLO
15 giugno 1941: il X Gruppo lascia Gorizia
e si trasferisce con i suoi Macchi 200, facendo tappa a Ciampino Sud, sull'aeroporto
di Catania; iniziava così una delle tante pagine di sacrificio ed
eroismo del 4° Stormo chiamato di nuovo ad operare dove più
la lotta diveniva di giorno in giorno più cruenta. Infatti, dopo
pochissimi giorni dall'arrivo sulla nuova base, i velivoli del Gruppo al
comando del T. Col. Romagnoli erano già in piena azione nell'infuocato
cielo dell'isola di Malta.
L'isola era difesa dai reparti di Spitfire
e Hurricane pilotati dai migliori uomini che la RAF poteva disporre in
quell'epoca nell'area del Mediterraneo; inoltre l'isola disponeva di una
fertissima difesa contraerea per cui il violare il suo spazio aereo significava
pagare duro; i combattimenti erano continui senza esclusione di colpi,
gli inglesi erano decisi a mantenere in efficienza quella che, a ragione,
consideravano la roccaforte più importante dello scacchiere mediterraneo.
Ogni giorno i piloti del X Gruppo erano
in volo sull'isola per combattimenti con la caccia nemica, scorta ai nostri
bombardieri ed a quelli tedeschi, mitragliamenti degli aeroporti di Micabba,
Ta Venezia, La Valletta, crociere di vigilanza sul Canale di Sicilia. I
Macchi 200 erano continuamente impegnati e, specialmente contro gli Spitfire,
denunciavano una netta inferiorità come velocità ed armamento.
Si giungeva così alla fine d'agosto;
lo Stormo aveva già perso il Serg. Sciavo Alfredo il 24 giugno,
il Serg. Magg. Botti Enrico ed il Serg. Magg. Fiorito Natale il 17 luglio,
il S. Ten. Ruffato Fermo il 27 dello stesso mese, il Serg. Scozzoli Guido
il 16 agosto, mentre il Ten. De Benedetti Nerino, abbattuto il 24 giugno
e salvatesi con il paracadute, veniva fatto prigioniero; la lista si allungava
velocemente: il 4 settembre, durante uno scontro particolarmente difficile
contro formazioni del 126° e 185° Squadrons della RAF, cadeva il
T. Col. Romagnoli comandante del X Gruppo ed il Serg. Contarini Luigi,
mentre il S. Ten. Della Pasqua, abbattuto, veniva fatto prigioniero; pochi
giorni dopo non rientrava il Magg. Travaglini; la perdita del T. Col. Romagnoli
fu particolarmente sentita dal personale del X Gruppo; infatti Egli era
un pilota espertissimo coraggioso, sempre primo in testa alla formazione
che doveva portare in combattimento. Nello stesso mese di settembre un
altro pilota non faceva ritorno da un'azione di scorta: era il Ten. Carraro
Albano, caduto in mare nel Canale di Sicilia.
Il X Gruppo continuava a lottare, ma dal
29 settembre non era più solo; anche il IX Gruppo giungeva in Sicilia
con gli agili e veloci Macchi 202 e veniva basato sull'aereoporto di Comiso,
ove il 6 ottobre si trasferiva anche il X; ancora una volta tutto il 4"
Stormo era così riunito in zona di combattimento.
Il 25 ottobre cadeva il Comandante dello
Stormo Col. Leotta, giunto in Sicilia alla testa del IX Gruppo.
Entro novembre altri quattro piloti non
rientravano dalle azioni condotte con ritmo incessante: S. Ten. Bussolini
Felice 31-10, Cap. Pluda Mario Comandante la 73* Sq. (8-11), Serg. Taroni
Luigi (8-11) e il Ten. Bonfatti Piero (22-1), che aveva preso il posto
al comando della 73a Sq. dopo la scomparsa di Pluda.
Pochi giorni dopo l'8 novembre, data dell'abbattimento
del Cap. Pluda e del Serg. Taroni, un velivolo inglese lanciò nei
pressi del paese di Modica il seguente messaggio: « RAF. Il
vostro messaggio ricevuto e apprezzato. A risposta: Capitano Pilota Mario
Pluda è stato ucciso in azione. Suo corpo è stato trovato
e seppellito con tutti gli onori nel cimitero militare. Con dispiacere
non abbiamo altre notizie Sergente maggiore Pilota Luigi Taroni. Probabilmente
è caduto in mare, ma non era possibile trovare nessuna traccia benché
abbiamo fatto diverse ricerche ».
Sono di scena i piloti del IX Gruppo (dalla
relazione fatta in quel lontano 1941): « ...22 ottobre 1941
— Continua il servizio di allarme. Alle 9,30 il Ten. An-noni con due Macchi
C.202 effettua una ricognizione fotografica sull'isola di Malta. Rientra
alle ore 10,30 a missione ultimata. Alle 13,15 il Cap. Lar-simont con 6
apparecchi effettua un mitragliamento a bassa quota sull'aeroporto di Micabba
- Malta. Tutti gli apparecchi rientrano alle 14,30; solo l'apparecchio
del Cap. Larsimont è stato colpito da un proiettile antiaereo.
Alle 17,25 la 73a Squadriglia, con
6 apparecchi, parte per effettuare un nuovo mitragliamento a Malta; sul
cielo di quest'isola incontra una formazione di 12-14 Hurricane e Spitfire;
impegna combattimento che inizia col netto favore per la 73a Squadriglia,
la quale si trova con il sole alle spalle, in piena velocità e 1000
metri più alta; una parte dei velivoli nemici non accetta combattimento
e si butta giù in picchiata e fila via. Dagli 8 ai 10 apparecchi
inglesi restano sulla zona; ne segue un combattimento serrato e micidiale
per i nemici: uno precipita in fiamme, cinque si infilano nel mare a piena
velocità, un settimo, duramente colpito, non viene visto precipitare.
A fine combattimento, sono i Macchi 202 che dominano il cielo da assoluti
padroni e riprendono la via del ritorno rientrando alle loro basi quasi
in perfetta formazione. Un solo apparecchio è stato colpito da una
pallottola in un'ala. Gli apparecchi abbattuti sono assegnati: uno Cap.
Pluda, 2 Ten. Bonfatti, 1 probabile Cap. Ivaldi, 1 S. Ten. Querci, 1 Serg.
Martinoli, 1 Serg. Guerci. La formazione della 73a Squadriglia era scortata
da altri 8 Me 202 al comando del Ten. Col. Minio; detta scorta non ha partecipato
al combattimento. Tutti gli apparecchi rientrano dalle ore 18,35 alle 18,50
».
Il 4° Stormo continuava la lotta.
Non sono solo i piloti a prodigarsi, ma anche gli specialisti non si concedevano
soste, con ammirevole attaccamento al reparto. E' da citare l'esempio dell'ing.
Lana inviato dalla ditta Macchi al seguito del Reparto per curare la messa
a punto dei velivoli; egli si trasformava in soldato, curando l'installazione
delle macchine fotografiche sui 202, mai prima effettuata, modificando
l'impianto d'ossigeno per la respirazione in quota dei piloti, impianto
che dava continue noie causando dolorose perdite fra i piloti. Lana, contagiato
dall'entusiasmo degli uomini del Quarto, non lasciava più lo Stormo,
condividendone sui vari fronti le gloriose vicissitudini.
Il 22 novembre giungeva un nuovo ordine
di trasferimento : il IX Gruppo doveva partire immediatamente per l'Africa
Settentrionale dove si stava sviluppando una nuova offensiva inglese; il
23 novembre la 96" e 97a Sq. con 18 velivoli M.C. 202, al comando del Cap.
Larsimont Pergameni lasciano Comiso e dopo aver fatto tappa a Pantelleria
atterravano in serata a Castel Benito (Tripoli).
La 73^ Sq. con i Macchi « fotografici
» rimaneva per il momento a Comiso, dove continuava ad operare su
Malta, compiendo numerose missioni di ricognizione, affiancata dal X Gruppo,
sino al 1° dicembre data in cui riceveva l'ordine di rientrare a Gorizia.
NOVEMBRE - DICEMBRE 1941
AFRICA SETTENTRIONALE
24 novembre 1941 : il IX Gruppo decolla
da Castel Benito, prima tappa per effettuare il rifornimento di carburante
è la pista di Tamet; l'altra tappa era Benina, dove il campo veniva
sottoposto a bombardamento dagli inglesi; ;25 novembre nuovo decollo con
attcrraggio a Derna, con brevissima sosta, ed alle 16,45 i 18 aereoplani,
del Gruppo erano sulla nuova base operativa di Martuba.
II giorno dopo il suo arrivo il Reparto
sosteneva un primo furioso combattimento contro una grossa formazione di
Curtiss P.40 nel cielo di Sidi-Reghez, Gambut, era l'inizio di un corto
ciclo operativo che terminava infatti alla fine di dicembre, durante il
quale però i piloti del IX Gruppo lottarono ogni giorno con dedizione
assoluta, tentando, anche se invano, di arginare l'avanzata nemica. Purtroppo
dopo pochi giorni dall'arrivo in linea e, precisamente il 12 dicembre,
sotto l'incalzare delle forze corazzate nemiche, il reparto doveva iniziare
il ripiegamento che lo portava, il 23 dicembre, di nuovo a Tamet dove i
pochi aerei rimasti efficienti venivano versati al 1° Stormo, mentre
il Gruppo riceveva l'ordine di rientrare in Patria. Il viaggio veniva compiuto
a bordo di 6 aerei Sm.82 decollati da Castel Benito al mattino del 29 dicembre
e terminava alle 22,30 sull'aeroporto di Castelvetrano in Sicilia.
Era stato un mese di lotta continua anche
per tenere in efficienza gli aerei, per scarsezza di carburante e di parti
di ricambio con continui trasferimenti improvvisi su aeroporti o meglio
piste prive di ogni forma di assistenza. Il 12 dicembre, a Martuba, gli
aerei non poterono decollare né per fronteggiare il nemico né
per iniziare subito il trasferimento a causa della mancanza di carburante;
solo in serata, grazie all'arrivo di 4.000 litri di benzina aviotrasportata
in fusti da tre velivoli Ju.52 tedeschi, i caccia del IX poterono decollare
per Barce.
Talvolta si dovevano svuotare letteralmente
i serbatoi di vari velivoli per poter fare il pieno a due soli apparecchi
da tenere pronti per il servizio d'allarme. Fra un ripiegamento e l'altro
continui combattimenti; Cap. Larsimont in testa, i 202 del Quarto riuscirono
a contenere o quantomeno rallentare l'avanzata nemica.
Le tappe di questo doloroso ripiegamento,
in cui piloti e specialisti affrontarono disagi di ogni genere, furono
Martuba, Barce, K.2, Ras el Mer-demma, El Nofilia, Tamet; in ogni tappa
febbrile lavoro per prepararsi a nuovi trasferimenti, a nuovi combattimenti
con gli aerei ridotti ad efficienza minima, attaccati dagli arabi appostati
ai limiti delle piste, e snervante lavoro notturno per smontare gli aerei
inefficienti e poterli così trasportare con autocarri.
Comunque il Reparto -combatteva e ripiegava
ordinatamente, perdendo in combattimento il S. Ten. Novelli Raffaele il
6 dicembre ed il Ten. Deanna Giuseppe in seguito a bombardamento aereo
nemico sulla pista di Barce. Il 20 dicembre il IX Gruppo lasciava Barce.
Ecco la cronaca: « Alle ore sette parte da Barce l'autocolonna
del IX Gruppo con tutto il personale è il materiale caricato su
9 autocarri. Alle ore 10 partono in volo il Cap. Larsimont e il M.llo Olivetti.
Restano sul campo di Barce l'Ing. Lana con 14 specialisti per continuare
lo smontaggio degli apparecchi e curare il loro caricamento sugli automezzi.
Alle ore 14,30 l'Ing. Lana riceve
l'ordine di lasciare immediatamente l'aeroporto di Barce. Nella città
gli arabi in rivolta assaltavano magazzini e depositi con intenso fuoco
di fucileria. Parte con quattro automezzi avendo potuto caricare solo due
apparecchi, gli altri quattro rimasti sul campo vengono incendiati. All'uscita
dell'aeroporto la sua colonna viene sorpresa dal bombardamento effettuato
da bassa quota da una formazione di 14 bombardieri scortati da 22 cacciatori.
La colonna non viene fortunatamente colpita. La colonna dell'Ing. Lana
si ferma a tredici chilometri da Bengasi.
21 dicembre. La colonna dell'Ing.
Lana si attesta e pernotta a 8 chilometri a sud di Agedabia.
22 dicembre. La colonna dell'Ing.
Lana si mette in moto prima dell'alba a causa dell'azione inglese su Agedabia.
A 10 km. a sud-ovest di El Algheila viene sorpresa da un mitragliamento
inglese, gli avieri Scalco;
Scudetti, Nuzzo e Bernardis vengono
feriti. Nuzzo e Bernardis in gravi condizioni vengono caricati su un'ambulanza
tedesca di passaggio che li porta all'ospedale di Sirte. Un apparecchio
trasportato rimane ad Ara Fileni perché il rimorchio sul quale era
caricato è colpito dal mitragliamento e non è più
in condizioni di proseguire. Con gli altri mezzi l'Ing. Lana pernotta a
El Sultan.
23 dicembre. L'Ing. Lana con i mezzi
rimasti raggiunge in serata Tamet ».
APRILE - MAGGIO 1942 :
MALTA - II CICLO
Campoformido (Udine). Il 4° Stormo
era in fase di riorganizzazione; arrivavano i piloti di complemento e si
completava il passaggio sui velivoli Macchi 202 continuando l'addestramento
in volo; la primavera era nell'aria ed il ritrovarsi, dopo tanti periodi
dolorosi e disagiati, nella verde terra friulana, culla della nostra aviazione
da caccia, aiutava a lenire negli animi degli uomini del Reparto il bruciore
lasciato da tante perdite, aprendo l'animo a nuove speranze. La pausa però
fu di breve durata: in Sicilia si stava preparando una nuova offensiva
su Malta, ed il 4°Stormo, al comando del Col. Francois Armando, riceveva
l'ordine di spostarsi a Gela (Sicilia) per partecipare al nuovo ciclo operativo.
Il 15 aprile tutto lo Stormo aveva completato
il trasferimento in Sicilia e veniva diviso su due aeroporti : il IX Gruppo
a Castelvetrano agli ordini del Magg. Larsimont, il X a Sciacca al comando
del T. Col. Maddalena. Subito lo Stormo iniziava ad operare, lottando duramente
contro l'isola maledetta, che gli Alti Comandi si ostinavano a voler neutralizzare
solo con il concorso dell'aviazione pur sapendo che ciò era impossibile.
I duelli aerei erano violentissimi: gli
Hurricane e gli Spitfire combattevano anch'essi con estrema decisione scontrandosi
con i nostri MC202, mentre il cielo di Malta diveniva teatro di caroselli
tirati fino allo spasimo. I piloti del 4° Stormo erano in volo ogni
giorno, combattendo accanitamente, procurando sì al Reparto molte
nuove vittorie che richiedevano però nuovi e dolorosi sacrifici.
Il Reparto ancora una volta pagava con eroica generosità, ed in
un mese circa, sull'isola di Malta, perdeva in combattimento: il comandante
della 90a Sq. Gap. Guiducci (20 aprile), il Cap. Dagasso comandante della
97a Sq. (10 maggio), il Cap. Argenton comandante della 91a Sq. (15 maggio)
ed il 18 maggio il Ten. Fischer.
Uomini di punta dello Stormo erano così
caduti sull'isola di Malta, tomba di tanti nostri piloti, dove i caccia
nemici potevano essere guidati da terra, con efficienti sistemi di avvistamento
e guidacaccia ed attaccare i nostri aeroplani nelle condizioni a loro più
favorevoli; oltre poi al vantaggio dell'autonomia, che per loro poteva
essere dedicata completamente al combattimento, mentre i nostri dovevano
rientrare alle basi di partenza, riattraversando un largo braccio di mare
e spesso con l'aeroplano in condizioni critiche perché colpito duramente
durante il combattimento. Poi, appena atterrati, spesso bisognava abbandonare
rapidamente l'aeroplano e correre nelle trincee parascheggie perché
il campo era sotto mi-tragliamento o spezzonamento da parte dei Beauflghter
o dei Bleneihm inglesi, mentre alla sera, dopo uno spuntino all'aperto
perché la mensa era stata colpita, bisognava dare una mano agli
infaticabili specialisti per rimettere in efficienza gli aeroplani per
le azioni del giorno dopo.
Era appena possibile qualche brevissima
comparsa per le viuzze di Sciacca o di Castelvetrano, strette fra le case
bianche abbacinanti di sole, con la visione di donne vestite di nero e
di ragazze dagli occhi profondi e pieni di vita : enano le ore della nostalgia,
della melanconia; poi lo « Spa 38 » partiva dalla piazzetta
e riportava gli uomini in aeroporto, fra ulivi, terra rossa, odor di olio
bruciato e rumore di motori imballati.
Lo Stormo comunque assolveva sempre i
compiti richiestigli, con il sacrificio dei piloti 'e degli specialisti
essendo sempre presente nel cielo veramente infuocato di Malta, fino al
15 maggio, quando cioè arrivava il nuovo ordine di trasferimento;
infatti per la terza volta, e questa volta con due Gruppi uniti, veniva
trasferito in Africa Settentrionale a sostegno della nostra nuova offensiva
appena iniziata..
Giorni febbrili per i preparativi: imballaggio
del materiale, ordine di imbarco per il personale di terra, trasferito
in volo con i trimotori dello Stormo Trasporto, raccomandazioni dei piloti
perché l'aeroplano fosse perfettamente a posto e poi, a squadriglie
serrate, decollo verso Tripoli con il « Cavallino Rampante »
ridipinto di fresco.
MAGGIO - OTTOBRE 1942 AFRICA SETTENTRIONALE
III CICLO
Lo Stormo giunto a Tripoli veniva subito
fatto avanzare a ridosso del nostro fronte in movimento, precisamente a
Martuba da dove iniziava immediatamente a combattere. Scorte ai Cr.42 assaltatori
del 2° Stormo, ai Macchi 200 del 150° Gruppo, agli Stukas tedeschi;
crociere di vigilanza sulle nostre prime linee, con continui scontri con
i pattuglioni di Hurri-cane, P.40 e Spitfire, attacchi a bombardieri inglesi,
ecc.
Il 26 maggio, il Quarto attaccava in forze,
assieme al 1° Stormo, la base inglese di Gambut, sede di vari reparti
da caccia nemici, ottenendo un grosso successo con la distruzione al suolo
di numerosi velivoli avversari. Le truppe di terra continuavano ad avanzare:
superata Tobruch si attestavano nella zona di Marsa Matruck; anche lo Stormo
si spostava a Sidi el Barrani da dove continuava a prodigarsi ogni giorno
per appoggiare l'avanzata delle nostre forze terrestri; durante questa
attività bellica il reparto perdeva il Ten. Massa Mario caduto il
29 maggio, mentre il 6 giugno non rientrava il Serg. Boss: Pasquale ed
il 12 dello stesso mese il Serg. Taverna Gregorio. Il 6 giugno veniva anche
abbattuto il Gap. Vi-glione Borghese Ezio, che lanciatesi con il paracadute
cadeva prigioniero. Quasi quotidianamente i Beaufighter od i Bleneihm inglesi
venivano a spezzonare Sidi el Barrani, contrastati validamente dallo Stormo;
queste incursioni, oltre ai danni al materiale, provocavano la morte di
vari specialisti: il 26 giugno durante una di queste incursioni, particolarmente
violenta, rimanevano uccisi il Magg. Larsimont Pergameni, valorosissimo
comandante del IX Gruppo, il Magg. Laurin Ludovico ed il Serg. Colino Angelo.
Lo Stormo, dopo essersi raccolto attorno ai propri caduti, riprese il febbrile
lavoro notturno per rimettere in efficienza gli aerei danneggiati, le attrezzature
distrutte, e colmare le buche provocate dalle bombe sulla pista; all'indomani
il reparto era di nuovo in linea.
Ormai il fronte gravitava e ttorno ad
El Aiamein e il Quarto, con i suoi due Gruppi, veniva spostato ancora più
avanti; nella base più avanzata di Fuka, appena evacuata dagli inglesi;
dalla nuova pista i Macchi 202 dello Stormo decollavano più volte
al giorno ed i combattimenti divenivano sempre più aspri. Il 2 luglio
veniva abbattuto il Ten. Alessandrini Italo che cadeva prigioniero. Gli
inglesi intanto avevano fatto affluire in Egitto nuovi squadroni da caccia
e da bombardamento così che la loro superiorità numerica
diveniva sempre più marcata e pesante. Il 3 luglio cadeva durante
un accanito combattimento, proprio sopra El Aiamein, il comandante del
X Gruppo Magg. Maddalena Paolo; il 15 dello stesso mese cadeva il Serg.
Magg. Trevisan Elio nei pressi di El Daba; il 6 agosto ancora ad El Aiamein
cadeva il Serg. Magg. Minelli Gustavo; il 10 era la volta del Ten. Gibellini
Rinaldo, che lanciatesi con il paracadute decedeva successivamente in prigionia;
il 2 settembre veniva abbattuto il M.llo Del Turco Pietro.
Agli inizi di ottobre, il fronte ristagnava;
ormai si intuiva che il sogno, accarezzato per vari mesi, di arrivare al
Nilo (e non si era molto lontani), non si doveva più avverare; gli
alleati avevano fatto affluire molte forze fresche ed un'ingente massa
di artiglierie e mezzi corazzati. Sul nostro fronte, invece, dietro la
prima linea, era quasi il vuoto: le navi con i rifornimenti richiesti,
venivano quasi sempre affondate nel Mediterraneo; non esistevano riserve;
esisteva solo il valore dei nostri soldati.
Il Quarto intanto continuava ad attaccare
le linee ed i capisaldi nemici, le piste dove passavano i rifornimenti,
le basi, le formazioni di bombardieri nemici, sempre più numerose.
Il Col. Francois non si concedeva soste; rimasto senza comandanti di gruppo
e di squadriglia, affidava la guida delle formazioni a giovani del calibro
di Malvezzi, Annoni, Querci, ecc. e lo Stormo continuava così a
combattere. La triste ma gloriosa lista dei caduti si allungava sempre
più; il 2 ottobre il Gap. Livio Ceccotti, attaccato nel cielo di
El Aiamein da una formazione di cinque Curtiss P.40 accettava il combattimento;
dopo aver abbattutto due aerei nemici, era costretto ad abbandonare il
suo Macchi, colpito ripetutamente, lanciandosi con il paracadute; ma i
tre P.40 superstiti seguendolo nella caduta lo uccidevano mitragliandolo.
Durante uno dei tanti bombardamenti su
Fuka, il 20 ottobre, rimaneva ucciso il Ten. Zarini Ferruccio ed il giorno
successivo, 21 ottobre, veniva abbattuto il Ten. Ezio Bevilacqua: lanciatesi
con il paracadute, con il corpo straziato in più parti e con una
gamba squarciata dai proiettili nemici, giunto a terra, fattosi dare un
coltello dai bersaglieri entro i cui capisaldi era caduto, recideva le
corde del paracadute e si legava la coscia per frenare l'emoraggia, purtroppo
decedeva poco dopo.
Il 27, sopra Fuka cadeva il Ten. Caregnato
Ettore che, pochi mesi prima, dovendo il suo Reparto rimpatriare, chiedeva
ed otteneva di essere aggregato al 4" Stormo per poter continuare a combattere;
nel medesimo combattimento veniva abbattuto anche il Ten. Maggini Anselmo.
Gli Uomini del Quarto non si erano risparmiati
in nessun modo ed il largo tributo di sangue stava a testimoniare; purtroppo
erano in arrivo giorni peggiori; gli inglesi, che ai primi di ottobre avevano
iniziato a premere contro le nostre linee, erano riusciti ben presto a
sfondare grazie ad una superiorità numerica in uomini e mezzi, assolutamente
incolmabile. Lo Stormo, con gli aerei ridotti ormai di numero ed in precarie
condizicni di efficienza, per la cronica mancanza di part' di ricambio
e di motori in particolare, con i piloti e gli specialisti debilitati dalla
dissenteria, continuava a resistere e si preparava a sostenere l'urto nemico,
anche se consapevole di una nuova ineluttabile ritirata.
OTTOBRE 1942-GENNAIO
1943 AFRICA SETTENTRIONALE
Gli alleati continuavano ad avanzare, era
come il dilagare di un fiume, dopo che ha rotto gli argini. Venivano avanti
con centinaia di carri dopo che la loro artiglieria aveva rovesciato sulle
nostre linee tonnellate di proiettili di ogni calibro, e dietro centinaia
di automezzi carichi di truppe di ogni nazionalità, che sollevavano
nubi di polvers, e sopra questa polvere i loro aeroplani, a squadriglie,
a gruppi.
La superiorità numerica aveva loro
permesso di schiacciare i nostri capi-saldi, scavalcare le nostre trincee,
di annientare nostre grandi unità come la Trieste, la Folgore, l'Ariete.
Il 4° Stormo, come tutti gli altri nostri reparti aerei, cercava in
ogni modo di contrastare l'avanzata nemica, ma gli aerei erano sempre meno
e invecchiati, perciò bisognava continuamente ritirarsi su basi
più arretrate e di li riprendere a combattere; i piloti si buttavano
contro quella massa di velivoli nemici senza nemmeno più contarli,
tanto erano numerosi.
Agli inizi di novembre si era rimasti
quasi senza aeroplani: si volava a rotazione con i pochi rimasti in efficienza;
i Macchi 202 atterravano, venivano rapidamente riforniti e via di nuovo
in volo con il motore ancora caldo, l'olio surriscaldato, spesso con qualche
inefficienza alla quale non si era ovviato per mancanza di tempo. Ormai
bisognava abbandonare Fuka, sottoposta ai continui attacchi degli aerei
nemici, alle azioni notturne delle colonne fantasma dei Commandos inglesi,
che ormai potevano scorazzare a loro piacere nel deserto; durante una di
queste incursioni, il personale del Reparto riusciva con coraggiosa abnegazione
a salvare vari aeroplani, disattivando numerose mine applicatevi dagli
inglesi.
Lo Stormo era ormai decimato; a Martuba,
primo campo arretrato dopo l'evacuazione di Fuka, il Quarto ricevette finalmente
una trentina di Macchi 202 nuovi giunti dall'Italia e con essi i piloti
si ributtavano nella lotta, con rinnovato ardore, cercando in tutti i modi,
ma invano, di frenare l'avanzata nemica; ricominciava il doloroso ripiegamento
verso la Tripolitania; dopo Martuba, Ara Fileni, poi Misurata, e si era
così giunti agli inizi di dicembre; il primo del mese, nella zona
di Marsa el Brega, cadeva il Ten. Oblach Giuseppe in un combattimento che
lo vedeva solo impegnato contro sei velivoli Curtiss P.40; tale sproporzione
numerica era ormai divenuta tragica consuetudine. A Misurata lo Stormo
riceveva l'ordine di un nuovo arretramento; lo spostamento veniva compiuto
in condizioni estremamente critiche: pochi gli aerei efficienti, quasi
nessun automezzo, scarsissimi i viveri, eppure il ripiegamento veniva effettuato
come da ordini ricevuti ed a metà dicembre i resti dello Stormo
erano a Castel Benito, dove giungeva l'ordine di rientro in Italia. Il
rientro avvenne entro il mese di dicembre per il X Gruppo mentre il IX
rimaneva a Tripoli sino al 15 gennaio 1943.
Il 15 gennaio veniva abbattuto su Tripoli
il Serg. Magg. Andraghetti An-selmo, ultimo caduto di un ciclo di nove
mesi in cui lo Stormo si era, come sempre, sacrificato sino all'estremo;
i superstiti del IX Gruppo iniziavano il rientro in patria, compiendo la
traversata del Mediterraneo su apparecchi di ogni tipo racimolati sui vari
campi della zona, con efficienza a volte molto precaria. Durante questo
fortunoso volo di rientro, scomparve il Ten. Moretto Enrico che aveva caricato
su di un SM.81 due specialisti, il carteggio dello Stormo e gli effetti
personali degli ultimi caduti. In data 20 gennaio tutto il IX Gruppo era
rientrato in Italia atterrando con i pochi aerei superstiti a Castelvetrano
e da qui veniva inviato a Campoformido (Udine), dove già si trovava
il X Gruppo per un periodo di riposo e per riarmarsi sempre sui Macchi
202 e su di una prima aliquota di Macchi 205.
FEBBRAIO - SETTEMBRE 1943
ITALIA MERIDIONALE - SICILIA
II 1943, l'anno tragicamente doloroso per
le nostre Forze Armate era ormai iniziato; sull'aeroporto di Udine, il
4° Stormo, ancora una volta ricostituito, era di nuovo sul piede di
partenza. La guerra stava ormai investendo tutta la penisola, sulle cui
vie di comunicazione, città ed aeroporti, ogni giorno comparivano
formazioni sempre più numerose di aerei della 15^ Forza Aerea alleata
che operava nell'area del Mediterraneo; erano bombardamenti e mitragliamenti
condotti senza più alcuna discriminazione ed era assolutamente impossibile
fermare tali formazioni data la enorme, sproporzione numerica a loro favore.
Ma il 4" Stormo come gli altri pochi reparti ancora in grado di combattere,
si buttò allo sbaraglio per contrastare l'offensiva aerea nemica.
Verso la fine di febbraio il personale
del reparto era ormai completamente rientrato dai turni di riposo obbligatorio
trascorsi nelle località climatiche di Cervinia, Rapallo, Asiago,
S. Remo, Abetone, S. Margherita Ligure, Cortina, poco dopo iniziava un
nuovo ciclo operativo. In data 19 marzo parte del X Gruppo veniva trasferito
sull'aeroporto di Bresso alla periferia di Milano, per svolgere servizio
d'allarme in difesa del maggior centro industriale italiano; durante questo
periodo i piloti dello Stormo effettuavano anche vari voli di trasferimento
velivoli (Macchi 202 e 205) da Lonate Pozzolo a Ciampino ed in Sicilia;
venivano trasferiti in volo al sud anche vari Dewoitine 520 (di preda bellica)
dall'aeroporto di Albenga.
Ma questa parentesi relativamente calma,
doveva avere breve durata; il 22 aprile arrivava l'ordine di trasferimento
a Ciampino Sud per provvedere alla difesa aerea di Roma. Nel periodo maggio-giugno
lo Stormo veniva continuamente frazionato nelle sue squadriglie e spostato
sui vari aeroporti dell'Italia centrale. Da queste basi, con continue partenze
su allarme, tentava di contrastare le incursioni degli aerei angloamericani
sugli obbiettivi, militari e non, della penisola.
Il 30 aprile, durante uno dei tanti voli
di trasferimento, precipitava e si incendiava lo SM.81 pilotato dal Ten.
De Seta e con a bordo il S. Ten. Lionetto, due piloti da poco assunti in
forza dal Quarto: il S. Ten. De Seta moriva nell'incidente mentre il S.
Ten. Lionetto decedeva il giorno dopo all'ospedale di Littoria dove era
stato trasportato in grave stato.
Le squadriglie subivano continuamente
vari spostamenti: alcune erano inviate a Furbara (6 maggio), altre a Cerveteri
(3 giugno), altre a Capua. Il reparto volava con i Macchi 202 e 205 ed
una piccola aliquota di Mes-serschmitt 109 f. .
La guerra, con lo sbarco alleato, aveva
ormai investito in pieno la Sicilia e lo Stormo veniva così chiamato
ad operare sull'isola; dal 20 al 25 giugno, infatti, le sue squadriglie
erano state trasferite nella piana di Catania, dove erano state ricavate
delle strisce di terra battuta, per il decollo e l'atterraggio degli aerei,
nel tentativo di sottrarli alla completa distruzione dagli omnipresent:
velivoli nemici.
Le squadriglie decollavano più
volte al giorno, ed affrontavano le massiccie formazioni angloamericane:
era un combattere uno contro cento, senza possibilità di riposo
fra un allarme e l'altro, continuamente mitragliati a terra, eppure lo
Stormo non cedette mai, anche se attorno ormai tutto crollava e lo sbarco
alleato sulle coste dell'isola aveva veramente segnato l'inizio della fine.
Descrivere quei giorni eroici, sarebbe
troppo difficile, la retorica guasterebbe l'autentica epopea del Quarto.
I mesi di giugno e luglio 1943 racchiudono l'olocausto cosciente di tanti
uomini dello Stormo, nel continuo susseguirsi dei combattimenti; basterà
citare la cronaca cruda e scarna di un giorno qualsiasi di quel periodo:
il 5 luglio, giorno in cui furono abbattuti tre piloti del Quarto,.il S.
Ten. Ferulli, il S. Ten. Libera ed il Gap. Lucchini considerato a ragione
uno dei nostri migliori piloti da caccia; dopo due giorni, il 7 luglio
cadeva un'altro pilota, il Ten. Fratini Flavio. Ecco la cronaca dei combattimenti
del 5 luglio:
— 84^ Sq. « Alle 10,25 prima partenza
su allarme nella seguente formazione Mc.202 Gap. Lucchini, S. Ten. Palma,
Gap. Giannella, S. Ten. Dell'Asta; Mc.205 Ten. Mettimano, Serg. Magg. Buttazzi,
Serg. Barbera. Il Gap. Giannella ed il Ten. Palma partono con qualche minuto
di ritardo perché gli uomini stanno revisionando le armi. Il Gap.
Lucchini, il Gap. Giannella, il Ten. Mettimano, il S. Ten. Dell'Asta ed
il Serg. Magg. Buttazzi attaccano una formazione di quadrimotori che dall'ovest
si dirigono verso Catania. Il Ten. Mettimano mitraglia una fortezza volante,
il Serg. Magg. Buttazzi ne mitraglia tre. All'attcrraggio (ore 11,55) manca
il Gap. Lucchini; visto per l'ultima volta dal S. Ten. Dell'Asta mentre
attaccava i quadrimotori nemici. Durante l'allarme, alcuni del personale
a terra dicono di aver visto precipitare un Mc.202 ad alcuni km. ad Est
del campo, con il tettuccio chiuso. Una macchina cerca di raggiungere la
località, ma non può andare avanti a causa dei bombardamenti
sulla zona. Viene portato in campo un pilota americano che era su un bombardiere
abbattuto.
Nuovo allarme alle 13,25 partono tre Mc.202
e due Mc.205 nella seguente formazione: Gap. Giannella, Serg. Magg. Patrizi,
Serg. Magg. Veronesi, Ten. Mettimano, Serg. Magg. Buttazzi.
Durante l'allarme una formazione nemica
sgancia sul campo; per fortuna solamente alcune bombe centrano la striscia,
molte altre scoppiano ai margini. La tenda dalla 90a Sq. è circondata
da grossi crateri. L'americano durante il bombardamento trema e dimostra
di aver un po' di paura; per scusarsi dice di non essere abituato ai bombardamenti.
Altre grosse formazioni passano sulla
testa e bombardano le altre stri-cie. Sembra che il nemico voglia oscurare
il cielo con gli aeroplani.
I piloti in volo intercettano numerosi
Lockheed e nel combattimento il Cap. Giannella ed il Ten. Mettimano ne
abbattono sicuramente uno ciascuno e ne mitragliano altri" due. Il Serg.
Magg. Patrizi ne abbatte probabilmente uno Manca all'attcrraggio (Ore 13,55)
il Serg. Magg. Veronesi.
Mentre si stanno rifornendo gli apparecchi
di carburante e munizioni parte su allarme con un Mc.202 il Serg. Magg.
Patrizi. Partito alle 14,15 tarda ad atterrare e ci si preoccupa per lui.
Alle 15,35 partenza su allarme del Cap.
Giannella con un Mc.202 ed il Serg. Magg. Buttazzi con un Mc.205. Atterrano
dopo 30' senza novità.
Nuova partenza su allarme alle 17,35 con
un Mc.202 e il S. Ten. Picchiottini con un Mc.205. Attcrraggio ore 18.
Nel tardo pomeriggio giunge al campo una
macchina tedesca, dalla quale scende il Serg. Magg. Patrizi dolorante e
con scalfitture in varie
parti del corpo; il pilota viene accolto
con molta gioia dai presenti, i quali fanno circolo attorno a lui per ascoltare
l'avventura. Lui racconta di aver attaccato una formazione di Spitfires,
mentre ne stava mitragliando uno, un altro gli piombava in coda e non lo
mollava più, costringendolo a salvarsi con il paracadute abbandonando
l'aeroplano incendiato. Toccava terra nelle vicinanze di Gerbini e veniva
raccolto dai tedeschi. Verso sera atterra con un'aeroplano proveniente
da Comiso il Serg. Magg. Veronesi. Anche a lui si fanno calorose accoglienze;
nella mattinata, dopo aver abbattuto un Lockheed, era costretto ad atterrare
fuori campo per piantata di motore.
Purtroppo il Cap. Lucchini non fortunato
come i due piloti precedenti, non rientrerà più fra noi ».
— 91a Sq. «Dalle 7,15 alle 9,25 il
Ten. Bertolaso e il Serg. Rusconi eseguono una ricognizione a vista in
alto mare alla ricerca di navi nemi-che o indizi per l'accertamento di
navi affondate. Il Ten. Mecatti, il S. Ten. Silvestri
e Miotto effettuano una partenza su
allarme alle 10,25. Intercettano una formazione nemica. Il Ten. Mecatti
mitraglia un bombardiere, uno Spitfire e abbatte probabilmente un quadrimotore.
Alle 11,55 una partenza su allarme. Vi prendono parte quattro nostri apparecchi.
Il Ten. Daffara mitraglia due quadrimotori, abbatte
un Lockheed e mitraglia altri due Spitfire. Il M.llo Martelli mitraglia
due quadrimotori. Il Ten. Terrazzani mitraglia un Lockheed. Alle 14,20
un altro combattimento prova duramente i piloti del reparto. Partono tre
Mc.202. Il Ten. Bertolaso mitraglia quattro quadrimotori. Il Serg. Fornaio
mitraglia un bombardiere e il S. Ten. Ferrulli nonostante la superiorità
numerica del nemico si lancia nella mischia con vero eroismo; riesce ad
abbattere un quadrimotore ma, sopraffatto dal numero immolava eroicamente
la sua vita nel supremo tentativo di salvarsi con il paracadute lanciandosi
da quota insufficiente.
Viene eseguita più tardi
una nuova partenza su allarme ma senza esito ».
— 90^ Sq. « Alle 10,15 viene dato
l'allarme sul campo e il M.llo Salvatore, con gregari il S. Ten. Cima e
il Serg. Magg. Ceoletta parte in volo con tre Macchi 202. Intercettano
sul cielo di Gerbini una formazione di " fortezze volanti " del tipo Boeing
B.17 ne abbattono uno in fiamme e uno probabilmente che si allontana lasciando
una scia di fumo, spa-
rando 680 colpi. Il S. Ten. Cima e il
Serg. Magg. Ceoletta mitragliano ciascuno un quadrimotore sparando rispettivamente
80 e 50 colpi. L'attcrraggio si effettua regolarmente alle 11,45.
L'efficienza si è ridotta a due
Mc.202. Alle ore 13,05 partono con i due apparecchi efficienti il Ten.
Libera ed il S. Ten. Squarcina. Nella zona di Comiso impegnano un violentissimo
combattimento contro numerosi caccia bimotori tipo Lockheed. Il Ten. Libera
ne abbatte uno ma non rientra alla base da questo combattimento. Il S.
Ten. Squarcina ne mitraglia tre; colpi sparati 185 ed atterra alle 14,20.
Una grossa formazione verso le ore 13,30 effettua un bombardamento sul
campo, nessuna attività e lievissimi danni al materiale di Squadriglia.
Il campo è ancora praticabile con precauzione. Alle ore 13 parte
su allarme il Ten. Baroni che viene a contatto con la caccia nemica senza
poter sparare. Atterra alle 15.
Dalle 17,30 alle 17,55 altra partenza
del Ten. Clauser con il M.llo Salvatore senza avvistamento di aerei nemici.
Dalle 20 alle 20,15 crociera sul campo del Ten. Clauser ».
Nella notte fra il 13 ed il 14 venivano
lanciati paracadutisti inglesi nella piana di Catania; il 19 del mese di
luglio il 4° Stormo veniva ritirato sulle piste della Calabria. Da
Castrovillari, da Crotone, da Spezzano Albanese i suoi pochi aeroplani
efficienti continuavano a contrastare gli aerei nemici nella zona dello
Stretto di Messina. Sul canale di Sicilia cadevano, negli ultimi disperati
combattimenti, il S. Ten. Nardi Pier Luigi il 14 agosto ed il 4 settembre
il S. Ten. Vitale Aldo.
Durante la delicata fase del ripiegamento
al passaggio dello Stretto si aveva una ulteriore prova della coesione
dello Stormo. Dopo che i piloti erano riusciti a partire in volo per Ciampino
con tutti i Macchi rimasti in grado di volare, tutti i 700 uomini del reparto,
su autocarri, autobus, un carro R.T., autovetture e con tutto il materiale
del reparto, traghettavano in perfetto ordine lo Stretto nonostante l'opposizione
« mano armata » tedesca.
Si giungeva così al doloroso epilogo
dell'8 settembre quando l'Italia chiedeva l'armistizio alle forze angloamericane.
8 SETTEMBRE
1943
L'armistizio coglieva il 4° Stormo
a Gioia del Colle con il IX Gruppo al comando del Magg. Pii. Mariotti Luigi,
mentre il X Gruppo si trovava a Castrovillari comandato dal Magg. Pil.
Fassi Roberto. Il Col. Francois avendo appreso alle ore 20 dell'8 settembre
dell'armistizio, dava ordine al X Gruppo di trasferirsi, al completo di
uomini e materiale, sulla base di Gioia e nello stesso tempo inviava messaggio
al Magg. Carlo Ruspoli che comandava la base logistica dello Stormo sull'aeroporto
di Pescara, affinchè anche su quell'aeroporto gli uomini non si
sperdessero e si provvedesse ad occultare il materiale in attesa dell'arrivo
degli alleati che, almeno così si pensava, non avrebbero tardato
a raggiungere la città.
In quei giorni di estrema confusione,
dovuta in gran parte alla grave carenza di ordini, che causò lo
sfaldamento della maggior parte dei reparti, il 4° Stormo dava un'ennesima
prova di saldezza morale, rimanendo militarmente unito attorno al suo Comandante,
primo artefice di tale coesione, ed alla Bandiera.
Ecco in poche righe le vicende del Reparto
alla data dell'armistizio e nei giorni immediatamente successivi.
La mattina del 9, dopo che nella stessa
giornata dell'8 la maggior parte dei velivoli del X Gruppo era atterrata
a Gioia, venivano inviati due SM.82 a Castrovillari per accelerare il trasferimento
del personale e del materiale del X Gruppo. Il Col. Frangois si recava
personalmente con un Macchi 205 sull'aeroporto da evacuare per coordinare
le operazioni di sgombero.
Nel frattempo da Bari il Gen. Ranza confermava
l'ordine per il Quarto di tenersi pronti per il trasferimento in Sardegna;
ma alle 18,40 dello
stesso giorno il Generale inviava un nuovo
ordine: lo Stormo doveva trasferirsi a Lecce, aeroporto sgomberato dai
tedeschi; l'ordine veniva eseguito immediatamente ed alle 19,15, erano
già partiti 20 Macchi 205, più 9 SM.82 con materiale e specialisti.
Da Gioia del Colle aerei del X Gruppo
eseguono la prima missione bellica postarmistizio : infatti alle 17,45
decollano due Macchi 205 ed effettuano una ricognizione protettiva sulle
truppe alleate in fase di sbarco nel Golfo di Tarante.
Il 10 settembre, con l'arrivo a Lecce
degli ultimi 6 Macchi e di 1 SM.82 decollati da Gioia del Colle, il 4°
Stormo era schierato quasi al completo sulla nuova base; mancavano solo
gli specialisti ed il materiale che da Castrovillari a mezzo autocolonna
era giunto a Gioia al comando del Magg. Fassi e che era in attesa di sfuggire
ai tedeschi che ormai avevano circondato il campo con mire aggressive.
Alle 16,30 del medesimo giorno il IX Gruppo
riceveva l'ordine di trasferirsi immediatamente a Brindisi per provvedere
alla difesa della città da eventuali attacchi tedeschi, dato che
in essa si erano insediati il Sovrano ed il Governo; quando la formazione
si presentò sul cielo di Brindisi venne fatta segno da un nutritissimo
fuoco di sbarramento da parte della nostra contraerea, fuoco che colpiva
seriamente tre aeroplani che riuscivano a malapena ad atterrare. Un CA.133
dello Stormo in volo da Gioia del Colle a Pescara veniva invece centrato
dal tiro dei cannoni tedeschi e dovette compiere un atterraggio di fortuna
presso Zapponeta (Foggia); l'equipaggio formato dal Serg. Magg. Pii. Savina
Giuseppe ed il I Av. motorista Tedone Vincenzo, catturati in un primo tempo
dai tedeschi, riuscivano di notte a fuggire ed a rientrare con mezzi di
fortuna a Gioia.
Il giorno 12 si riusciva a recuperare
dalla base di Pescara ed a trasferire a Lecce con gli SM.82 vario materiale
ed un gruppo di specialisti; inoltre con piloti inviati a Pescara venivano
portati in volo a Lecce 8 Macchi 202 completamente revisionati.
Da Brindisi il IX Gruppo compiva nei primi
giorni postarmistiziali alcune operazioni di ricognizione; anche il X Gruppo
iniziava ad operare inviando il 13 settembre una coppia di Macchi sull'isola
di Corfù in ricognizione offensiva.
I giorni più caotici dell'armistizio
erano così passati: il 4° Stormo con il IX Gruppo a Brindisi
ed il X a Lecce era di nuovo pronto ad entrare in azione secondo gli ordini
che il legittimo governo avesse emanato.
Il Reparto aveva in forza una ventina
di Macchi 205 e circa cinque 202 bellicamente efficienti, agli ordini del
Col. Frangois: il IX Gruppo comandato dal Cap. Mariotti con la 73^ 96^
e 97^ Squad. comandate rispettivamente dal Cap. Pil. Reiner Giulio, Gap.
Pil. Annoni Emanuele, Ten. Pil. Dafferà Vittorino; X Gruppo al comando
del Magg. Pil. Roberto Fassi: con la 84^, 90^ e 91^ Squad. comandate rispettivamente
dal Cap. Pil. Giannella Luigi, Cap. Pil. Piccolomini Ranieri, Ten. Pil.
Mecatti Mario.
Tutti questi uomini, come gli altri piloti
e specialisti, erano i superstiti di tante battaglie combattute dal Reparto
in tre anni di guerra, uomini che accettarono l'armistizio come una dolorosa
necessità a cui non si poteva sfuggire, ma che erano pronti a combattere
di nuovo, non perché dalla parte del vincitore, ma perché
era l'unica scelta che avrebbe permesso alla nostra Aeronautica di sopravvivere
e su quella strada, senza tentennamenti, il Quarto ricominciava a combattere
ed a pagare di persona con il sacrifìcio di tanti altri suoi piloti.
SETTEMBRE - DICEMBRE 1943
Lo Stormo iniziava a svolgere una intensa
attività sulle Puglie e sull'Adriatico, per tener sotto controllo
i movimenti dei tedeschi in ritirata, e tentava, in quel primo periodo
postarmistiziale, con i pochi mezzi efficienti, e malgrado la grave penuria
di carburante, di portare aiuto ai nostri soldati della divisione Acqui,
che non aveva accettato di arrendersi ai tedeschi nelle isole di Cefalonia
e Corfù.
Purtroppo in quei giorni il Reparto doveva
contare esclusivamente sulle proprie risorse sia materiali che morali,
poiché il nostro governo era ancora, militarmente parlando, del
tutto assente, ed i nuovi alleati per il momento si mostravano molto diffidenti.
Il 18 settembre il Gen. Sandalli in visita all'aeroporto di Lecce esprimeva
tutto il suo apprezzamento per come il Quarto si era comportato durante
le giornate immediatamente successive all'armistizio; intanto venivano
continuate le missioni sul territorio albanese ed iugoslavo, in particolare
si compivano molte missioni di scorta ai Re. 2002 del 5° Stormo tuffatori,
impegnati in azioni di mitragliamento e bombardamento a tuffo su Coritza,
Corfù, Durazzo, Valona, Devoli, Tirana, Sciack ecc., contro truppe
ed imbarcazioni germaniche. Velivoli del Quarto venivano impiegati anche
per mantenere i contatti con i nostri reparti rimasti isolati ed accerchiati
dai tedeschi nei Balcani, in modo particolare venivano eseguiti vari lanci
di messaggi nella zona di Coritza e Drenova per la nostra divisione Venezia
unico nostro Reparto ancora organicamente unito.
In una di queste azioni il 21 settembre
lo Stormo perdeva il suo primo pilota dopo l'armistizio; il S. Ten. Negri
Carlo, partito in sezione con un'altro Macchi 205, veniva, su Coritza,
colpito dalla contraerea; il suo gregagario Serg. Magg. Bombardini lo vedeva
tentare un'atterraggio di fortuna sull'aeroporto di Coritza e uscire incolume
dal velivolo; ma poco dopo il Negri veniva catturato dai tedeschi, che
lo fucilavano, definendolo « sporco badogliano ».
Sempre il 21 settembre lo Stato Maggiore
dell'Aeronautica disponeva che che il X Gruppo da Lecce si trasferisse
a Brindisi; il trasferimento era portato a termine in serata, così
che il 22 il Quarto era di nuovo riunito al completo dei suoi due Gruppi.
Il 25 settembre avveniva il primo scontro
aereo dopo l'armistizio; una pattuglia del Quarto attaccava nella zona
di Corfù tre idrovolanti tedeschi del tipo Arado e due caccia Me.
109 che li scortavano; il Cap. Annoni, capopattuglia, abbatteva un Messerschmitt.
Agli inizi di ottobre e precisamente il
giorno 6, tre Macchi 205, due del IX ed uno del X, pilotati rispettivamente
dal Magg. Ruspoli, Cap. Mariotti, e dal Cap. Piccolomini, si trasferivano
in mattinata a Foggia, da dove, dopo il rifornimento, ripartivano alle
11,20 per lanciare un messaggio su Roma, ancora occupata dai tedeschi.
Il cap. Piccolomini era costretto a rinunciare alla missione perché
bloccato a Foggia da una avaria ai freni; il lancio del messaggio da parte
degli altri due Macchi avveniva regolarmente con un passaggio a bassa quota
con direttrice Ponte Milvio, Porta S. Paolo; il testo del messaggio era
il seguente:
« Cittadini di Roma: il pensiero
dei vostri cari oltre la linea del fuoco è con voi in ogni istante..
Fidate e sperate. L'ora della liberazione si avvicina di giorno in giorno
sotto la inesorabile spinta delle Civiltà democratiche.
Questo è il saluto di tutti
i fratelli liberi, ve lo hanno portato gli aviatori d'Italia sulle loro
ali tornate alfine a rintuzzare l'insulto dell'eterno nemico della civiltà
e della razza, sulle loro ali benedette dalle coccarde tricolori di Vittorio
Veneto al cui fianco volano, per gli azzurri cicli della Patria, la vittoria
e la libertà ».
In data 12 ottobre 1943 nuovo trasferimento:
tutto lo Stormo deve riportarsi sulla base di Lecce e il movimento viene
compiuto immediatamente; il giorno seguente tutto il Reparto era riunito
sulla nuova sede operativa. Due giorni prima, e precisamente il 10, era
stato costituito il « Raggruppamento Caccia » di cui entravano
a far parte il 4° Stormo Caccia, (IX e X Gruppo) il 5° Stormo Tuffatori
(101° e 102° Gruppo), ed il XXI Gruppo Autonomo Caccia; il comando
del nuovo raggruppamento veniva assunto dal Col. Armando Francois, il quale
lasciava perciò il comando del Quarto assunto interinalmente dal
Magg. Fassi Roberto.
Il 16 ottobre lo Stormo compiva la prima
azione di cooperazione con gli alleati, eseguita da reparti italiani dopo
l'8 settembre; infatti 8 velivoli Macchi 205 scortavano una formazione
di P. 38 americani, in azione offensiva sulla base di Leucas (Grecia).
Lo stesso giorno rientrava al reparto
dopo un'avventurosa fuga dai territori occupati il Ten. Salvi Eugenio.
Il 23, nella zona di Berame, il Serg. Magg. Bladelli abbatteva un trimotore
Ju. 52.
1° novembre 1943: durante un'attacco
all'aeroporto di Podgoritza compiuto da 16 Macchi 205 del reparto (sei
del IX e 10 del X) in cooperazione con altri 6 macchi 202 del XXI Gruppo,
venivano mitragliati gravemente 13 Me 109, 2 Ju52, 2 He 111, 1 Fw 190;
dopo l'attacco al suolo si sviluppava un combattimento aereo nel cielo
del campo con una formazione di Me. 109: due nostri aerei venivano colpiti
gravemente dai caccia tedeschi, un altro dalla contraerea, un Ju 52 veniva
abbattuto in fiamme dai nostri cacciatori.
Tutti i nostri velivoli, compresi quelli
colpiti, atterravano regolarmente a Lecce. I combattimenti e i mitragliamenti
proseguivano e si intensificavano durante i mesi di novembre e di dicembre
ed il 1943 terminava con la visita alla base di Lecce (31 dicembre) compiuta
dal Gen. Piacentini, appena rientrato dalla prigionia e che aveva assunto
il comando dell'Unità Aerea; presente il Col. Francois, il Gen.
Piacentini donava al Reparto un tricolore, che i prigionieri italiani del
Kenia donavano ai loro fratelli in armi.
GENNAIO - GIUGNO 1944
II 1° gennaio 1944 viene costituito
in seno al Reparto il XII Gruppo. Esso era formato dalla 73a Sq. del IX
e della 91a del X.
Il 15 gennaio il X Gruppo si trasferiva
a Palata (Foggia) per compiere un ciclo operativo sulla lugoslavia, mentre
il IX rimaneva a Lecce, il X era posto alle dirette dipendenze della Balkain
Air Force alleata.
Poiché il Macchi 205 non aveva
autonomia sufficiente per effettuare missioni di scorta a velivoli da trasporto
impegnati negli aviorifornimenti alle truppe nazionali operanti contro
i tedeschi in lugoslavia, gli specialisti del Quarto provvedevano a modificare
i 205 armati di cannoni alari da 20 mm, togliendo le due mitragliatrici
da 12,7 poste in fusoliera e piazzando al loro posto un serbatoio ausiliario
di carburante, per cui l'autonomia dei velivoli risultava di oltre 3 ore
con un raggio d'azione di circa 600 Km.
Tale modifica venne iniziata il 20 gennaio
su di un primo aereo già in revisione; oltre a questi lavori gli
specialisti, fra enormi difficoltà, continuavano a ricostruire ex
novo « 202 » e « 205 » con materiali recuperati
in vari campi del Sud. Il Comando dello Stormo dal 9 gennaio veniva assunto
dal Gap. Luigi Monti, mentre il Magg. Fassi veniva destinato ad altro incarico
presso l'Unità Aerea. Nei primi tre mesi del 1944, mentre il IX
rimaneva a Lecce con compiti di copertura ed organizzativi, e per compiere
missioni di scorta ai plurimotori sull'Albania, il X Gruppo dalla pista
di Palata compiva continue operazioni contro posizioni e naviglio tedesco
in lugoslavia e lungo le sue coste.
La baia di Dubrownica, di Fioca, di Ston,
di Vela, il canale di Curzola, l'isola di Lissa, di Lesina, di Brazza,
Sabbioncello, le linee ferroviarie iugoslave, erano i quotidiani obbiettivi
dei 205 del X Gruppo.
Il 1° aprile il Magg. Mariotti assumeva
il comando dello Stormo essendo stato il Gap. Monti destinato ad altro
incarico.
Le azioni continuano, si decollava più
volte al giorno, con l'assillo di una doppia traversata dell'Adriatico,
con aeroplani ormai molto logorati; l'il aprile durante il mitragliamento
ad un treno il Ten. Mecatti colpito dalla reazione contraerea doveva lanciarsi
con il paracadute, riusciva però a rifugiarsi fra i partigiani iugoslavi,
rientrando al reparto non molti giorni dopo.
Il 19 dello stesso mese il 4° Stormo
riceveva un nuovo ordine di trasferimento sulla pista di Nuova (Termoli),
trasferimento completato il 25 aprile. Di nuovo le azioni del X rinforzato
da aerei del IX Gruppo si intensificavano: caccia nemici se ne incontravano
raramente ma i piloti del reparto dovevano fare i conti con la contraerea
germanica sempre intensa e precisa. Il 4 maggio, appunto dalla contraerea,
veniva colpito il S. Ten. Larsi-mont Pergameni Edgardo, del IX Gruppo,
che con altri cinque velivoli era impegnato in una missione di scorta a
nostri Cani Z. 1007 che dovevano lanciare rifornimenti a nostre truppe
nella zona di Kolasin (Albania).
Il pilota era costretto ad abbandonare
il velivolo e si lanciava con il paracadute in mare a circa 15 Km. al largo
di Capo S. Cataldo (Lecce). Nonostante le intense ricerche protrattesi
per due giorni sia con aerei sia con mezzi navali il pilota non veniva
più ritrovato; egli era il fratello del Magg. Larsimont Antonio
comandante del IX, ucciso da bombardamento inglese su Sidi el Barrani nel
1942.
Gli aerei ormai abbisognavano sempre più
di lunghe revisioni, rese problematiche dalla solita mancanza di parti
di ricambio, per cu.i le avarie in volo divenivano sempre più frequenti,
costringendo i piloti a continui rientri improvvisi e ad attcrraggi di
fortuna.
Per cause imprecisate ma quasi certamente
connesse appunto al logorio delle macchine, precipitava durante un volo
di trasferimento da Lecce a Brindisi, il ten. Castelli Nazario, che rimaneva
ucciso nell'incidente.
In giugno giungeva un nuovo ordine: il
4° Stormo veniva riequipaggiato con velivoli americani tipo P. 39 Airacobra;
perciò veniva lasciata la base di Nuova, per spostarsi sulla pista
di Campo Vesuvio appunto per eseguire il « passaggio » sui
nuovi velivoli.
AGOSTO - DICEMBRE 1944
Come visto il Superiore Comando alleato
decideva in luglio di assegnare la pista di Campo Vesuvio (Napoli), quale
sede per il passaggio e l'addestramento dei piloti del 4" Stormo sull'aereo
P.39 Aircobra di cui era stato dotato il Reparto, in sostituzione dei Macchi
205 ormai non più impiegabili bellicamente.
Gli Aircobra assegnati erano macchine
con una media di circa 100 ore di funzionamento, quindi non molto sfruttate
ma erano state accantonate e praticamente abbandonate da qualche tempo
sull'aeroporto di Capodichino dai reparti inglesi ed jugoslavi che li avevano
avuti in dotazione; ciò aveva enormemente nociuto alla loro efficienza;
in ogni modo i 149 aeroplani dovevano essere trasportati in volo a Campo
Vesuvio.
I Comandanti italiani visitata la località
si erano opposti alla scelta fatta dagli angloamericani per una serie di
validissime ragioni tra cui:
a) Fondo del' campo coperto da uno strato
di sabbia silicea di origine vulcanica, estremamente volatile per cui facilmente
ingeribile da parte dei motori con noie e guasti conseguenti;
b) il campo era isolato dai vari servizi,
officine, ecc., il che avrebbe creato notevoli difficoltà logistiche
ed operative;
e) la pista, situata fra due colline,
si trovava in una zona accidentata, circondata da boschi, uliveti, frutteti
con serio pregiudizio, quindi, per la sicurezza del volo.
Ma il 4° Stormo, cosciente dei compiti
bellici che ancora lo attendevano, compiva l'addestramento subendone tutti
i disagi e con il sacrifìcio del S. Ten. Moresi Armando, entrato
in vite a bassa quota, del Serg. Magg. Martinoli Teresio, uno dei veterani
del Reparto, per rottura dell'ingranaggio del riduttore, il 25 agosto;
ed il 27 settembre del S. Ten. Silvestri per piantata di motore e scoppio
del serbatoio ausiliario all'impatto violento con il terreno. Oltre ai
tre caduti, vari piloti rimasero feriti in modo più o meno grave
nei molti incidenti di quel periodo addestrativo: il 21 luglio il M.llo
Martelli, il1 3 agosto il Ten. Clauser, il 7 settembre il Serg. Novello
ed il Ten. Rizzitelli, il 9 settembre il S. Ten. Stoppani, il 14 il Ten.
Zaniolo ed altri. Alla fine di settembre il Quarto era di nuovo in linea
a Leverano, poi, poiché questa pista era stata resa impraticabile
dalle piogge, a Galatina (Lecce) da dove iniziava un pesante e fruttuoso
ciclo operativo contro treni, colonne meccanizzate e naviglio nemico in
ritirata nella zona balcanica.
Come si è detto, il Reparto era
costituito dal gennaio del 1944, secondo gli ordini alleati, su tre gruppi
: il IX, il X, il XII ognuno dei quali su due squadriglie per cui l'organico
totale rimaneva invariato; ogni giorno e più volte al giorno, i
P.39 dello Stormo pesantemente armati, con un cannoncino nel mozzo dell'elica
calibro 37 e varie armi calibro 12,7, più bombe alari da 250 libbre,
od una ventrale da 500 libbre, attaccavano a bassa quota gli obbiettivi
designati; gli attacchi erano condotti con tale determinazione ed audacia
da suscitare l'ammirazione dei comandi alleati e dei comandanti partigiani
slavi. La contraerea tedesca, numerosa ed efficientissima, spesso colpiva
gli aerei che rientravano danneggiati anche in modo grave. Anche nel secondo
semestre del 1944 lo Stormo perdeva altri suoi piloti. Dal diario di quei
giorni, si riporta l'attività del 4 novembre, giorno in cui il Quarto
perse il Ten. Clauser. Nella stessa azione il Ten. De Ferrari, lanciatesi
con il paracadute, riusciva con l'aiuto dei partigiani locali a rientrare
in sede il 23 novembre:
« ...4-11-1944, alle ore 8,50
due P.39 decollano da Galatina per una ricognizione offensiva sulla zona
Budva-Cettigne-Klepot-Podgorica-Scutari. Nella baia di Budva sono stati
osservati tre battelli lunghi circa 10 metri. Non è stato osservato
traffico militare sulle strade sopracitate eccetto un camion medio a 20
km. a sud-est di Alessio che veniva attaccato e distrutto con cinque passaggi
di due aeroplani.
Alle ore 9,25 partono quattro P.39
del X Gruppo per una ricognizione offensiva sulla strada Scutari Prizzlen.
Atterrano a missione ultimata alle 11,35 ed i piloti segnalano quanto segue.
A due km. da Puke sono stati attaccati quattro automezzi pesanti, due autovetture
chiuse ed un camioncino. Durante i tre passaggi fatti, la formazione colpiva
una autovettura che esplodeva e danneggiava seriamente tutti gli altri
automezzi. A 5 km. est di Arrs sono stati attaccati con un passaggio circa
10 automezzi pesanti fermi nelle vicinanze di alcuni capannoni ai margini
della strada, tre automezzi sicuramente immobilizzati, altri colpiti. Viene
inoltre segnalata a 15 km. ad ovest di Kukes un'autocolonna di circa 100
automezzi diretta verso Prizzlen. Essa non è stata attaccata per
esaurimento delle munizioni. Sulla zona 10/10 di copertura.
Alle ore 12 decollavano un P.39
del IX Gruppo ed uno del X per una ricognizione offensiva nella zona del
lago di Scutari. Riatterrano dopo 15 minuti di volo per disturbi tecnici.
Alle ore 12,10 partono quattro P.39 del X per una azione di bombardamento
a tuffo sul ponte di Scutari. Due aerei rientrano alle ore 13 per disturbi
tecnici. Gli altri hanno sganciato le bombe nelle immediate vicinanze del
ponte senza colpirlo. Reazione antiaerea di armi leggere situate nelle
adiacenze del ponte stesso sull'obbiettivo e nella zona, 7/10 di copertura,
visibilità variabile buona.
Alle ore 13,30 partono quattro P.39
del X Gruppo per un'azione di bombardamento sul ponte di Vanj-Dejes. Un
velivolo rientra alle 13,50 per disturbi tecnici, dopo aver sganciato la
bomba in mare. La formazione sgancia tre bombe da 500 libbre che scoppiano
nelle vicinanze del ponte. Condizioni atmosferiche buone sull'obbiettivo
e sulla rotta. Alle ore 13,30 decollano altri quattro P.39 del X Gruppo
per un'azione di bombardamento a tuffo sul ponte Vanj-Dejes. Atterrano
alle ore 15. Le quattro bombe sono state sganciate regolarmente; una esplodeva
sull'argine alla base del ponte, la seconda sotto il ponte e le altre due
vicinissirne all'obbietivo. Complessivamente il ponte è da ritenersi
danneggiato. Alle ore 13,55 partono quattro P.39 del IX Gruppo per un mitragliamento
nella zona di Kukes. Mitragliano con due passaggi un gruppo di automezzi
senza poter rilevare gli effetti del tiro a causa della foschia molto densa.
Si ritiene che tre camions siano efficacemente colpiti. Intensissime reazioni
controaeree da parte di forse quaranta mitragliere ed alcune batterie di
medio calibro, che vengono attaccate e mitragliate con un passaggio. La
formazione atterra regolarmente alle ore 16.
Alle ore 14 partono tre P.39 del
IX Gruppo per un'azione di mitragliamento contro un'autocolonna nella zona
di Kukes. I mezzi vengono attaccati con un passaggio. Reazione antiaerea
molto intensa da parte di forse 50 armi di medio calibro sistemate sui
crinali delle colline e ai lati della strada. Condizioni atmosferiche invariate.
La formazione atterra alle ore 16,10. Alle ore 14,05 partono cinque P.39
del X Gruppo per mitragliare i mezzi segnalati nella zona di Kukes. Atterrano
a missione ultimata alle ore 16,10. L'attacco è stato effettuato
con un passaggio di cinque aerei. Il capo formazione Ten. Clauser Fabio
colpito all'ala destra ed al serbatoio supplementare dirigeva verso sud
seguito da un gregario. In seguito all'esplosione del serbatoio incendiatosi
il pilota si lanciava con il paracadute nel punto 41° 54' latitudine
nord 20° 19' longitudine est. Toccava terra presumibilmente incolume
e veniva visto allontanarsi dal posto accompagnato da una persona accorsa
sul luogo. Il Ten. De Ferrari Marco, secondo gregario della formazione
veniva perso di vista a causa dei numerosi banchi di nubi basse nella zona
e non rientrava alla base. Reazione contraerea intensa e precisa da parte
di forse 50-armi di medio calibro... ».
Il 28 dello stesso mese altro duro sacrificio
dello Stormo, nella medesima azione cadevano colpiti in pieno dalla solita
contraerea il Ten. Silvio Barbasetti ed il Serg. Molteni Natale. Due giorni
dopo da un'altra azione di mitragliamento nella zona di Podgoritza, non
rientrava il Ten. Rizzitelli Francesco, precipitato gravemente ferito al
viso nei pressi di Virpazar, mentre nello stesso giorno il Ten. Giusto
Raffaele abbattutto da un colpo che colpiva il motore riusciva a lanciarsi
ed a rientrare il 13 dicembre in Italia. Ma la perdita più grave
il Quarto doveva subirla il 27 dicembre; durante uno dei soliti attacchi
a bassa quota il capo formazione Magg. Luigi Mariotti comandante dello
Stormo, centrato dal tiro contraereo precipitava al suolo perdendovi la
vita.
Il 1944 si chiudeva così con la
scomparsa di un altro Comandante; la tradizione di sacrificio e di eroismo
non era mutata.
In occasione della morte del Magg. Mariotti
il reparto riceveva i due seguenti telegrammi:
Dal Comando Forza Aerea alleata Balcan
Air Forces
« Vi prego di esprimere la
più profonda simpatia al 4° Stormo per la perdita del maggiore
Mariotti / Questo ufficiale era tenuto nella più alta stima da tutti
gli ufficiali Alleati / Per il suo magnifico esempio di valore e di comando
di cui qualsiasi aviazione del mondo potrebbe essere giustamente orgogliosa
/ Io spero che lo Stormo continui a mantenersi alla altezza delle sue tradizioni
/./ f.to A.V.M. Bowen Buscarlet »
« II vice Maresciallo dell'Aria
Eliott comandante della Balcan Air Forces : ora in ospedale a Napoli /
Mi prega ditrasmetterVi il suo sincero cordoglio per la perdita del Magg.
Mariotti / Egli era ben conscio dell'alto livello di capacità e
di valore di questo ufficiale che era uguagliato da tutti i piloti del
4° Stormo /./ A.V.M. Bowen Buscarlet »
IL 1945 - FINE DEL II CONFLITTO MONDIALE
Lo Stormo all'inizio del 1945 era ancora
dislocato a Galatina da dove continuava ad operare sull'Albania e la Jugoslavia
meridionale, ma le truppe germaniche si stavano ormai ritirando verso il
nord, per cui si rendeva necessario un nuovo spostamento del Reparto. Infatti
il 7 febbraio il IX Gruppo al comando del Cap. Annoni Emanuele, con 12
velivoli si trasferiva sulla pista di Canne ove gli specialisti ed il personale
dei servizi, arrivativi una decina di giorni prima, avevano provveduto
ad innalzare le tende che dovevano ospitare i piloti ed il personale in
forza al Gruppo.
L'attività bellica nel periodo,
fra gennaio e la prima quindicina di febbraio, si era di molto ridotta
a causa delle condizioni atmosferiche proibitive imperversanti sugli obiettivi
iugoslavi assegnati allo Stormo; anche la pista di Canne era resa impraticabile
da una forte nevicata. Il giorno 11 febbraio durante voli di addestramento
al bombardamento a tuffo che venivano compiuti al largo di Lecce, un velivolo
dopo lo sgancio della bomba, non richiamava infilandosi in mare; il pilota
scomparso fra le onde era il Serg. Magg. Pacces Gennaro.
L'attività bellica riprendeva regolarmente
ed intensamente verso la seconda metà di febbraio; i P.39 dello
Stormo attaccavano automezzi e treni in movimento sulle strade e lungo
le ferrovie iugoslave. Lo Stormo era passato al comando interinale del
Cap. Piccolomini dopo la scomparsa del Magg. Mariotti. L'8 marzo anche
il X Gruppo si trasferiva a Canne (il XII operava con le sue due squadriglie
aggregate agli altri due Gruppi) ed il Quarto intensificava ancor più
le sue azioni. Comandante in seconda era il Cap. Veronesi Natale.
Gli aerei dello Stormo per avere l'autonomia
necessaria a battere gli obiettivi lontani, decollavano da Canne, atterravano
sull'isola di Vis, vicino alla costa iugoslava, sede di reparti inglesi
ed iugoslavi, rifornivano e da Vis partivano per l'azione offensiva, seguendo
la medesima procedura per il rientro.
Ogni giorno le pattuglie del Quarto erano
in volo e portavano i loro attacchi a quota minima contro autocolonne e
treni; centinaia di automezzi di tutti i tipi e decine di locomotive e
vagoni venivano distrutti nella primavera del 1945. Era un'attività
di grande proporzione, incessante, che impegnava duramente specialisti
e piloti, mentre la reazione contraerea era sempre intensa e precisa. Il
2 marzo durante un attacco in picchiata contro un'autocolonna tedesca nella
zona di Seraievo il Serg. MicheIoni Mario al termine dell'affondata si
staccava dalla formazione, probabilmente perché colpito dalla fortissima
reazione contraerea; purtroppo il 10 dello stesso mese i partigiani iugoslavi
comunicavano che il pilota era deceduto nel tentativo di compiere un atterraggio
di fortuna presso Itmotski.
Il 1° maggio con una ricognizione
offensiva di due P.39 nella zona di Zagabria terminava l'attività
bellica del 4° Stormo, a causa della cessazione delle ostilità
avvenuta tre giorni dopo.
Dopo qualche giorno di naturale stasi,
il Reparto iniziava l'attività di pace con normali voli d'allenamento,
ed il 25 maggio i Gruppi lasciavano Canne e si trasferivano in volo a Lecce,
nuova sede dello Stormo. Il personale di manovra con il materiale pesante
rientrava da Canne solo il 29 giugno data in cui tutto il reparto al completo
era di nuovo riunito sull'aeroporto di Galatina (Lecce).
Il 15 agosto il Cap. Piccolomini lasciava
il comando dello Stormo al Magg. Veronesi Natale. Intanto l'attività
addestrativa proseguiva normalmente e il 12 dicembre, sulla base di Lecce,
aveva luogo la prima manifestazione aerea militare del dopoguerra in Italia.
Il 4° Stormo era presente con sette P.39 del IX e quattro del X (il
10 ottobre il XII Gruppo era stato disciolto e le sue squadriglie 73a e
91a Sq. riassorbite dai Gruppi originari) ; i piloti eseguivano passaggi
in pattuglie con varie formazioni, attacchi di mitragliamento a volo radente
e bombardamento in picchiata. Le autorità militari alleate e nazionali
presenti sul campo esprimevano al comandante del Reparto il loro compiacimento
per la perfezione delle manovre eseguite.
Durante l'anno 1945, e precisamente il
5 maggio, terminava per l'Italia una guerra che aveva visto il 4° Stormo
sempre presente dove più la lotta era stata cruenta; l'elevato numero
dei suoi Caduti, i continui sacrifici sopportati da tutto il personale,
la decisione in combattimento, la fermezza e la disciplina durante i giorni
oscuri dell'armistizio, sono il consuntivo del reparto che dall'inizio
alla fine del conflitto fu praticamente sempre in linea.
La concessione della Medaglia d'Oro al
Valor Militare alla Bandiera di guerra del 4" Stormo, avvenuta nell'aprile
del 1949, costituisce il riconoscimento della Patria al sacrificio degli
uomini del « Quarto ».
Oltre ai caduti ricordiamo i nomi di tanti
suoi Piloti che furono o sono ancora nelle sue file, tutta gente in gamba,
Gente del Quarto!
ATTIVITÀ' BELLICA SVOLTA DAL
4" STORMO C. T.
DURANTE IL PERIODO 10 GIUGNO - 31 DICEMBRE
1940
| Voli di guerra
........................................................................................................................... |
ore
|
4.877,00 |
| Voli vari..................................................................................................................................... |
>>
|
3.857,40 |
| Azioni belliche - varie............................................................................................................... |
n.
|
1.312 |
| Sortite per azioni belliche.......................................................................................................... |
>>
|
5.480 |
| Combattimenti sostenuti........................................................................................................... |
>>
|
40 |
| Apparecchi abbattuti................................................................................................................. |
>>
|
95 |
| Apparecchi probabilmente abbattuti........................................................................................ |
>>
|
29 |
| Apparecchi mitragliati in volo................................................................................................... |
>>
|
82 |
| Mitraglìamenti a terra................................................................................................................. |
>>
|
28 |
| Apparecchi distrutti
al suolo.................................................................................................. |
>>
|
10 |
| Apparecchi danneggiati al suolo.............................................................................................. |
>>
|
8 |
| Autoblinde incendiate............................................................................................................... |
>>
|
12 |
| Autoblinde immobilizzate......................................................................................................... |
>>
|
16 |
| Apparecchi perduti in azioni belliche....................................................................................... |
>>
|
20 |
| Apparecchi perduti per incursioni aeree................................................................................. |
>>
|
5 |
| Piloti perduti (Caduti
o Dispersi)......................................................................................... |
>>
|
7 |
| Piloti abbattuti in combattimento e fatti
prigionieri................................................................. |
>>
|
3 |
| Piloti feriti................................................................................................................................... |
>>
|
14 |
| Medaglie d'Oro al V.M. concesse a
Piloti viventi.................................................................. |
>>
|
1 |
Per l'attività considerata nel presente
riepilogo è stata concessa alla Bandiera dello Stormo la Medaglia
d'Argento al Volar Militare (Boll. Uff. 1941 - Supplemento n. 5).
ATTIVITÀ' BELLICA SVOLTA DAL
4° STORMO CACCIA DURANTE IL PERIODO
1°GENNAIO 1941 - 8 SETTEMBRE 1943
|
ore
|
Anno
1941
|
Anno
1942
|
Periodo 1-1-43
8/9/43
|
Totale
|
| Voli di guerra................................................ |
>>
|
4402,55'
|
7119,25'
|
2742,40'
|
14265,00'
|
| Voli vari......................................................... |
>>
|
6633,30'
|
1973,40'
|
1047,55'
|
9655,05'
|
| Azioni belliche - varie................................... |
n.
|
560
|
972
|
622
|
2154
|
| Sortite............................................................... |
>>
|
3370
|
5365
|
2488
|
11223
|
| Combattimenti sostenuti................................ |
>>
|
44
|
130
|
85
|
259
|
| Apparecchi abbattuti...................................... |
>>
|
117
|
286
|
84
|
487
|
| Apparecchi probabilmente
abbattuti.......... |
>>
|
45
|
110
|
31
|
186
|
| Apparecchi mitragliati in volo......................... |
>>
|
126
|
905
|
326
|
1357
|
| Mitragliamenti a terra...................................... |
>>
|
19
|
11
|
13
|
43
|
| Apparecchi distrutti al
suolo........................ |
>>
|
44
|
1
|
—
|
45
|
| Apparecchi danneggiati al
suolo................. |
>>
|
23
|
30
|
—
|
53
|
| Apparecchi perduti in azioni belliche............ |
>>
|
26
|
20
|
8
|
54
|
| Apparecchi perduti per
incursioni nemiche............................................................ |
>>
|
5
|
12
|
—
|
17
|
| Piloti perduti (Caduti o Dispersi)................... |
>>
|
15
|
22
|
8
|
45
|
Piloti abbattuti in combattimento e fatti
prigionieri.......................................................... |
>>
|
1
|
2
|
—
|
3
|
| Piloti feriti......................................................... |
>>
|
9
|
29
|
3
|
41
|
RIEPILOGO ATTIVITÀ' AEREA SVOLTA
DAL 4° STORMO CACCIA
DALL'8 SETTEMBRE 1943 ALL'8 MAGGIO
1945
| - ORE DI VOLO PER OPERAZIONI
BELLICHE (esclusi i trasporti)............................................................... |
4.799,00 |
|
- ORE DI VOLO PER TRASPORTI NON SU
TERRITORIO NEMICO.............................................................
|
202,25 |
- ORE DI VOLO PER TRASPORTI SU TERRITORIO
NEMICO (lancio
manifestini, ecc.)................................................................................................................................................. |
8,55 |
| - ORE DI VOLO NON BELLICHE (addestr. prove
vel.)..................................................................................... |
4.667,45 |
| - NUMERO AZIONI BELLICHE........................................................................................................................... |
688 |
| - NUMERO AZIONI PER TRASPORTO SU TERRITORIO
NEMICO: |
|
| lancio messaggi e manifestini............................................................................................................................ |
6 |
| Aviorifornimenti Italiani
in Albania................................................................................................................. |
1 |
| - NUMERO VOLI NON BELLICI........................................................................................................................... |
5.365 |
| - NUMERO VOLI
PER TRASPORTI SU TERRITORIO
NEMICO......................................................... |
233 |
| - NUMERO AZIONI BELLICHE (distinte per
tipo): |
|
| mitragliamenti....................................................................................................................................................... |
270 |
| crociere, caccia libera,
interdizione................................................................................................................ |
16 |
| ricognizioni offensive......................................................................................................................................... |
225 |
| ricognizioni atmosferiche................................................................................................................................... |
12 |
| scorte ad aerei...................................................................................................................................................... |
97 |
| bombardamenti..................................................................................................................................................... |
49 |
| partenze su allarme............................................................................................................................................ |
2 |
| ricerche naufraghi................................................................................................................................................ |
10 |
| - NUMERO COMBATTIMENTI AEREI
SOSTENUTI....................................................................................... |
4 |
- NUMERO COMPLESSIVO AEREI
IMPIEGATI IN OPERAZIONI
BELLICHE............................................................................................................................................................. |
3.218 |
| - PESO COMPLESSIVO MATERIALE
TRASPORTATO (in Q.).................................................................. |
110 |
| - NUMERO PASSEGGERI TRASPORTATI..................................................................................................... |
18 |
| - NUMERO VELIVOLI ABBATTUTI DISTINTI PER
TIPO: |
|
| Ju 52...................................................................................................................................................................... |
2 |
| Me 109.................................................................................................................................................................. |
1 |
| - NUMERO VELIVOLI DISTRUTTI AL
SUOLO........................................................................................... |
2 |
| - NUMERO MEZZI DISTRUTTI AL SUOLO OD IN MARE: |
|
| autocarri................................................................................................................................................................. |
67 |
| trattori pesanti...................................................................................................................................................... |
2 |
| autofurgoni............................................................................................................................................................. |
1 |
| motocarrozzette.................................................................................................................................................... |
1 |
| autovetture............................................................................................................................................................. |
1 |
| cariaggi.................................................................................................................................................................. |
50 |
| velieri a tre alberi.................................................................................................................................................. |
1 |
| velieri a due
alberi............................................................................................................................................. |
5 |
| motoscafi............................................................................................................................................................... |
8 |
| motobarche........................................................................................................................................................... |
6 |
| motozattere............................................................................................................................................................ |
3 |
| radiolocalizzatori................................................................................................................................................... |
1 |
| postazioni contraeree.......................................................................................................................................... |
1 |
| locomotive............................................................................................................................................................. |
6 |
| vagoni..................................................................................................................................................................... |
8 |
| cisterne.................................................................................................................................................................. |
1 |
| - PERDITE DI UOMINI (voli bellici e vari): |
|
| deceduti................................................................................................................................................................. |
8 |
| dispersi.................................................................................................................................................................. |
6 |
| feriti......................................................................................................................................................................... |
5 |
| - PERDITE DI VELIVOLI IN
MISSIONI AEREE: |
|
| non rientrati.......................................................................................................................................................... |
15 |
| danneggiati...................................................................................................... |
37 |
| - PERDITE DI VELIVOLI PER CAUSE ACCIDENTALI
(solo i F.U.)............................................................... |
9 |
| - NUMERO BOMBE LANCIATE
SU OBBIETTIVI NEMICI........................................................................... |
235 |
| - PESO COMPLESSIVO BOMBE LANCIATE SU OBBIETTIVI
NEMICI........................................................ |
Kg.54.075 |
| - NUMERO COLPI SPARATI IN MISSIONI
BELLICHE.................................................................................... |
295.432 |
- AEREI E MEZZI EFFICACEMENTE MITRAGLIATI
E DANNEGGIATI
AL SUOLO OD
IN MARE: |
|
| Me109.................................................................................................................................................................... |
27 |
| Ju 52....................................................................................................................................................................... |
10 |
| Ju 88....................................................................................................................................................................... |
2 |
| He111.................................................................................................................................................................... |
7 |
| Fw.190................................................................................................................................................................... |
2 |
| Do. 217.................................................................................................................................................................. |
2 |
| G. 50....................................................................................................................................................................... |
12 |
| MC.200.................................................................................................................................................................. |
3 |
| motoscafi............................................................................................................................................................... |
10 |
| motozattere............................................................................................................................................................ |
20 |
| rimorchiatori.......................................................................................................................................................... |
2 |
| cisterne.................................................................................................................................................................. |
1 |
| traghetti.................................................................................................................................................................. |
1 |
| piroscafi................................................................................................................................................................. |
7 |
| velieri...................................................................................................................................................................... |
34 |
| barconi................................................................................................................................................................... |
26 |
| imbarcazioni leggere........................................................................................................................................... |
80 |
| chiatte..................................................................................................................................................................... |
4 |
| zattere da sbarco............................................................................................................................................... |
14 |
| autocarri................................................................................................................................................................. |
131 |
| autobus.................................................................................................................................................................. |
1 |
| autovetture............................................................................................................................................................. |
3 |
| stazioni ferroviarie................................................................................................................................................ |
3 |
| locomotive............................................................................................................................................................. |
24 |
| vagoni..................................................................................................................................................................... |
499 |
| postazioni contraeree........................................................................................................................................... |
21 |
| baraccamenti........................................................................................................................................................ |
17 |
| capannoni.............................................................................................................................................................. |
2 |
| accampamenti...................................................................................................................................................... |
1 |
| carriaggi................................................................................................................................................................. |
14 |
.
RIEPILOGO GENERALE DELL'ATTIVITÀ'
BELLICA
COMPIUTA DAL 4" STORMO CACCIA NEL CONFLITTO
1940-1945
|
ore
|
10/6/40
31/12/40
|
1/1/41
8/9/43
|
8/9/43
8/5/45
|
Totale generale
10/6/40
8/5/45
|
| Voli di guerra....................................................... |
>>
|
14265,00'
|
14265,00'
|
4807,55'
|
23949,55'
|
| Voli vari................................................................. |
>>
|
3857,40'
|
9655,05'
|
4870,10'
|
18382,55'
|
| Azioni belliche varie............................................ |
n.
|
1312
|
2154
|
695
|
4161
|
| Sortite per azioni belliche................................... |
>>
|
5480
|
11223
|
3218
|
19921
|
| Combattimenti sostenuti..................................... |
>>
|
40
|
259
|
4
|
303
|
| Apparecchi abbattuti........................................... |
>>
|
95
|
487
|
3
|
585
|
| Apparecchi probabilmente abbattuti................. |
>>
|
29
|
186
|
-
|
215
|
| Apparecchi mitragliati in volo............................. |
>>
|
82
|
1357
|
-
|
1439
|
| Mitragliamenti a volo radente............................. |
>>
|
28
|
43
|
270
|
341
|
| Bombardamenti a tuffo....................................... |
>>
|
-
|
-
|
49
|
49
|
| Apparecchi perduti in azioni belliche................ |
>>
|
20
|
54
|
15
|
89
|
| Piloti perduti (Caduti o Dispersi)....................... |
>>
|
7
|
45
|
14
|
66
|
| Piloti abbattuti in combattimento e fatti
prigionieri.............................................................. |
>>
|
3
|
3
|
-
|
6
|
| Piloti feriti................................................................ |
>>
|
14
|
41
|
5
|
60
|
| Medaglie d'Oro al V.M. concesse a piloti............ |
>>
|
1
|
8
|
4
|
13
|
| Ricompense al V.M.concesse alla Bandiera...... |
>>
|
1 M.V.M.
|
-
|
-
|
1 M.A.V.M.
|
|