|
|
Lo Stemma:
Il 1°giugno del 1931, data nella quale
il Quarto Stormo viene costituito in forma provvisoria, i velivoli provenienti
dal VII Gruppo Caccia Autonomo e dal 1°Stormo presentano le colorazioni
con le quali parteciperanno nell'agosto del '31 alle Grandi Manovre di
Ferrara . I C.R. 20 della 84^ e della 91^ Squadriglia recano sullo sfondo
argenteo due strisce verticali sulla parte posteriore della fusoliera,
subito prima dei piani di coda, una più larga del colore indicativo
del Gruppo di appartenenza, il VII, l'altra piu' stretta del colore della
Squadriglia. Le strisce sono riportate anche sulle estremita' dell'ala
superiore, dorso e ventre. Dalla documentazione fotografica dell'epoca
in b/n non e' possibile risalire alla colorazione delle strisce.
Anche i velivoli provenienti dal 1°Stormo,
X Gruppo e 90^Squadriglia, nella prospettiva di partecipare alle Grandi
Manovre di Ferrara, vengono colorati come quelli del VII Gruppo, con le
strisce indicative del Gruppo e della Squadriglia di appartenenza.
I velivoli del 4° Stormo vengono inoltre
contaddistinti, unitamente a quelli del 1°Stormo, da una grande stella
azzurra a cinque punte sui lati della fusoliera e sulle ali, in prossimita'
dei numeri. Completano i contrassegni l'indicativo in colore nero, di Stormo
in cifre arabe e quelli di Gruppo in numeri romani, disposti in forma di
frazione: quelli dello Stormo sopra e il Gruppo sotto, disposta sulla parte
posteriore della fusoliera sotto il piano di coda, preceduta dal numero
in cifre arabe della Squadriglia. Sulla fusoliera prima delle strisce verticali
viene invece riportato in rosso, il numero di linea di Squadriglia.
Alla fine del 1931 con la sostituzione
dei C.R. 20 con i C.R. Asso la livrea dei velivoli del Quarto si presenta
argentata con i contrassegni delle Grandi Manovre: sui velivoli non sfoggia
nessun distitntivo ma solo il numero di Squadriglia di colore nero e quello
di linea di colore rosso.
Nello stesso periodo lo Stormo si fregia
di un proprio distintivo, voluto dal col. Porro fin dal suo insediamento
a comandante del Reparto, che rappresenta un uomo
alato armato di gladio. Questo distintivo compare in una fotografia
dell'epoca dipinto sul CR Asso del comandante Porro ma non si ha notizia
del suo impiego sugli altri velivoli. Di certo appare sulla tuta di volo
dei piloti e nell'ingresso dell' Ufficio Comando di Stormo a Gorizia a
partire dalla fine del 1931.
Il distintivo e' riprodotto anche su alcune
cartoline del Reparto, completato dalla scritta <4°Stormo Caccia>
e dal motto <Coelum nobis; nos ad coelum>, su polsini per camicia, in
oro e smalto.
![]() |
|
da "Quelli del cavallino rampante" di A.Duma |
Fra le Squadriglie
dello Stormo c'e' la 91^ quella degli assi alla quale hanno fatto parte
F. Baracca e Fulco Ruffo di Calabria. Consapevoli dello spessore
morale e dell' eredita' lasciata dai "grandi", negli ultimi mesi del 1932
i Gruppi adottano come simbolo il cavallino rampante: nero su sfondo bianco
per il XGr. e cavallino bianco su sfondo nero per il IX Gr.
![]() |
|
|
![]() |
|
|
La felice intuizione
sanziona di fatto l'adozione di un unico simbolo per lo Stormo e
i due cavallini vanno a sostituire l'uomo alato sulle tute di volo. Anche
sui velivoli <ad personam> e su quelli della Squadriglia di Stato Maggiore
viene dipinto il cavallino sormontato orizzontalmente dallo scettro, simbolo
del comando. La richiesta ufficiale al ministero di sostituire l'uomo alato
con il cavallino rampante e' voluta all'unanimità da tutto lo Stormo
e lo stesso Duca d'Aosta, all'assunzione del comando nel 1933, appoggia
l'iniziativa. Nella richiesta di autorizzazione pero' non e' menzionato
il colore del cavallino. Per il valore della tradizone si puo' supporre
si tratti di quello del X Gruppo, cavallino nero su sfondo bianco. A sostenere
questa tesi starebbe il distintivo
della 3^ Aerobrigata costituita nel giugno del 1933 che reca
in campo tagliato diagonalmente l'arciere (1°Stormo) e il cavallino
nero su campo bianco (4°Stormo)
A cavallo degli
anni 1934 e 1935 compare per la prima volta un distintivo di Stormo con
il cavallino bianco
in campo rigato orizzontalmente sormontato dalla corona ducale e dal nodo
sabaudo. L'introduzione dei simboli ducali fa seguito alla richiesta dello
Stormo e
l' autorizzazione
del Duca, dopo che questi ha lasciato il comado nel marzo 1934. Si ha documentazione
dalle carte da lettere, cartoncini per corrispondenza privata in uso presso
i circoli e dalle cartoline edite dallo Stormo nel 1935.
Sui velivoli e sulle
tute di volo i cavallini continuano ad essere senza corona e senza nodo
mentre i distintivi di Squadriglia vengono raffigurati solo negli hangar
e nei comandi di Gruppo. Bisogna aspettare la fine del 1937 a seguito delle
disposizioni ministeriali per la regolamentazione dei segni e dei distintivi
di Reparto, perche' corona e nodo sabaudo vengano dipinti anche sui distintivi
di fusoliera di entrambi i Gruppi. Il 12 dicembre 1937 il Duca nel congedarsi
da Gorizia, riceve in dono dal personale una statuettarecante
nel piedistallo il cavallino rampante bianco in campo nero sormontato da
corona e nodo sabaudo. Da allora il cavallino sara' la costante nell'evoluzione
dello stemma fino
ad arrivare a quello attuale. (dopo il 1967)

Lo Storia:
Anno 1931
Alla fine delle
Grandi Manovre del '31, lo Stormo si trova ancora diviso: il IXGr.
e il comando Stormo a Campoformido e il X Gr. ad Aviano. Pochi giorni
dopo, il 9 settembre il XGr. viene trasferito sull'aeroporto di Gorizia-Merna
seguito il 28 dello stesso mese dal IXGr. e dal comando Stormo. Con il
ricongiungimento dei gruppi di volo e del comando, vengono risolti
i problemi logistici e addestrativi, inevitabili a Campoformido,
per la convivenza sul medesimo aeroporto con il 1°Stormo. Nella nuova
sede si rinnova il materiale di volo composto inizialmente da dieci
C.R.20 per ciascuna Squadriglia e da due Ca.100 per Gruppo. Il 22 settembre
il X Gr. versa i C.R. 20 alla 2^ Squadriglia Allenamento Caccia di Aviano
e ritira dal Magazzino di Ghedi il C.R. Asso, completando una settimana
dopo la dotazione di nove apparecchi per Squadriglia. In ottobre
riceve ancora due C.R. Asso della Squadriglia Stato Maggiore.
![]() |
|
|
Dal 10 ottobre, come da Supplemento al Foglio d’Ordini del 2 ottobre del 1931, lo Stormo assume carattere definitivo come 4° Stormo Caccia Terrestre (C.T.) strutturato su due Gruppi di tre Squadriglie ciascuno e una Squadriglia Stato Maggiore su sei velivoli. Nello stesso mese lo Stormo e' impegnato nel servizio di polizia aerea per intercettare un Breguet dell'aviazione jugoslava che frequentemente viene a spiare da tremila metri sul campo di Merna. Vani i tentativi della pattuglia d'allarme pronta al decollo dall'alba al tramonto e composta a rotazione tra le sei Squadriglie finche' un giorno parte in caccia il ten. Oscar Molinari della 84^Sq. e, inseguendo l'intruso lungo la valle del Vipacco, sconfinando arriva fino sul campo di Lubjana dove si esibisce in acrobatici attacchi a terra. Molinari viene messo agli arresti per la violazione dello spazio aereo ma in compenso il Breguet non torna più a curiosare.
4° STORMO CACCIA TERRESTRE
IX GRUPPO
X GRUPPO
73^ Sq. 96^
Sq. 97^ Sq.
84 ^ Sq. 90^ Sq. 91^ Sq.
Anno 1932
L'anno si apre con
un incidente di volo, il 10 gennaio i velivoli del serg. Silvio Costigliolo
e del ten. Antonio Colla della 73^Sq. in volo d'addestramento, vengono
a collisione nel cielo di Cormons. Per il ten. Colla non c'è niente
da fare, il velivolo si abbatte al suolo mentre il serg.Costiglione si
salva facendo uso del paracadute.
Verso la fine di
gennaio lo Stormo riceve l'ordine di partecipare alla 2^Giornata dell'Ala
in programma per maggi: dei due Gruppi uno solo potrà partecipare.
Viene scelto il X Gr. e allo scopo di creare una formazione con i migliori
piloti, vengono fatti diversi spostamenti interni alle Squadriglie.
In preparazione all'evento di maggio, il 5 febbraio durante un volo di
addestramento in formazione nel cielo di Lucinico, località poco
distante da Gorizia, il C.R..Asso del capopattuglia ten. Ugo Vicenzi
viene investito dal gregario riportando gravi danni al timone di profondità
che rimane bloccato ma nonostante tutto il ten. Vicenzi riesce abilmente
ad atterrare in un campo e salvarsi.
Ultimata la scelta
dei piloti partecipanti alla Giornata dell'Ala, ha inizio l'addestramento
con 27 velivoli nelle figure previste dal programma della manifestazione.
Tenaglia di Squadriglie, triangolo di gruppo, colonna di Squadriglie a
cuneo. Di seguito i piloti prescelti:
t.col. Spadaccino,
com.te 10°Gr. - cap. Caroti, com.te 84^Sq. - ten. Salvadori,
com.te 90^Sq. - ten. Vicenzi, com.te 91^Sq.- ten. Molinari, 84^Sq. - ten.
Mezzetti, 84^Sq. - m.llo Tofful, 84^Sq. - s.magg. Cantelli, 84^Sq. - s.magg.
Gugliotta, 84^Sq. - serg. Sica, 84^Sq. - serg. Acerbi, 84^Sq. - serg. Anelli,
84^Sq. - serg. Marini, 84^Sq. - serg. Bergamini, 84^Sq.- serg. Ruffilli,
84^Sq. - ten. Azzali, 90^Sq. - ten. Roveda, 90^Sq. - m.llo Degan,
90^Sq. - serg. Costigliolo, 90^Sq.- serg. Baccara, 90^Sq. - serg. Corsi,
90^Sq. - serg. Avvico, 90^Sq. - serg. Chianese, 90^Sq. - serg. Callegari,
90^Sq.- ten Viola, 91^Sq. - m.llo Nicola, 91^Sq. - s.magg. Silvestri, 91^Sq.
- serg. Romandini, 91^Sq. - serg. Passeri, 91^Sq.- serg. Castelletti, 91^Sq.
- serg. Salvadori, 91^Sq. - serg. Salvadori, 91^Sq. - serg. Giachetti,
91^Sq.-
serg. Renzi, 91^Sq.
- serg. Celeghini, 91^Sq.
Un altro lutto colpisce
il Reparto il 21 marzo. Il serg. E. Barbetti cade in vite a bassa quota
nei pressi del vicino abitato di Merna. Il 6 aprile il serg. R. Anelli
investito da un altro velivolo sul cielo campo riesce miracolosamente a
salvarsi portando a terra l'aereo nonostante i gravi danni al timone di
profondità.
Il 23 aprile il
X Gr. sfila per la prima volta pubblicamente su Gorizia in occasione della
visita ufficiale della Duchessa Anna d'Aosta agl istituti della città.
Il 9 maggio inizia il trasferimento in volo della formazione che parteciperà
alla Giornata dell'Ala. Il t.col. N. Spadaccino alla testa di 35 velivoli
C.R.Asso decolla da Merna in formazione di cuneo diretto a Parma. Un altro
velivolo del Gruppo è già a Ciampino. L'11 maggio da Parma
il Gruppo si porta a Pisa e poi riparte per Ciampino. Durante il trasferimento
a Ciampino, il velivolo del serg. Salvadori deve rientrare a Pisa per noie
al motore. Risolto il problema, Salvadori riparte per Roma modificando
leggermente la rotta per sorvolare Legoli, suo paese natale, dove si esibisce
in alcune manovre acrobatiche a bassa quota urtando con l'ala un tetto
di una casa e distruggendo l'aereo. La bravata gli costa la perdita del
grado e l'esonero dal servizio militare. Sara' reintegrato qualche anno
più tardi.
Mentre a Ciampino
si lavora sulla messa a punto dei velivoli e sul volo con formazioni ridotte,
a Gorizia il 15 maggio in un altro incidente perde la vita il ten. Mariani
della 73^Sq. Assegnato da pochi mesi allo Stormo, durante una manovra acrobatica
il velivolo entra in vite e impatta il terreno prima che il pilota riesca
a riprenderlo.
![]() |
|
A terra da sinistra: ten. Brambilla (in ginocchio), ten. Roveda, serg. Metlicovith, serg. Larese, serg. Pierobon, serg. De Pari, serg. Acerbi, serg. Bandini, serg. Anelli, serg. Romandini, serg. Sozzi, un pilota, ten. Viola (piu' alto, in ginocchio),ten. (?), ten. Azzali Prima fila in piedi da sinistra: ten. (?), cap. Ascenzi, ten. Mezzetti, serg. Sartori, serg. Gigliarelli, serg. Marini, serg. Costigliolo, cap. Piragino com.te di Gruppo magg. Spadaccino, col. Porro, com.te di Gruppo magg. Gaeta, cap. Bianchedi, cap. Rossi, cap. Giannoni, cap. Molinari, ten. (?), serg. (?), ten. Stasi Fila successiva da sinistra: serg. A. Salvadori, serg. Corsi, serg. Aattanasio, ten. Benforti, ten. (?) Ultima fila (la piu' alta), da sinistra:
serg. Avvico, serg. Nicolussi, serg. Chianese, serg. Giacchetti, serg Fusco
(?),
|
2^ Giornata dell'Ala,
Littorio 26 maggio 1932:
Alle 16.00 di venerdi
27 maggio, ha inizio sull'aeroporto del Littorio la manifestazione
a cui partecipano 400 velivoli. Sono presenti i Sovrani, il Capo del Governo,
tutte le cariche dello Stato, gli "oceanici" e i "riservisti", il Corpo
Diplomatico al completo, l'ex Re dell'Afganistan, il Presidente del Consiglio
turco Ismet Pascia', il Ministro degli Esteri turco e una folla di 240.000
persone accorse fin dalle prime ore del mattino.
In onore degli "oceanici"
apre la manifestazione lo sfilamento in formazione stretta degli 11 S.M.
55 che nel dicembre del '31 hanno effettuato la trasvolata Italia - Brasile.
Nel frattempo da Ciampino decolla la formazione del Quarto con 27
velivoli, gli altri restano a terra per riserva, dirigendosi sul lago di
Bracciano. Qui la pattuglia si dispone a formazione di 3 < cunei > di
9 velivoli ciascuno a scortare due idrovolanti Dornier DOX/3 (U. Maddalena
e A. Guidoni) per poi dirigersi verso l'aeroporto dell'Urbe. Eseguito il
passaggio a 200 metri di quota, i Dornier rientrano sul cielo campo per
altre manovre dimostrative mentre i CR.Asso del Quarto si portano al punto
di attesa a sud dell'aeroporto.
Dopo una dimostrazione
con tre palloni frenati attaccati dalla Caccia, il 10°Gr. si presenta
sull'aeroporto con una formazione a triangolo alla quota di 400 metri,
quindi trasformazione a < tenaglia di Squadriglie > a < freccia >
< l'asta e l'arco> emblema della caccia, a < colonne di cunei >,
ad < aquilone > ed il < grande triangolo >, quindi rotta verso ovest
per accodarsi agli altri velivoli da caccia e da bombardamento per un ultimo
passaggio sul Littorio a 100 metri. Alla prima esibizione ufficiale, il
10°Gr.riscuote il plauso delle autorita' e della folla.
L'11 giugno sull'aeroporto
di Merna il col. Amedeo di Savoia Duca d'Aosta assume il comando del 21°
Stormo e dell'aeroporto. Per l'occasione velivoli del 21° e 4°
Stormo sfilano in volo: il X Gr. esibisce la formazione a triangolo. Pochi
giorni dopo, il 29 giugno il 4° Stormo si esibisce a Trieste in occasione
di una manifestazione aeronautica. La popolazione affolla il litorale tra
il bagno Savoia e l'entrata del porto Emanuele Filiberto. Il Duca d'Aosta
e le autorità seguonoa bordo della Motonave "Egitto" del Lloyd Triestino.
Aprono la manifestazione 27 C.R.20 del X Gr. in formazione stretta che
ripropongono il programma già esibito un mese prima al Littorio.
La fine del mese
e' funestata da un incivolo. Due C.R..Asso di una pattuglia di tre velivoli
della 73^ Sq. vengono in collisione sul cielo di Medea. Nel contatto il
velivolo del serg. G.Celeghini riporta gravi danni agli impennaggi di coda
e, nel tentativo di un atterraggio di fortuna, in fase finale perde il
controllo decedendo nell'impatto. L'altro velivolo pilotato dal serg. P.
Gigliarelli riesce a rientrare in campo. Due mesi piu' tardi perde la vita
il serg. A. Melani della 73^ Sq. mentre nei pressi di Redipuglia, esegue
acrobazie a bassa quota.
Nell'ultimo periodo
dell'anno, per aggiornamento del materiale di volo costituito da 65 C.R.
Asso, si hanno diversi movimenti di velivoli tra Merna e Marina di Pisa,
presso la Ditta C.M.A.S.A. e Gorizia. Le modifiche riguardano in particolare
un nuovo sistema di sincronizzazione del tiro. Un anno indimenticabile
per quelli del Quarto e il comandante Porro lo ricorda così:
"Al nuovo comando,
mi preoccupai di svolgere, nello stormo di nuova formazione, la mia azione
di comando, tesa con ogni accorgimento a rafforzare la compagnia organica
dei reparti, a sviluppare e perfezionare al massimo grado l'addestramento
dei piloti, a far sorgere un forte spirito di corpo, ad eccitare l'anelito
delle squadriglie al perfezionamento ed allo spirito di emulazione. Il
1° Stormo Caccia, ricco di tanti successi e di brillanti affermazioni,
doveva essere raggiunto e, se possibile, superato. L 'attività di
volo giornaliera fu resa intensissima. Coloro che ebbero occasione nel
1932 di visitare il 4° Stormo sull ' aeroporto di Merna dicevano che
avevano
l' impressione di
assistere ad una Giornata dell ' Ala" - " Il nome e le tradizioni gloriose
della 91^ Squadriglia ed il confronto con il fraterno 1° Stormo Caccia,
spinsero tutti i piloti del 4° alla costante aspirazione di migliorare
e di perfezionare le loro capacità ed il loro rendimento" - "Fu
dato sviluppo a qualsiasi attivita' che valesse ad accrescere l' affratellamento
e l' unione di tutti i cacciatori del 4°: ricordo le gite rumorose,
liete ed interessanti alle Grotte di Postumia, alle miniere di Idria ed
i pique niques sulle rive
dell'Isonzo, compiute
da tutti i piloti e motoristi dello stormo; ricordo le riunioni conviviali
settimanali dei pranzi di corpo al circolo dell' aeroporto di Gorizia con
l'intervento di una orchestrina di piloti e specialisti" - "Non mancava
mai ai nostri conviti la presenza di S.A.R. il Duca d'Aosta, comandante
dello stormo da ricognizione, coesistente con il 4° Stormo sull'aeroporto
di Merna" - "Ricordo come alla fine d'una settimana laboriosa, gli aquilotti
del 4° Stormo sciamassero a Trieste ove le belle - mule - di quella
citta' li attendevano a braccia aperte. Le acrobazie notturne dei miei
ragazzi mi avevano costretto a non farli volare il lunedi ed a svolgere
in tale giorno istruzione a terra. Ricordo le indiscipline di volo dei
piu' audaci e spericolati, quali il passaggio in volo sotto una famosa
linea di alta tensione ed un non meno famoso ponte sull' Isonzo" - "Ancora
aicordo le puntate giornaliere dei singoli piloti e delle pattuglie sul
cielo di Campoformido per sfottere con le loro acrobazie i compagni del
1° Stormo" - "Di tutti i periodi della mia vita di comando, questo
e' stato il piu' bello, vissuto con intensita' e passione, ricco di gioie
e di soddisfazioni. "
![]() |
|
|
In primavera riprende
la normale attivita'' di volo e con essa l'annuncio che lo Stormo e' chiamato
a partecipare alle gare di specialita'. In aprile incomincia l'addestramento
specifico sul poligono di Vivaro dopo l'addestramento in < bianco >
sul campo di Merna, con finto combattimento, fotomitragliamento, tiro reale.
A causa della necessita'
di continue modifiche, diminuisce la disponibilita' dei C.R. Asso. A fronte
della carenza di velivoli operativi, il Reparto aquisisce un certo numero
di Breda Ba19 e qualche velivolo leggero. Il Ba.19 e' un velivolo particolarmente
adatto all'acrobazia ed e' quello sul quale era montata la Squadriglia
acrobatica del 1°Stormo. Inoltre il velivolo e' dotato di doppio
carburatore che consente il volo rovescio in tutta sicurezza. Per questo
particolare il Ba.19 viene chiamato < da alta acrobazia >
Intanto allo Stormo si stanno preparando due piloti, il ten. G. Tessore della 90^Sq. e il ten. V. Mezzetti della 84^Sq. per la selezione a Roma del pilota che partecipera' all'annuale manifestazione Air Races di Los Angeles. Nell'ultimo giorno di preparazione a Merna, il ten. Tessore ha gia' fatto tre voli al mattino: la sera dovra' partire con il treno per Roma per la selezione. Nel pomeriggio prova un'ultima volta e per poco sfiora la tragedia. Dopo il decollo, un impennata al limite campo, una virata in volo rovescio con un forte angolo di picchiata e il tentativo di Tessore di raddrizzare l'aereo che pero' impatta violentemente il suolo con il carrello che rimane infilato nel terreno mentre il velivolo si rovescia. Per il pilota alcuni ruzzoloni attaccato al seggiolino e qualche contusione. Il giorno dopo partecipa regolarmente a Roma alle selezioni classificandosi terzo.
Il primo maggio durante
una solenne cerimonia, il col. Amedeo di Savoia Duca d'Aosta assume il
comando Stormo subentrando al col. Bonola. Per perfezionare la sua gia'
eccellente preparazione di pilota, sceglie la 90^Sq. dotata di C.R. Asso
e come istruttore il ten. M. Salvadori. Un mese dopo il 4°Stormo viene
inquadrato assieme al 1°, nella 3^ Brigata Aerea costituita il 1°
giugno sull'aeroporto di Campoformido sotto le dipendenze del Comando II
Z.A.T.
Nei mesi di giugno
e luglio continua la preparazione dei gruppi alle gare di specialita'.
Alla fine di luglio la preparazione dei piloti e' soddisfacente nonostante
la scarsa disponibilita' di ore di volo sui C.R. Asso e il limitato uso
del poligono sul quale grava anche l'attivita' degli atri Reparti. In attesa
delle gare di specialita', lo Stormo partecipa a importanti esercitazioni
ed esibizioni. Il 24 agosto alcuni velivoli partecipano ad un'esercitazione
aeroterrestre a livello di brigata con il concorso della Divisione Celere
dell' XI Corpo d'Armata nella zona Vipacco - Monte Re - Postumia - S. Pietro
del Carso - Sesana. Il 13 settembre prende parte assieme al 1°Stormo
ad una esercitazione di brigata: i Reparti al comando del gen. Fougier
sfilano sul castello di Miramare in segno di gioia per la nascita della
Principessina Maria Cristina figlia di Amedeo di Savoia. Il 27 settembre
lo Stormo si esibisce con evoluzioni acrobatiche sul campo di Merna per
la visita della famiglia del Duca d'Aosta e delle Infanti di Spagna.
Dal 2 al 5 ottobre
sul poligono di Vivaro si tengono le gare di specialita' alle quali partecipano
dieci Gruppi da caccia tra i quali il IX e X con ventuno piloti ciascuno.
Si aggiudicano rispettivamente il secondo e sesto posto in classifica.
Pochi giorni dopo,
il 17 ottobre nel cielo di Gorizia durante un'esercitazione ad una quota
di 800 metri i Ba.19 del ten. Tessore e del serg. Sozzi vengono a collisione.
Nonostante i danni riportati i piloti riescono a riportare a terra i velivoli.
Due giorni dopo sempre sull'aeroporto di Merna, il C.R. Asso del serg.
Anelli della 84^ Sq. viene investito da quello del m.llo Venturi durante
un volo acrobatico in formazione riportando gravi danni. Anche in questo
caso i piloti rinunciano a lanciarsi con il paracadute e riescono a riportare
a terra i velivoli incidentati.
Il 10 dicembrepresso
l'aeroporto viene celebrata la festa della Madonna di Loreto patrona degli
aviatori.
![]() |
|
|
Anno 1934
Il 24 gennaio il
serg. Breveglieri in volo di esercitazione viene investito nel cielo di
Gorizia dal gregario destro riportando danni ai timoni e alle strutture
fisse del velivolo con conseguente caduta in vite: tuttavia riesce a portare
a terra il velivolo.
Qualche tempo dopo,
il 5 marzo un altro incidente, questa volta con esito mortale, coinvolge
il serg. C. Bellenghi che con il suo C.R. Asso, durante un volo di addestramento,
si infila nell'acqua dell'Isonzo presso Gradisca.
Il 1° marzo il
Duca d'Aosta succede al gen. Fougier al comando della 3^ Brigata Aerea
con sede a Campoformido e contemporaneamente mantiene quello del Quarto.
La cerimonia ufficiale si tiene nella mattina del 4 aprile sul campo di
Merna e subito dopo a Campoformido.
Nei mesi di marzo
e aprile lo Stormo partecipa all'attivita' addestrativa sotto il controllo
del comando della brigata. Vengono effettuate partenze su allarme delle
quali si registrano i tempi impiegati per partire, per raggiungere una
data quota e per l'atterraggio. Si controllano i tempi per il rifornimento
carburante e munizioni e quelli per smistare e mimetizzare i velivoli ai
margini del campo.
Il 21 maggio in occasione
della vista del gen. Pinna, dopo lo sfilamento di 62 velivoli dello Stormo
portati dal Duca d'Aosta, che decollano e atterrano a Merna contemporaneamente,
esordisce la Squadriglia Alta Acrobazia del ten. Tessore, costituita nell'ambito
della 73^ sq.
|
|
||||||
| Viola |
Acerbi
|
|||||
| Benforti |
Mezzetti
|
|||||
| Corsi |
Sozzi
|
|||||
|
|
![]() |
|
|
Qualche giorno dopo,
il 29 maggio visita lo stormo il Duca di Genova con gli ufficiali della
5^ Divisione Navale. La sera prima al comando, si tiene un briefing per
organizzare la parata aerea con la quale si vuole mostrare ai marinai,
l'abilita' e la prova di forza dello Stormo.
Si programma di
far volare contemporaneamente le sei Squadriglie a bassa quota lungo il
perimetro del campo mentre al centro si esibisce la formazione acrobatica
di sette Ba.19.
< I tre grandi hangars del 4° Stormo avevano le bocche spalancate. Contro quel grigio fondale spiccavano le gialli ali dei caccia. Sei file di CR.Asso, di cinque unita' ciascuna, e una di sette Ba 19 da alta acrobazia. Uomini in riga per ogni squadriglia, piloti in tuta di volo, specialisti in tuta di lavoro, avieri in tela bianca. Una consapevole aspettazione aleggiava tutt'intorno. I marinai avanzavano in gruppo, scolaretti in gita, sgambando dietro l' alta figura del Duca che pendeva sull'ammiraglio come la Torre di Pisa >
L'inizio
e' spettacolare: un cenno, un fischio acuto e i trentasette velivoli
metttono in moto simultaneamente poi, in sei formazioni di cinque C.R.Asso
si dispongono a triangolo sulla linea di partenza mentre la formazione
acrobatica decolla alle loro spalle. In pochi minuti ogni formazione raggiunge
la quota e il posto assegnato. Ad un tratto il secondo Ba.19 di destra
durante il looping a cento metri da terra, schiaccia con l'ala i piani
di coda del velivolo antistante pilotato dal ten. Benforti il quale si
lancia con il paracadute mentre l'aeroplano si schianta poco distante dagli
ospiti. Illeso, Benforti balza su un aeroplano di riserva e poco dopo e'
di nuovo nella formazione per la figura della bomba, eseguita contemporaneamente
dalle sei formazioni.
Terminata l'esibizione
le formazioni atterrano in linea di fronte arrestandosi allineate davanti
agli hangars. Il giorno successivo ufficiali e sottufficiali dello Stormo
restituiscono la visita alle navi ancorate nel porto di Trieste.
L'esibizione aerea non convince i marinai: a cosa servirebbe l'acrobazia di fronte al volume di fuoco delle navi? La sfida viene raccolta e si concorda per un attacco in "bianco" contro l'incrociatore Cadorna alla fonda nel porto di Trieste. Una formazione di cinque C.R. Asso della 90^ Sq. decolla dirigendosi verso la vallata del Vipacco, poi vira a sud sotto il Monte Re, raso terra su Opicina e con il sole alle spalle in picchiata sopra i tetti di Trieste, alle otto del mattino arriva di prua sull'incrociatore che si aspetta l'attacco da tutta un'altra parte. Con le fotomitragliatrici la formazione centra la plancia: di seguito ogni velivolo compie una serie di tre attacchi velocissimi per poi dileguare a pelo d'acqua in opposte direzioni quindi ricongiungimento in mare aperto e rientro a Gorizia. Mezz'ora in tutto.
La Squadriglia Alta
Acrobazia torna ad esibirsi il 10 giugno a Mantova e poi a Udine. Il 13
giugno la 90^ Sq. viene trasferita con tredici C.R. Asso sull'aeroporto
di Padova per il servizio di polizia aerea, in occasione dell'incontro
del Capo del Governo con il Cancelliere tedesco.
I velivoli sono
dotati di apparati radio con laringofono montati appositamente da una squadra
di specialisti venuta da Roma.
Il 17 giugno e'
di nuovo in scena la Squadriglia a Padova. Il 26 dello stesso mese un altro
lutto colpisce il reparto. Il ten. Zappala' durante un volo di finto combattimento
con il ten. Viola, entra in vite con il Ba.19 e cade presso la localita'
di S.Pietro perdendo la vita.
Manifestazione
Aerea di Taliedo, Taliedo 8 luglio 1934:
Sabato 7 luglio
nove Ba.19 della Squadriglia Alta Acrobazia e dieci C.R.30 del 1°Stormo
decollano rispettivamente da Merna e Campoformido diretti a Bresso, per
partecipare alla manifestazione aerea di Taliedo. Durante le prove pomeridiane,
il direttore della manifestazione decide che a chiudere la manifestazione
sia la pattuglia del Quarto Stormo. Con malcelato disappunto la formazione
del Primo accusa il colpo: il testimone passa ora nelle mani del
Quarto.
|
|
||||||
| Benforti |
Mezzetti
|
|||||
| Viola |
Acerbi
|
|||||
| Corsi |
Sozzi
|
|||||
|
|
Dopo l'atterraggio
dell'ultimo aeroplano del Giro di Lombardia, un BR.15 del pilota Ludrini,
si esibiscono tre alianti della Scuola Provinciale di Volo a Vela di Milano
seguito dal sorvolo di due Squadriglie di BR3 del 13°Stormo con passaggi
a < cuneo > e < in linea di fronte > Quindi un Ca.113
pilotato da D. Antonini, due alianti, il Tigerschwalbe del tedesco G. Achgelis
che esibisce tre passaggi a un metro da terra in volo rovescio , mantenendo
la posizione anche nelle virate di rientro. Al tedesco seguono il pilota
Wengi con il Ca113, il lancio con paracadute della sig.na Kraft e del sig.
Viscardi che atterra su un hangar rimanendo illeso. Alle 18.15 e' la volta
della pattuglia acrobatica del Primo Stormo che si presenta sul cielo campo
con nove C.R.30 seguita da quella del Quarto. La Squadriglia Alta
Acrobazia esordisce con un
< looping a cuneo di sette >
poi passaggio
< in linea di fronte > di due pattuglie a <
cuneo >, apertura della formazione in virata in senso opposto,
volo < rovescio >, < tonneau > in formazione, <
imperiale > all'uscita del quale la formazione si mette in volo rovescio
con virata di 90°, passaggio del capoformazione in volo < rovescio
> e i gregari in volo normale, poi la < S > di Pègoud,
trasformazione in due pattuglie, una di quattro e l'altra di tre, <
tonneau lento > simultaneo e apertura della < bomba > su
due obiettivi.
In luglio lo Stormo
e' impegnato in diverse esercitazioni. Il 10 luglio il X Gr. viene rischierato
sull'aeroporto di Poggio Renatico a supporto di uno Stormo di bombardieri,
di base a Ferrara, che il 24 dello stesso mese attaccherà la città
di Udine difesa dal XVII Gr. del 1°Stormo. Il 26 luglio il X Gr. assieme
al VI Gr. del 1°Stormo opera dall'aeroporto di Gorizia, a difesa di
alcuni ponti sull' Isonzo minacciati da un gruppo di bombardieri. La caccia
dopo aver attaccato gli incursori riescono ad obbligarli ad atterrare a
Gorizia.
Il 28 luglio un
singolare incidente mette fuori uso tre C.R. Asso dello stormo. Il X Gr.
e' schierato sul campo pronto alla partenza per un sorvolo su Venezia in
occasione della visita della Regina Elena a quella citta', quando
un velivolo del IX, lasciato in moto - secondo la consuetudine del
Gruppo - durante un cambio di pilota senza nessuno a bordo, si mette a
rullare e urta mettendo fuori uso due C.R. Asso del X Gr. e rimanendo a
sua volta seriamente danneggiato.
In agosto il X Gr.
al completo, partecipa con 32 velivoli al comando del magg. Amantea, alle
manovre sull'Apennino tosco - emiliano. Il 15 agosto il Gruppo si trasferisce
sull'aeroporto di Poggio Renatico. In questa esercitazione il Gruppo, assegnato
al partito "rosso" assieme a reparti di bombardamento e da ricognizione
in contrapposizione al partito "azzurro" composto da un Gruppo di C.R.Alta
Quota, compie un'intensa attivita' di volo, facendo uso anche del collegamento
radio, sperimentando le tattiche per il superamento delle linee nemiche
difese dall'artiglieria. Il 25 rientra a Merna.
Il 26 agosto giunge
all'aeroporto di Merna in visita una delegazione cinese, con a capo il
gen.
Maho'. L'8 e 9 settembre il IX e X Gr. da Merna si trasferiscono all'aeroporto
di Aviano per le gare di specialita'. Le gare hanno luogo il 9 settembre
sul poligono di Vivaro e comprendono tiro reale di lancio manovrato contro
bersaglio fisso, sia individuale che in pattuglie di tre apparecchi. Il
IX Gr. si classifica al primo posto mentre il X al nono. Il 28 settembre
il IX Gr. si rischiera a Ciampino Sud con 30 velivoli per partecipare alla
D.I.E.B.A., l'imponente esercitazione a fuoco sul poligono di Furbara,
alla presenza delle massime autorita' dello Stato. Al primo attacco, 27
C.R .Asso del IX (tre velivoli sono rimasti di riserva a Cerveteri) in
formazione di Squadriglie in fila - 73^, 96^ e 97^ - centrano i ventisette
palloncini allineati su tre file. Il giorno dopo il gruppo rientra a Merna.
Il 13 novembre il
comandante dello stormo col. Bonola e quattro ufficiali partono per Torino
per le prove di accettazione del nuovo velivolo C.R. 32, il nuovo caccia
della Fiat destinato a sostituire i CR Asso.
![]() |
|
|
Anno 1935
Nonostante il notevole
numero di velivoli in dotazione, sessantanove C.R.Asso, un CR.30, otto
Ca.100 e tre Ca.113, l'attivita' addestrativa nei primi tre mesi viene
notevolmente ridotta per i piloti piu' anziani a favore di quelli più
giovani. L'attivita' infatti e' limitata per ordine superiore in previsione
dell'intervento in A.O. Per lo stesso motivo sono sospese anche le gare
di specialita'. Al personale vengono tenute lezioni di navigazione, armamento
e radiotelegrafia, vengono discussi i piani tattici e strategici della
specialita'. Non di rado ai dibattiti partecipa il 1°Stormo e il Duca
d'Aosta.
![]() |
|
alla loro sinistra quelli dell' "84^", poi il CR 30 del Duca d'Aosta |
In aprile l'attivita'
di volo diventa più intensa, con esercitazioni di finto combattimento
e di acrobazia individuale. Il 25 aprile arrivano a Gorizia i primi C.R.32,
sospendendo subito dopo la consegna per necessita' tecniche. L'addestramento
continua sui C.R.:Asso e sul Ca.100 per il volo notturno.
Il 2 maggio durante
una finta caccia, vengono a collisione il ten. Malusa e il serg. Marchetti
cadendo nei pressi di Cervignano. Un mese dopo, il due giugno, sul poligono
di Vivaro il ten. Talarico prova il tiro da posizione rovescia ma urta
il terreno e decede all'istante.
Il 14 giugno visita
l'aeroporto l'Arciduca Giuseppe d'Austria accompagnato dal Duca d'Aosta.
![]() |
|
|
Intanto nei mesi
di aprile, maggio e giugno affluisce al Quarto personale richiamato per
le operazioni in Africa Orientale. Piloti e specialisti completato il loro
addestramento, vanno a costituire la 41^ Squadriglia O.A.
Il 22 agosto al
serg.magg. Sozzi durante un volo di acrobazia nel cielo di Gorizia, nell'eseguire
la vite orizzontale si rompe li cavo di comando degli alettoni con conseguente
perdita del controllo del velivolo. Manovrando con la pedaliera riesce
a portare a terra l'aeroplano senza conseguenze per lui e per il
mezzo.
Intanto formazioni
di Stormi vengono eseguite il 2 ottobre su Trieste e Gorizia, alla guida
del Duca d'Aosta e del col. Bonola. Il 22 ottobre una formazione di Brigata
(1° e 4°Stormo) di ottantaquattro C.R..Asso e il 28 ottobre una
di Stormo su Gorizia.
![]() |
|
|
![]() |
|
|
Dal 7 ottobre riprendono
le consegne del C.R.32 sospese in aprile per completarle il 19 novembre.
Ogni Squadriglia riceve nove velivoli piu' cinque ad personam: comandante
della Divisione Aquila, comandante dello Stormo, due per i comandanti di
Gruppo ed uno per l'aiutante maggiore in 1^ dello Stormo.
Durante l'anno sono
state volate oltre diecimila ore di volo e lo stormo e' oggetto di attenzione
delle autorita' superiori che compiono diverse ispezioni. Il gen.Pinna,
Sottocapo di S.M. dell'Aeronautica, il 6 settembre e il 14 novembre
e il gen. Pricolo, comandante della II Z.A.T. il 9 ottobre e il 29 novembre.
Durante quest'ultima visita tutto lo Stormo si esibisce sul nuovissimo
C.R.32 con manovre acrobatiche collettive. Da segnalare infine l'attivita''
addestrativa dello Stormo sul CR.Asso a piloti di un Gruppo di bombardamento
sull'aeroporto di Merna.
Anno 1936
All'inizio dell'anno
la forza velivoli in dotazione allo Stormo e' la seguente: sessantasette
C.R.32 e quarantaquattro C.R.Asso. Altrettanti i piloti in forza alle Squadriglie,
tutti ben addestrati anche sul nuovo velivolo in dotazione. Questa situazione
tuttavia, e' destinata ben presto a cambiare a cusa dello spostamento di
uomini e mezzi per la costituzione di nuovi Reparti da caccia da destinare
alle operazioni in Africa orientale e in Spagna.
![]() |
|
|
Il 15 gennaio il
personale della 97^Squadriglia passa al 6°Stormo, in fase di formazione
sull'aeroporto di Campoformido, per costituire la 150^ Squadriglia. Quindici
giorni dopo la 97^ Sq. viene ricostituita con personale delle altre
Squadriglie dello Stormo. Nei primi due mesi inoltre, numerosi piloti,
ufficiali e sottufficiali lasciano lo Stormo trasferiti in Africa Orientale.
Durante l'inverno
a Dobbiaco, si svolge l'attivita' addestrativa invernale con velivoli
Ro.41 dotati di pattini per la neve, per un totale di 242 ore volate.
Il 1°marzo viene
costituita la 1^ Divisione Aerea < Aquila >, con sede a Gorizia alle
cui dipendenze vengono poste la I^ Brigata B.T. (8°e 14°Stormo)
e la 3^ Brigata C.T. (1° e 4°Stormo e per un breve periodo anche
il 6°). Comandante della Divisione Aquila e' il gen. d.a. Amedeo di
Savoia che ha ceduto il comando della 3^ Brigata al col.Bonola.
![]() |
|
|
4^ Giornata
dell'Ala, Littorio 28 marzo 1936:
Il 28 marzo si esibisce
ufficialmente la nuova Pattuglia Acrobatica al Quarto Giorno dell'Ala all'aeroporto
del Littorio. Non piu' una formazione di sette velivoli ma due da cinque
che dopo il decollo eseguono assieme una serie di manovre acrobatiche per
poi dividersi in due pattuglie ed infine ricongiungersi per il finale in
dieci. La soluzione consente di eliminare i tempi morti dei rientri, perche'
quando esce una formazione entra in scena l'altra, mantenendo sempre una
delle due formazioni sul cielo campo davanti agli spettatori.
|
|
Manifestazione
Internazionale di Budapest, Budapest 14 giugno 1936:
Nel tardo pomeriggio
dell'11 giugno la pattuglia del Quarto decolla dall'aeroporto di Merna
divisa in tre formazioni: la prima di quattro C.R.32 comandata dal magg.
Chiesa, la seconda e la terza di tre C.R.32 ciascuna comandate rispettivamente
dal cap. Viola e dal cap. Rossi. Dopo un'ora e dieci minuti di volo atterra
sull'aeroporto di Szombathely per uno scalo tecnico. Il giorno successivo
riparte per Budapest atterrandovi dopo quaranta minuti. Sabato mattina,
dopo la deposizione di una corona al Milite Ignoto, gli aviatori italiani
sono ricevuti dal sindaco della citta'. Nel pomeriggio le prove sull'aeroporto
di Matyasfold.
Domenica 14 giugno,
la Manifestazione Aerea Internazionalealla
presenza dell'Arciduca Giuseppe, del Reggente Horty, dei membri del Governo,
delle massime autorita' militari, degli ambasciatori d'Italia e d'Austria
accreditati e di centomila persone. Poche le presentazioni in volo: lanci
di paracadutisti, l'esebizione di un aliante e tre dimostrazioni di volo
acrobatico. In chiusura la pattuglia acrobatica del 4°Stormo che presenta
lo stesso programma del Littorio con in finale la < bomba > e
il < volo folle >. Prima di rientrare in Italia, gli aviatori
sono ospiti dello Yachting Club sul lago Balaton. Mercoledi 17 fanno visita
al Primo Ministro Gombose, assente alla manifestazione, e giovedi 18 decollano
alla volta di Gorizia facendo scalo tecnico sull'aeroporto di Szombathely
per rifornimento.
![]() |
|
|
Dopo il successo di Budapest, il Duca d'Aosta, comandante della Divisione Aquila, decide di affidare alla pattuglia del 4°Stormo il compito di rappresentare l'Aeronautica italiana nelle manifestazioni internazionali e incarica il capitano Aldo Remondino, da poco arrivato a Gorizia, a comandare la pattuglia acrobatica. Si rivedono programmi e addestramento acrobatico impostando la nuova formazione su cinque velivoli più una riserva. Gli allenamenti dei <magnifici sei> , cosi' li chiamano i colleghi, si svolgono dopo la normale attivita' addestrativa, o al tardo pomeriggio dopo la chiusura dei voli, nella piana di Ronchi dei Legionari.
< A sera, dopo la doccia ed un pasto frugale, nella mia cameretta o in un angolino del circolo ormai semideserto, con i miei ragazzi facevo l'esame critico della giornata, ricorrendo spesso a quello strano linguaggio uasto dai piloti di ogni epoca e razza, consistente in rapidi e precisi gesti delle mani e della testa. Su un foglio di carta erano annotati con scrupolosita' gli errori commessi, dei quali si analizzavano le cause e si studiava, quindi, con pazienza certosina, il sistema più rapido per eliminarli.>
La presentazione ufficiale in
volo al Duca d'Aosta della nuova pattuglia avviene in un giorno di fine
agosto. Alle 10 in punto la formazione e' sul cielo campo di Merna. Entrata
con un passaggio a < cuneo >, poi < looping >, rientro e < tonneau
> lento a sinistra, trasformazione a < freccia >, quindi un altro <
looping >, trasformazione a < cuneo > e < tonneau > veloce individuale.
A questo punto la formazione effettua un passaggio in < fila indiana
> dove ogni pilota esegue un < tonneau > veloce a pochi metri da terra,
poi cabrata e < frullino > all'uscita dell' < imperiale > e dopo
un altro passaggio in < fila indiana > la < gran ruota >, ricongiungimento
e < bomba > di cinque velivoli su un obiettivo con tre passaggi e incrocio,
riunione sul capoformazione, passaggio nella figura del < volo folle
> e atterraggio in formazione. "Bravi!" e' quanto dice il Duca d'Aosta
al cap. Remondino dopo la presentazione.
![]() |
|
|
Il 1°luglio la 90^ Sq. cede personale e mezzi al 52°Stormo di Ghedi per costituire la 357^ Sq. La 90^ non viene piu' ricostituita e rimane in posizione quadro sino a tutto il 1937. Ancora in luglio il 4°Stormo partecipa con il cap. Ercolani, il cap. Viola ed il serg. Corsi di riserva, alle Olimpiadi che si svolgono quell'anno a Berlino. Nel programma obbligatorio Ercolani si piazza all'11°posto mentre Viola al 12°. Nel programma libero Ercolani conquista il 9°posto mentre Viola il10°. Il 4 agosto i piloti rientrano in Italia facendo scalo tecnico sull'aeroporto di Lipsia.
In Spagna intanto la guerra civile si espande velocemente e il governo di Franco, trovatosi senza aviazione, ottiene l'appoggio dell'Italia che invia prima alcuni trimotori SM..81 poi velivoli da caccia, piloti e specialisti che chiedono di partire volontari. Inquadrati inizialmente nella Legione Straniera spagnola il < Tercio >, costituiranno in seguito l'aviazione legionaria. Il 4°Stormo invia verso la meta' di agosto, dodici C.R.32 e personale volontario per un totale di dieci ufficiali, quindici sottufficiali e trentadue specialisti. L'impegno dello Stormo nella penisola iberica continuera' per tutto il 1937.
Nel frattempo al
fine di raggiungere un ottimale livello addestrativo, pur nella carenza
di piloti anziani ed esperti, verso la meta' di agosto viene istituito
in seno allo Stormo il Nucleo di Addestramento al quale vengono destinati
i giovani piloti prima dell'assegnazione alle Squadriglie.
Il materiale di
volo e' costituito da un C.R.20 a doppio comando e successivamente sostituito
con Ba.28, due C.R.30 D.C., tre C.R.30 e cinque C.R. Asso.
Sistemato logisticamente nell'hangar centrale del Quarto, il Nucleo e'
composto da pochi piloti e specialisti ed e' comandato dal s.ten. Pezze'
che mantiene l'incarico fino alla vigiglia della partenza per la Spagna,
settembre '37, quando gli succedera' il s.ten. Tait Aldo.
Nonostante la mancanza
di parti di ricambio e il gia' esiguo numero di specialisti il Nucleo svolge
un'intensa
attivita' di volo effettuando nei primi sette mesi 1500 ore di volo per
un totale 3837 voli, di cui 400 a doppio comando per partenze ed atterraggi
e per acrobazia, 135 decolli, 2166 voli di allenamento e acrobazia solo
pilota, 934 formazioni, 202 voli di finta caccia, puntamenti in bianco
e tiri reali. Oltre ad addestrare completamente 50 nuovi piloti, con altri
30 ancora in addestramento, il Nucleo effettua la transizione, riprese
voli e allenamenti ad altri 25 piloti.
La notevole attivita'
svolta dal Nucleo nel periodo 15 agosto 1936 - 15 marzo 1937, valse a Pezze'
l'encomio del gen. Pricolo comandante della II Z.A.T. e la nomina ad istruttore
professionale.
Nella terza decade di agosto il 4°Stormo
partecipa con tre velivoli aggregati al 1°Stormo alle manovre nell'Irpinia,
e il 4 settembre alle manovre combinate con gli Stormi da bombardamento
di Ferrara e Vicenza, svolgendo azioni protettive su Venezia con il X Gr.
Al termine dell'esercitazione interviene la formazione acrobatica del Quarto:
spettatore d' eccezione il Duca d'Aosta ospite dell'Ammiraglio Comandante
in capo la VI Flotta americana, all'ancora in laguna. Dopo un giro di ricognizione
a 360° i cinque C.R.32 iniziano l'esibizione. Particolarmente esaltanti
agli occhi degli spettatori le figure della < gran ruota > dopo un passaggio
a pelo d'acqua dei C.R.32 disposti in < fila indiana >, il
< tonneau> a cuneo di cinque, il <
volo folle > e nel finale la < bomba > eseguita sullo specchi d'acqua
della laguna. Lasciata Venezia, Remondino e gregari si dirigono a Treviso
per ripetere il programma eseguito in laguna. Dopo l'esibizione la formazione
atterra sul campo erboso dell'Aero Club di Treviso e i piloti vengono accompagnati
in un locale sul Montello per i festeggiamenti.
Il 14 settembre a Gradisca d'Isonzo,
perde la vita il s.ten. Miliani della 73^sq. dopo aver urtato un albero
durante una manovra acrobatica a bassa quota.
Nella secondo semestre intanto, piloti del Quarto Stormo trasportano velivoli Ca.100, Ba.28, Ro.37, C.R.32 dalle ditte in Austria, C.R.30 e C.R.32 in Ungheria. Prosegue anche l'addestramento sul C.R.32 di numerosi giovani piloti con particolare cura nel volo acrobatico, bellico, anche con tiri reali sul nuovo poligono di Col Grande sul vicino Carso. Viene curato il volo in formazione, con decolli rapidi di Squadriglie su allarme, salita e permanenza in quota oltre 7000 metri per 30 minuti per sperimentare l'inalatore d'ossigeno. Si effettuano voli di navigazione, raduni in volo, prove di attacco collettivo, voli notturni con i Ca.100 in dotazione al Reparto. Anche la formazione acrobatica di Remondino prosegue intensamente gli allenamenti in vista ad importanti raduni aviatori all'estero, in programma per l'anno prossimo.
A fine anno dei 111 velivoli in dotazione
sono rimasti cinque C.R.Asso, 2 CR.30, trentaquattro C.R.32 e trentadue
C.R.32 bis. Alla consistente diminuzione di velivoli si accompagnano preoccupanti
inefficienze verificatesi sui motori, quali perdite d'acqua dai cilindri
dopo una trentina di ore di funzionamento, perdite ai serbatoi di benzina
e ai radiatori di acqua e di olio, avarie alle tubazioni, rottura di valvole
e di bielle intorno alle sessanta ore. Questi contrattempi influiscono
sulla normale attivita' addestrativa soprattutto sul volo collettivo di
formazioni pesanti, mentre l'addestramento individuale o in pattuglia non
subisce pressoche' alcuna variazione grazie all' impegno degli specialisti.
![]() |
|
|
Anno 1937
Il movimento di
personale tra Reparti durante tutto il 1936 ha prodotto una forte diminuzione
di personale esperto, non solo nel 4°Stormo ma anche a livello di Brigata,
bilanciato dall'arrivo di altro personale giovane ma non altrettanto preparato,
rendendo critica la situazione. Questa situazione non migliorera' durante
l'anno nonostante la linea di volo venga rinforzata con diciasette C.R.32
e C.R.32 bis. Tuttavia il materiale di volo e' destinato a diminuire, quattro
o cinque velivoli per Squadriglia, con scarsi rifornimenti di parti di
ricambio e di motori. Inoltre si ripresentano tutti iproblemi gia' riscontrati
durante il primo anno di impiego del C.R.32
L'11 febbraio al termine di un volo di acrobazia, il s.ten. Angelo Andriolo della 97^ Sq. nell'eseguire una virata stretta per portarsi all'atterraggio, alla quota di cinquecento metri entra in vite e si abbatte al suolo vicino a Villa S.Giusto riportando gravi ferite in seguito alle quali decedera'. Un altro incidente l'8 marzo: il s.ten. Giuseppe Oreni della 97^ Sq. eseguendo in coppia con un altro C.R.32 una < gran volta > a settecento metri di quota, cade in vite e muore in seguito alle ferite riportate.
Le qualita' del C.R.32
e la notorieta' dello Stormo superano i confini nazionali. Il Reparto e'
meta di frequenti visite di ufficiali stranieri giunti appositamente a
Gorizia per studiarne l'organizzazione e non di rado per ricevere l'istruzione
teorico - pratica sul CR.32. In marzo il cinese ten. Lin Wen-K'uei, in
aprile il boliviano ten. Alberto Paz Soldan, in agosto lo svizzero
cap. Decio Bacilieri, in settembre il cap. Sanoh Rakdham dell'aviazione
siamese.
L'attivita' dello
Stormo e' seguita con attenzione dalle autorita' superiori che ispezionano
a più riprese il reparto: dal Comandante della 2^ Z.A.T. al Sottosegretario
all'Aeronautica e al Capo di Stato Maggiore.
L'addestramento in volo per i piloti più anziani subisce un rallentamento a favore della scuola a terra e intanto presso l'idroscalo di Orbetello, piloti dello Stormo frequentano corsi di navigazione strumentale. A Gorizia, anche se in tono minore, continua l'addestramento alla caccia, il finto combattimento ed il tiro reale sul poligono di Col Grande.
Il 3 aprile durante
una cerimonia sull'aeroporto di Ciampino il 4° Stormo assieme
ad altri Reparti dell'Aeronautica, riceve solennemente la Bandiera
di guerra.
![]() |
|
|
Pochi giorni dopo,
l'11 aprile a Gorizia il comandante t.col. Mattei, con un'altra cerimonia
altrettanto solenne con tutto il reparto schierato, la consegna all'alfiere
ten. Marcovich scortato dal m.llo Cagliari e dal serg.magg.Attanasio.
![]() |
|
|
Il 4 aprile la pattuglia
acrobatica di Remondino con cinque C.R.32 è in trasferta a Roma
in occasione dell'Annuale della Fondazione dell'Aeronautica. Cinque giorni
dopo, il 9 aprile visita l'aeroporto di Gorizia-Merna una delegazione
di ufficiali della Marina con a capo il Duca di Spoleto. Per dimostrare
il grado di addestramento raggiunto, il Reparto di proposito non fa intervenire
la pattuglia acrobatica bensi' una formazione formata da piloti della 91^,
84^ e 73^ Sq. che si esibisce con una serie di figure acrobatiche.
![]() |
|
|
Il 21 maggio la pattuglia parte per Roma con sei C.R.32 facendo scalo a Forli', per l' importante esercitazione a fuoco del 3 giugno a Furbara.
Esercitazione
a fuoco, Furbara 3 giugno 1937:
Il 1° giugno si svolgono le prove
generali ed il 3 mattina inizia l'esercitazione a fuoco alla presenza di
S.M. il Re, del Capo del Governo, del Duca d'Aosta, del Ministro degli
Esteri, dei Capi di Stato Maggiore del Regio Esercito, della Regia Marina
e della Regia Aeronautica, degli osservatori militari accreditati e della
stampa governativa ed estera. Ospite d'eccezione il Maresciallo von Blomberg,
Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht. Obiettivo dell'esercitazione distruggere
una base navale con l'affondamento delle navi in porto. Il simulacro da
affondare si trova sul litorale laziale. Intervengono per primi una formazione
di bombardieri leggeri Ba.65 e poi due formazioni da bombardamento e di
velivoli da assalto. Terminata l'esercitazione, la presentazione all'illustre
ospite tedesco della pattuglia acrobatica del 4°Stormo.
Alle 11.30 in punto la formazione di Remondino
si presenta sul poligono con un passaggio a bassa quota a < cuneo >
di cinque, quindi
< loopings >, < tonneau >, trasformazioni
in < linea indiana >, e a < bastone > quindi la < gran ruota >
e il < volo folle >. In finale viene eseguita per la prima volta lo
< spezzone >, una figura battezzata così da Pezze' per analogia
alla < bomba >, nella quale i velivoli dopo un passaggio in formazione
e tireta su, virano e si trasformano in fila indiana ripassando sullo stesso
punto senza soluzione di continuita' potendo scegliere qualsiasi bersaglio,
anche in settori angusti dove la manovra della < bomba > non può
essere eseguita. Terminata l'esibizione la pattuglia atterra a Ciampino.
Il giorno 5 la formazione rientra a Gorizia con scalo tecnico a Forli'.
Sull' aeroporto di Merna, che nel 1936 il 6°Stormo aveva trasferito il 3°Gr. e aveva costituito una propria pattuglia acrobatica, riprendono gli allenamenti di entrambe le formazioni acrobatiche. Con maestria il cap. Remondino riesce a costruire un programma acrobatico assieme alla pattuglia del Sesto e l'11 giugno, alla presenza del gen. Pricolo, si esibisce a Gorizia la "super pattuglia" composta dalle formazioni del 4°e 6°Stormo. Il 20 giugno la pattuglia e' a Budapest per il Raduno Internazionale, organizzato per l'inaugurazione del nuovo campo di aviazione di Budaors.
Raduno Internazionale
di Budapest, Budapest 20 giugno 1937:
Il 16 giugno tredici C.R.32 della pattuglia
acrobatica sono pronti al decollo per raggiungere l'aeroporto di Szombathely,
scalo intermedio sulla rotta per Budapest, ma le condizioni meteo sconsigliano
la partenza poiche' dei piovaschi si abbattono sulle Alpi. Nel primo pomeriggio
del 17, un ricognitore in volo sulle Alpi segnala la schiarita e il magg.
Chiesa, capo missione, d'accordo con i due capi formazione decide per la
partenza. Dopo ottantacinque minuti di volo, la formazione raggiunge l'aeroporto
magiaro. Il giorno dopo trasferimento a Budapest-Budaors.
Domenica 20 Il Reggente Horty inaugura
ufficialmente l'apertura dell'aeroporto di Budaros al traffico internazionale,
quindi inizia la grande manifestazione aerea di fronte ad oltre centomila
gli spettatori. Per primi si esibiscono tre alianti ungheresi che, lavorando
isolati su tre zone distinte dell'aeroporto, dopo una serie di < loopings
>, di < fieseler > e di < imperiali > atterrano in formazione. Segue
l'esibizione di nove Messerschmitt dello Stormo " von Richthofen " al comando
del cap. Janson. I tedeschi presentano una formazione pesante con poche
trasformazioni e larghi rientri. Subito dopo, la pattuglia acrobatica austriaca
al comando del t.col. Muller con sette C.R.32.
![]() |
|
|
Gli italiani decollano per ultimi in formazione
serrata lavorando tutti insieme nelle prime figure, poi la
formazione si divide in due pattuglie, 4° e 6° Stormo, continuando
il programma e intercalandosi nelle figure acrobatiche senza tempi morti
tra un'esibizione e l'altra. Alla fine, dopo il ricongiungimento in un'unica
formazione, la < bomba > con il passaggio di dieci CR.32 che
si intrecciano sulla pista, il passaggio a < doppio cuneo
>, il
< volo folle > e l'atterraggio in formazione di
5 + 5
(riserva) |
(riserva) |
![]() |
|
Da sinistra, in piedi: Agonigi (1°), Baschirotto (2°), Remondino (5°), Pezze' (6°). Da sinistra, a terra : Zorn (1°), Romandini (2°), Renzi (3°), Montanari (4°) |
< Ero alle prime uscite nella nuova veste di pilota " nazionale " e non posso dimenticare quel passaggio a < doppio cuneo> di cinque. Eravamo piuttosto bassi ed io, 2°gregario di sinistra, pur controllando il parametro sul CR.32 di Montanari, che stava alla mia destra, diedi uno sguardo a sinistra e, vedendo quella marea di gente e di fazzoletti, sentii un brivido corrermi il filo della schiena. Fu un attimo. E la mente, gli occhi, l'anima ritornarono ai parametri, alle trasformazioni, alle figure acrobatiche...Ma la gente la vedo ancora...>
4°
Raduno Aereo Internazionale di Zurigo, Zurigo 24 / 25 luglio
1937:
Tredici le Nazioni partecipanti: Austria,
Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia,
Olanda, Polonia, Svezia, Svizzera, Ungheria. Nelle giornate
che precedono l'inizo del Raduno, i capo formazione Remondino e Borzoni
si rendono conto, osservando gli allenamenti delle altre pattuglie, che
il proprio programma composto da nove (12) trasformazioni è insufficiente
rispetto ad esempio alla formazione dei ceki, che in venti minuti eseguono
ben sedici trasformazioni. Immediatamente viene rivisto il programma e
aggiunte nuove figure. Sabato 24 luglio incomincia la competizione con
la presentazione del programma libero. L'Italia interviene dopo Inghilterra
e Francia. Decollo in formazione di dieci, per poi rompere in due formazioni
di cinque e ritornare ancora in dieci. La formazione italiana si classifica
al quarto posto penalizzata dall'anomalo comportamento del giudice italiano
che giudica piu' che mediocre il programma presentato. Il 1°posto si
aggiudica la Cecoslovacchia, il 2° la Francia e il 3° l'Inghilterra.
Il giorno dopo la prova obbligatoria.
Per sorteggio gli italiani si esibisco penultimi mentre chiude la manifestazione
la formazione dei ceki. Le pattuglie diJugoslavia, Austria e Romania presentano
un programma di nove trasformazioni, limitate allo spostamento di un solo
velivolo. Insufficiente anche il programma delle formazioni inglese e francese
con dodici trasformazioni. Ma non e' tutto, la formazione francese su nove
Morane 250, per imitare in decollo gli italiani, si allinea in formazione
di < cuneo > e nella corsa d'involo due velivoli rischiano di venire
a collisione e di conseguenza rinunciano al decollo.
![]() |
|
|
E' quindi il turno della pattuglia italiana
che presenta il nuovo programma di ventitrè (24) figure. Allineamento
dei dieci C.R.32 a < cuneo >, decollo in formazione di < cuneo >
di dieci, passaggio in < linea di fronte >, passaggio a < doppio
cuneo >, passaggio a < triangolo >, passaggio a < triplo cuneo >,
passaggioa < triangolo rovescio >, passaggio a < freccia >, passaggio
in < ala destra >, passaggio a < X >, passaggio a < T >, passaggio
a < H >, passaggio a < Y >, passaggio a < I >, passaggio a <
bastone >, passaggio in < ala sinistra >, passaggio ad < aquilone
>, passaggio a < rombo >, passaggio a < rettangolo >, passaggio a
< doppia linea di fronte di 5 >, passaggio a <cuneo di 5 in linea
di fronta >, passaggio a < cuneo stretto >, passaggio a < elisse
>, passaggio a < greca >, passaggio nella < figura folle >
atterraggio in formazione di < cuneo di 10 >
(riserva) |
(riserva) |
A seguire la pattuglia cecoslovacca con il numero di figure più elevato dopo gli italiani: quattordici contro le ventitre' (24) di Remondino e Borzoni. Al termine delle prove, la giuria da' un giudizio omogeneo ad eccezione del giudice cecoslovacco, il solo a dare punteggio pieno alla propria formazione. La classifica definitiva vede al 1°posto la pattuglia cecoslovacca, al 2° a 1/2 punto, quella italiana, al 3° la francese, al 4^° l'inglese, al 5° la polacca e al 6°quella rumena.
Cinque giorni dopo, Remondino, Pezze' e Borzoni si esibiscono in un finto combattimento e il 31 luglio, i C.R.32 italiani si esibiscono collettivamente chiudendo la manifestazione internazionale. Domenica 1° agosto piloti e specialisti accompagnati dal gen. Porru, sono ospiti d'onore alla Casa d'Italia a Zurigo. Il 4 agosto la missione italiana rientra a Gorizia facendo scalo tecnico a Bresso.
Il 3 luglio in un grave incidente di volo perde la vita il s.magg. Ovidio Balducci della 96^ Sq. In fase finale di atterraggio con il C.R.32 urta contro una macchina livellatrice a limite campo: l'urto provoca l'incendio del velivolo che si schianta a terra. Ferito gravemente, il pilota viene trasportato all'ospedale militare di Gorizia dove decede poco dopo.
Il 16 luglio nove C.R.32 vengono rischierati sull'aeroporto di Treviso per partecipare alle manovre con i reparti dell'Esercito, mentre il 2 agosto altri velivoli del 4°Stormo partecipano assieme a quelli del Primo alle esercitazioni della Divisione Celere e della Divisione Motorizzata "Po" a Conegliano.
Il 5 agosto un'incidente mortale colpisce il 4°Stormo. Il s.ten. Paolo Lentini dell'84^ Sq. nell'eseguire una virata subito dopo il decollo con un C.R. Asso, entra in vite e urta violentemente il suolo. Il giorno dopo un altro pilota perde la vita. Il serg. Cesare Canciani dell'84^ Sq. disponendosi all'atterraggio con un Ro.41, urta con l'ala destra un pilone dell'alta tensione al limite del campo. Il velivolo si rovescia precipitando al suolo. Il pilota gravemente ferito viene trasportato all'ospedale militare di Gorizia dove muore pochi giorni dopo.
Il 6 agosto due formazioni di cinque C.R.32 ciascuna assieme a venti C.R.32 e dodici S.81 di altri Stormi, prendono parte alla sfilata aerea su Conegliano in occasione della rivista dell'Esercito per la fine delle manovre veneto - emiliane.
Il 3 settembre sull'aeroporto
di Merna, in occasione della visita della Principessa di Piemonte ed di
altre personalita' la pattuglia del Cavallino Rampante si esibisce con
i suoi cinque C.R.32. Quattro giorni dopo al ristornate Boschetti di Tricesimo
(UD), i piloti dello stormo reduci dalla Spagna e dalle manifestazioni
di Budapest e Zurigo, festeggiano con un pranzo in loro aonore.
![]() |
|
|
Il 15 settembre il Quarto invia a Mantova per il 4°Avioraduno un Ro.41 pilotato da Pezze' reduce da un incidente di volo su un C.R.30 del Nucleo Addestramento. Durante un volo di addestramento si rompe il perno che unisce le due parti della gamba di forza destra. Pezze' riesce ugualmente ad atterrare malgrado la ruota destra incidentata, adagiandosi sulla semiala inferiore destra.
Il 27 ottobre un'altro
incidente colpisce il reparto. Il serg. Osvaldo De Lotto della 91^ Sq.
in un volo acrobatico con il C.R.32 durante una virata a sinistra si imbarca
e precipita a un chilometro dal campo decedendo all'istante.
Il 6 dicembre sul
campo di Gorizia-Merna ha luogo lacerimonia di commiato del Duca d'Aosta
che il giorno 12 lascia il comando della Divisione Aquila perche' nominato
Vicere' d'Etiopia.
< Dopo la colazione al circolo il Duca parti' in macchina per il castello di Miramare accompagnato dalle autorità aeronautiche piu' elevate. Fu allora che si verifico' un episodio che dimostra quale profondo affetto Amedeo di Savoia avesse suscitato fra i piloti negli anni di permanenza sull'aeroporto di Merna. Ricorda Baylon che egli e gli altri piloti corsero ad aprire le aviorimesse, tirarono fuori tre C.R.32 e cosi' come erano in divisa decollarono e si portarono sul corteo di macchine che raggiunsero poco prima di Miramare. Le nubi bassissime non impedirono di eseguire una serie di loopings quasi radenti, mentre il Duca si sbracciava dalla terrazza a salutarli. La sera in cui il Duca d'Aosta lascio' la citta', tutto lo stormo era ad attendere il suo treno alla prima stazione di sosta dopo Trieste e la commozione del Duca per l'inaspettato saluto fu evidente.>
![]() |
|
|
Il 26 aprile la pattuglia acrobatica del 4° assieme a quelle del 1°, 3° e 6°Stormo decollano da Gorizia alla volta di Ciampino, con scalo tecnico a Forli', per l'imponente manifestazione sul poligono di Furbara denominata operazione <H>
Operazione < H >, poligono di
Furbara 8 maggio 1938:
Con la notizia della
visita in Italia del Cancelliere del III Reich, lo SMA dirama ai Comandi
della 1^ e 2^ Zona Aerea l'ordine di organizzare, presso i sottoposti Reparti
(3°, 6°, 1° e 4°Stormo) una super pattuglia acrobatica.
Al comando del "pattuglione" viene designato il magg. A.Remondino del Quarto
e l' aeroporto di Gorizia viene scelto come base di rischieramento per
i ventotto C.R.32. La formazione del 3° raggiunge Gorizia mentre quella
del 1° fa la spola tra Campoformido e Gorizia.
In marzo incominciano
le prove con un programma acrobatico appositamente studiato e adattato
ad una formazione pesante di ventotto velivoli. L'inizio non e' esaltante.
In un atterraggio a Gorizia il s.magg. Mariani investe il piano fisso di
sinistra e un pezzo di timone del C.R.32 del serg. Bedeschi; i s.magg.ri
Renzi e Romandini nell'eseguire un < looping > si toccano con l'ala
senza riportare danni. Il 13 aprile nel cielo di Ronchi, alla sommita'
del < looping > di ventotto velivoli il s.magg. Montegnacco primo gregario
sinistro del 1°Stormo, viene in collisione con il C.R.32 del cap. Brambilla:
ne segue una crambola. Il velivolo di Renzi urta l'estremita' alare dei
piani di coda di Remondino, Romandini secondo di destra, urta con l'ala
del proprio velivolo i piani di coda di Renzi. I C.R.32 di Montegnacco
e Brambilla entrano in vite precipitando a terra. Il cap. Brambilla si
salva lanciandosi con il paracadute mentre Montegnacco perde la vita nello
schianto. Infine, per motivi di salute i m.lli Carestiato e Maraschi
abbandonano la formazione.
Il 26 aprile la
partenza della super pattuglia per Ciampino con scalo tecnico a Forli'
dove ad aspettarli c'è il Duca d'Aosta Vicere' d'Etiopia. Il giorno
dopo decollo per Roma "portati" dal Duca con il suo Ghibli CA 309.
Durante il trasferimento Agonigi e' costretto ad un atterraggio di fortuna,
riportando solo danni al mezzo, per una piantata del motore. Il pilota
raggiunge Roma in treno.
L' 8 maggio alla
presenza di S.M. il Re d'Italia, il principe di Piemonte, il Capo
del Governo, i Capi di Stato Maggiore italiani e tedeschi, ufficiali Superiori
e Inferiori della Regia Aeronautica e della Luftwaffe, gli addetti militari
stranieri e la stampa, la super pattuglia apre l'esercitazione con la presentazione
della < croce uncinata > eseguita da ventisei velivoli. Segue il rientro,
trasformazione, passaggio delle quattro Squadriglie < a bastone >, in
file parallele, < botte >, trasformazione e la super pattuglia rientra
con due Squadriglie in < fila indiana > e le altre due a < doppio
cuneo >. Quindi la prima formazione effettua dei < tonneau > individuali
a bassa quota, < l' imperiale > e una picchiata con due giri di vite.
La seconda formazione presenta una serie di < looping > in formazione
di < doppio cuneo > e di < freccia >. Rientro della prima pattuglia
che presenta una < tripla ruota > e, tempo per il ricongiungimento,
la formazione del sesto si esibisce nel
< tonneau > simultaneo
di sette velivoli. In finale il < looping > di ventuno più sette
velivoli. Dopo la presentazione acrobatica, sfilano sul cielo campo quattrocento
velivoli, fatti partire su allarme dagli aeroporti della Toscana,
del Lazio e della Campania. Ritornano quindi i ventotto C.R.32 della formazione
acrobatica disposti a < fascio littorio >. Segue un'azione di bombardamento
da aprte di bombardieri leggeri e pesanti e in chiusura la super pattuglia
si esibisce nella figura del < volo folle > con trentadue velivoli
(ventotto più quattro riserve).
Il 10 maggio le
formazioni rientrano a Gorizia.
|
|
||||||
| Montanari |
Renzi
|
|||||
| Pezze' |
Romandinii
|
|||||
| Chianese |
Attanasio
|
|
|
|
|
|
||||||
| Pesce |
LaFerla
|
|||||
| Agonigi |
Minguzzi
|
|||||
| Zorn |
Castelletti
|
Rientrati a Gorizia la formazione di Remondino
si mette subito al lavoro per l'Esposizione Aeronautica Internazionale
di Belgrado del 4 giugno. A fianco della pattuglia acrobatica del Quarto,
lo Stato Maggiore designa quella del 1°Stormo.
![]() |
|
|
Esposizione Aeronautica Internazionale
di Belgrado, Belgrado 4 giugno 1938:
Alla fine di maggio
dodici C.R.32 del 1° e 4°Stormo decollano da Gorizia diretti a
Belgrado con scalo tecnico a Zagabria.
La manifestazione
aerea inizia con voli acrobatici individuali, < finta caccia >, un volo
acrobatico collettivo in formazione di cinque velivoli con poche trasformazioni,
un lancio di paracadutisti militari e civili, passaggi in formazione di
velivoli di vari stormi e nel finale l'esibizione di un solista jugoslavo
che per un guasto tecnico precipita, senza gravi conseguenze per il pilota,
a pochi metri dalla linea dei C.R.32 italiani.
Terminata la presentazione
dei padroni di casa, i dodici C.R.32 del 1°e 4°Stormo decollano
in formazione di dieci. Subito dopo il decollo il s.magg. Sbrighi deve
atterrare per un guasto al motore, quindi risale sul velivolo di riserva
riparte e si ricongiunge alla formazione.
La prima figura
geometrica è una < P > in onore a Re Pietro di Jugoslavia poi
trasformazione a < doppio cuneo >, di < linea di fronte >, di <
aquilone >. A questo punto la pattuglia si divide in due squadriglie che
si alternano nelle figure: passaggi in < fila indiana >, < tonneau
>, <imperiale >, < vite >, < looping a triangolo >, la < bomba
> aperta su due obiettivi, altri tre passaggi, ricongiungimento delle due
formazioni, passaggio nel < volo folle > e atterraggio in formazione.
Terminata l'esibizione i piloti italiani vengono presentati al Ministro
della Guerra, gen. Maric e al Comandante dell'Aviazione Jugoslava gen.
Simonovich. In serata sono ospiti dell'Ambasciata Italiana di Belgrado.
|
(riserva) |
(riserva) |
Il 19 giugno lo Stormo
invia trenta velivoli sul Montello per l'annuale commemorazione dell'asso
della prima guerra mondiale F.Baracca. Nel frattempo su ordinanza del Ministero,
vengono sperimentati presso lo Stormo numerosi lanci di siluro dal velivolo
S.79. Vi effetuano il passaggio Bonzano, Meille, Larsimont, e Lucertini.
Durante l'anno la
linea di volo viene gradualmente rinforzata con trentaquattro C.R.32 quater,
due C.R.32 bis (differenzia dalle altre versioni per le speciali marmitte
sugli scarichi per permettere la caccia notturna), due C.R.30 D.C. e un
Ca.00. Il 28 giugno lo Stato Maggiore emana l' ordine di costituire la
Squadra - R - per eventuali azioni contro i ribelli spagnoli nel caso questi
avessero sferrato attacchi aerei alle città costiere italiane.
![]() |
|
|
Azioni Speciali
1938:
La Squadra -
R - al comando del gen.Pricolo e' costituita da quattro Stormi da bombardamento
16°,18°,32°e 36°e uno da caccia, il 4° Stormo.
I Reparti restano in attesa nelle loro sedi. Rientrata l'emergenza,
il 20 agosto viene emanato l'ordine di scioglimento della Squadra - R -
Il 23 settembre lo Stato Maggiore dirama l'ordine telefonico a tutti i
reparti della 2^ Squadra Aerea di attivare le disposizioni relative al
- periodo di sicurezza - Il 30 dello stesso mese viene diramato l'ordine
di cessato allarme. Pochi giorni dopo, il 6 ottobre, a causa del verificarsi
di tensioni politiche in Europa, arriva l'ordine al 1° e 4°
Stormo di approntarsi in assetto da guerra per un possibile trasferimento
in Ungheria. Ll'11 novembre l'ordine viene revocato ma il 19 alle ore 23,
arriva improvvisa la comunicazione telefonica del Gabinetto del Ministro
di approntare durante la notte i due Stormi da caccia in modo che i due
Reparti siano pronti a partire per l'Ungheria, il 1°Stormo già
alle nove del mattino del 20 novembre ed il 4° alla stessa ora del
giorno successivo.
Nonostante l'ordine
fosse pervenuto nella notte precedente il giorno festivo e quindi con un'alta
percentuale di personale in permesso, i due Stormi portano a termine le
operazioni nel tempo prescritto. Il 4°Stormo schiera quarantanove C.R.32
e cinque Ca.133 per un totale di sessantatre piloti. Le avverse condizioni
del tempo sulla rotta sconsigliano la partenza la quale viene più
volte rinviata. Il 25 novembre il Sottosegretario di Stato per l'Aeronautica
comunica telefonicamente il cessato allarme.
Il 1°luglio con
la costituzione del Comando II^ Squadra Aerea affidato al gen. Pricolo,
viene soppresso il Comando della III^ Brigata. Il 4°Stormo assieme
al 1°, 6° e 50° è posto alle dipendenze della 1^Divisione
Aerea.
L'8 luglio un altro
lutto nel 4°Stormo. Il ten. Franco Comelli della 91^ Sq. in atterraggio
con un C.R.32 quater sul campo di Foligno, urta un traliccio decedendo.
Proseguono anche gli arrivi presso il reparto di piloti stranieri per l'addestramento sul C.R.32. In marzo i s.ten.ti venezuelani Gonzales Viva, Miguel De La Rosa e Mendez Moises; in giugno i s.ten.ti venezuelani Carlos Maldonado e Pablo Croce. Infine in luglio i cap.ni rumeni Isaia Popovici e Sthefan Stojan.
In agosto un altro
incidente senza conseguenze per il pilota. Il serg. Renzo Bartolomasi della
91^ Sq., da poco al reparto, e' costretto ad abbandonare il suo C.R.32
bis, rimanendo leggermente ferito. Il 14 dello stesso mese, cinque velivoli
della 97^ Sq. partecipano al Raduno di Asiago esibendosi in un programma
acrobatico alla fine dell manifestazione di volo a vela.
Il 25 settembre
il s.ten. Baschiera della 97^ Sq. riesce abilmente ad atterrare senza danni
per il velivolo, nonostante una grave avaria al mezzo. Diverso invece l'esito
dell'incidente accorso al serg. Carlo Bianchi della 91^ Sq. Durante un
volo di addestramento con il C.R.32, urta violentemente il terreno decedendo
all'istante.
In settembre lo
Stormo e' chiamato a partecipare assieme agli altri Reparti della 2^ Squadra
Aerea ad un'importante servizio di polizia aerea in occasione della visita
del Capo del Governo nella Venezia Giulia. Il 4°partecipa con due pattuglie
di tre velivoli schierati a Gorizia dal 18 al 21 settembre e a Vicenza
dal 27 al 29.
Il 21 settembre
a Treviso per l'inaugurazione ufficiale, quaranta velivoli dello Stormo
vengono passati in rassegna dal Capo del Governo. Per l'occasione i Reparti
si esibiscono in un unico pattuglione acrobatico composto da tre formazioni
di cinque velivoli, ma il risultato e' sconcertante. Durante un tonneau
lento il secondo gregario di sinistra della pattuglia del Quarto, e' costretto
ad abbandonare la formazione seguito dagli altri.
I cinque piloti
della pattuglia del 4°Stormo sono: cap. Larsimont, comandante, Tonello,
Biffani, Romandini e Renzi.
In ottobre con l'assegnazione
alle Squadriglie di cinque Ca.133 per il trasporto personale, viene costituita
la Sezione Trasporti del 4°Stormo.
Il 15 dello stesso
mese gli aeroporti di Campoformido e Merna cambiano denominazione, rispettivamente
in Udine e Gorizia. Sette giorni dopo in un incidente di volo perde la
vita il s.ten. Gastone Gal della 96^ Sq. Investito dal gregario di sinistra,
il suo C.R.32 Q entra in vite precipitando a terra.
Il 2 novembre l'alfiere
ten. Bruno Zavadlav con la bandiera di guerra dello Stormo partecipa al
raduno delle bandiere di Vittorio Veneto per celebrare il ventennale della
Vittoria. Il 4 novembre è a Roma per la cerimonia conclusiva.
Negli ultimi mesi
del '38 rientrano scaglionati gli aviatori italiani dell'Aviazione Legionaria.
Tra questi il cap. Ernesto Botto che a causa dell'amputazione di una gamba
in seguito alle ferite riportate in un combattimento aereo, deve rinunciare
al pilotaggio. Non rassegnato, Botto anziche' ritornare alla natia
Torino per la convalescenza si reca subito a Gorizia dove sa' che puo'
contare su amici fidati.
Una mattina di ottobre
il s.ten.Pezze' assieme al cap. Botto nell'insolito ruolo di "allievo"
decollano dal campo di Gorizia su un C.R.30 biposto della 73^ Sq.
appositamente modificato. Dopo la prova di conduzione in volo eseguita
in maniera magistrale, l' atterraggio da manuale.
A questo punto non
resta che rivolgersi alle autorita' superiori per la riabilitazione al
pilotaggio. Il gen. Illari è contrario al reinserimento nel ruolo
navigante. Il Capo di Stato Maggiore, gen.a.a. Giuseppe Valle propone di
passare ai bombardieri. Botto replica dimostrando che in caso di abbattimento,
da un bombardiere non avrebbe scampo viceversa dalla carlinga di un caccia
basterebbe mettersi in volo rovescio e lasciarsi cadere. La tesi convince
l'alto ufficiale e autorizza il cap. Botto a volare con l'istruttore. Non
esistendo pero' una normativa che disciplina il volo a doppio comando,
il gen. Valle promuove una legge che viene varata in una settimana. Rientrato
a Gorizia, Botto prende il comando della 73^ Sq. e si rassegna a volare
secondo le disposizioni superiori. Passato un mese, torna al monoposto
e assieme all'amico Pezze' riprende l'addestramento acrobatico con il C.R.32.
Riaquistata la piena padronanza del velivolo, assieme a Pezze' organizza
una prima pattuglia acrobatica di sei elementi (Dallari, Montanari, De
Campo e Biffani ) ai quali si aggiungono in un secondo tempo il ten.De
Campo, i m.lli Ranieri e Ruffilli, il serg. Stauble.
La pattuglia decolla
all'alba per provare il programma acrobatico e per questa abitudine di
lavorare alle prime luci del giorno, al Quarto la formazione acrobatica
della 73^ Sq. e' soprannominata la "Pattuglia Aurora"
|
|
||||||||
| Pezzè |
Renzi
|
|||||||
| Montanari |
Dallari
|
|||||||
| De Campo |
Ranieri
|
|||||||
| Biffani |
Ruffilli
|
A fine anno il numero di velivoli dello stormo e' pressoche' equivalente alla normale dotazione: cinquantadue C.R.32 bis e quater, due C.R.30D.C., cinque Ca.133, sei Ro.41, un Ba.28 e un Ca.100
Anno 1939
L'anno inizia con
una serie di incidenti di volo. Il 10 gennaio durante un allenamento acrobatico
a bordo di un C.R.32 Q, il serg. Bruno Franceschinel della 97^ Sq. perde
la vita a causa di una manovra errata. Un mese dopo, il 10 febbraio, il
s.ten. Vaccari con grande maestria riesce a riportare a terra il proprio
velivolo in fiamme riuscendo, una volta atterrato, a domare con mezzi di
fortuna l'incendio. Intanto nei primi mesi dell'anno inizia l'addestramento
al volo notturno su Ro.41 D.C. e monoposto.
![]() |
|
|
Il 28 marzo i reduci
dello Stormo dall'O.M.S. partecipano a Roma alla presenza del Capo del
Governo, alla cerimonia per la ricorrenza della fondazione dell'Arma
e il giorno dopo termina la guerra di Spagna. L' impegno dello Stormo e'
stato notevole: novantasette piloti dei quali otto caduti e di questi sei
decorati con M.O. due con M.A. e una M.O. a vivente, quella del cap. Botto.
Non tutti i piloti ritorneranno al 4°Stormo. Anche la partecipazione
degli specialisti e' stata notevole: cento uomini a molti dei quali vengono
riconosciuti meriti di guerra.
Alla fine di marzo
per appoggio alle operazioni di occupazione dell'Albania, giunge l'ordine
di rischierare sull'aeroporto di Grottaglie tutti i Ca.133 della 1^Divisione
Aerea. Nella tarda mattinata del 31 marzo, i cinque velivoli in dotazione
allo stormo decollano da Gorizia per raggiungere la destinazione. A Grottaglie
con i ventidue Ca.133 della 1^Divisione (1°,4°,6° e 50°Stormo)
viene formato uno Stormo Trasporti inquadrato nella Squadra < A > comandata
dal gen. Pricolo. Le operazioni durano in tutto dieci giorni, dal 5 al
15 aprile dopodiche' lo stormo viene sciolto ed i velivoli rientrano ai
Reparti di appartenenza.
In primavera altri
due incidenti interessano lo Stormo. Il 25 aprile il ten. Evaristo Reccardini
della 97^ Sq. in atterraggio col Ro.41, dopo un'esercitazione di volo notturno,
capotta e muore tre giorni dopo all'ospedale militare di Gorizia in seguito
alle ferite riportate. Il 12 maggio il m.llo Nicola della 90^ Sq. durante
un trasferimento in volo da Rimini a Gorizia, e' costretto ad un
atterraggio di fortuna senza conseguenze per il pilota. Nello stesso mese
di maggio personale e velivoli della 90^ Sq. vengono trasferiti al 6°Stormo
per costituire la 151^ Sq. sull'aeroporto di Rimini.
In giugno ancora
incidenti di volo. Il 1°giugno precipita nei pressi dell'aeroporto
di Gorizia il serg. Giampietro Lando della 96^ Sq. perdendo la vita. Il
9 giugno durante un'esercitazione acrobatica in formazione, i C.R.32 dei
serg.ti Orlando Piola e Elio Miotto della 91^ Sq. si scontrano in volo.
Miotto si salva lanciandosi con il paracadute mentre Piola atterra fuori
campo danneggiando il velivolo e riportando lievi ferite.
Il 15 giugno i reduci dall'O.M.S. partecipano a Genova ad una cerimonia in occasione del rimpatrio dei legionari. Il 18 dello stesso mese il s.ten. Viotti, con Ro.41 si esibisce a Bologna con un programma acrobatico individuale nella giornata di chiusura dell'Avioraduno riservato agli studenti universitari piloti. Il 19 giugno cinque velivoli della 91^ Sq. sorvolano il Montello per commemorare l'asso dell'aviazione Francesco Baracca.
Intanto la situazione internazionale sta' progressivamente deteriorando. L'attivita'' acrobatica viene notevolmente ridotta, unico impegno di rilievo la manifestazione aerea del 22 giugno a Berlino.
Manifestazione
Aerea di Berlino, Berlino 23 giugno 1939:
Nel primo pomeriggio
del 16 giugno tre formazioni di quattro velivoli ciascuna decollano dall'aeroporto
di Gorizia. Dopo quarantacinque minuti le formazioni sono costrette a rientrare
a causa delle cattive condizioni meteo sulle Alpi. Dopo due ore i dodici
C.R.32 della "Pattuglia Aurora" fanno un altro tentativo riuscendo questa
volta varcare il Brennero ed atterrare a Monaco. Il 17 trasferimento in
volo a Lipsia e il 19 giugno ultima tratta fino a Doberitz (Berlino ).
Sull'aeroporto berlinese si sta' abbattendo un forte temporale e il m.llo
Ruffilli nella fase dell'atterraggio urta un ostacolo mettendo fuori uso
il velivolo e rimanendo leggermente ferito. (secondo altre fonti, non ci
sono danni ne' al pilota ne' al velivolo). Della missione fanno parte anche
il comandante del 10 Gr. magg. Francois e il t.col. Reglieri.
Il 22 giugno, la
presentazione ufficiale della pattuglia acrobatica ai piloti della Luftwaffe
e alle autorita' militari tedesche poi trasferimento sull'aeroporto di
Staaken. Il giorno dopo alle diciasette la pattuglia decolla in formazione
di < cuneo > di nove, ritorno sul cielo campo per due < loopings
a cuneo > di nove con uscita davanti alle tribune, trasformazione in <
fila indiana >, passaggio alla massima velocità, < ruota > di
nove, < imperiale >, ricongiungimento nella formazione di < cuneo
>, < tonneau lento > (manovra eseguita per la prima volta con nove velivoli),
trasformazione a < triplo cuneo > di tre velivoli, < looping > quindi
separazione dei tre cunei per la figura della < bomba >, ricongiungimento,<
volo folle >, trasformazione a < cuneo > di nove ed atterraggio in formazione.
Più tardi rientro a Doberitz e alla sera ospiti dell'Ambasciata
italiana per il ricevimento offerto dal Ministro d'Italia a Berlino, S.E.
Attolico. Il 24 giugno la formazione si sposta sull'aeroporto di
Zerbst, ospite di un Reparto caccia tedesco. Durante il trasferimento
il capoformazione Reglieri e' costretto ad un atterraggio di fortuna, senza
danni, per piantata del motore. Il magg. Francois invece incontra notevoli
difficolta' a causa della scarsa visibilita' riuscendo tuttavia ad atterrare
sull'aeroporto di Zerbst. Il 28 giugno, seconda tratta prima di rientrare
a Gorizia, Zerbst - Monaco. Dopo un'ora di volo (venti minuti, secondo
altre fonti) il m.llo Raineri resta senza carburante per un'irregolare
rifornimento del suo CR.32 ed atterra fuori campo nei pressi di Monaco.
Il velivolo e' completamente distrutto mentre il pilota lievemente ferito,
rientra dopo qualche giorno a Gorizia in treno.
Con il rientro a
Gorizia della pattuglia "Aurora", conosciuta anche con il nome di pattuglia
"Gamba di Ferro", si chiude l'era del volo acrobatico collettivo. L'evolversi
degli eventi internazionali, lasciano poco spazio per l'acrobazia aerea
mentre si intensifica l'addestramento operativo in vista del prossimo impiego
bellico.
Il 1°luglio viene
ricostituita al comando del cap. Renzo Maggini la 90^ Sq. con personale
e velivoli prelevati dalle altre squadriglie. Intanto in vista della manifestazione
per il passaggio di consegne al vertice della Divisione Aquila fra il gen.
d.a. Santoro, cedente e il gen.d.a. Velardi, subentrante, seguendo l'esempio
della 73^ Sq. anche le altre Squadriglie preparano un programma acrobatico.
Cambio Comando
1^Divisione Aquila, Gorizia 6 luglio 1939:
Giovedi 6 luglio
arrivano sull'aeroporto di Gorizia gli Stormi dipendenti, 1° e 6°
che, assieme al 4° formano uno schieramento di centodieci velivoli
su un fronte di oltre un chilometro. Assente la 90^ Sq.da poco ricostituita.
La cerimonia inizia con il passaggio in rivista agli ufficiali e sottufficiali
degli Stormi da parte del gen. Pinna, Sottocapo di Stato Maggiore e del
gen. Pricolo, Comandante la 2^ Squadra Aerea quindi, le autorita' raggiungono
il piazzale a loro riservato mentre i piloti si portano di corsa ai loro
velivoli. Decollo e le tre formazioni fanno un largo giro sull'aeroporto
di Ronchi disponendosi a < triangolo > per un passaggio in tre gruppi
distinti seguito da un secondo passaggio. Dopo i due passaggi restano in
volo solo le formazioni acrobatiche dei tre Stormi: due squadriglie del
1°, una del 6° e l'intero 4°Stormo con quarantacinque velivoli.
Mentre il Quarto si porta in zona di attesa, le Squadriglie del 1°
e 6°Stormo entrano a < cuneo > per l'esecuzione simultanea di un
< tonneau > in formazione, trasformazione, < looping a triangoli
di pattuglie > seguito da un altro < looping > a < triangolo >, trasformazione
in < fila indiana > e < gran ruota >. A questo punto escono di scena
per lasciare spazio al 4°Stormo.
![]() |
|
Capi formazione: 91^ Sq. cap. De Agostinis, 84^ Sq. ten. Monti, 97^ Sq. cap. Larsimon, 96^ Sq. cap. Fassi, 73^ Sq. ten. Pezze' |
Il comandante Grandinetti
per mettere in evidenza il livello di efficienza e di addestramento del
suo stormo, lascia a terra i piloti titolari della 73^ Sq. sostituendoli
con i più giovani al comando di Pezze'. Giunti sul cielo campo,
le cinque squadriglie di nove velivoli eseguono tre
< looping > a
cuneo, < tonneau > lento e rientro mentre la 91^ si predispone in <
fila indiana >, < looping >, trasformazione a < cuneo > e poi un
altro < looping >. A questo punto interviene l' 84^ con la < gran
ruota > di nove velivoli, quindi la 97^ effettua un passaggio a <cuneo
> e sulla sommita' del < looping > trasforma in < fila indiana >
e la < gran ruota >. La 96^ presenta la figura in < fila indiana
>, poi un < tonneau > individuale veloce, cabrata e < gran ruota
>. Per ultima la 73^ Sq. che esibisce tre < grande ruota > e altri
virtuosismi. terminate le figure acrobatiche, le cinque Squadriglie si
riuniscono per il passaggio in formazione di < cuneo >.
In luglio ancora incidenti senza conseguenze per gli occupanti. Il 12 luglio il s.magg. Massimo Salvatore della 97^ Sq. per uno scoppio di un pneumatico in atterraggio, imbarda con il suo C.R.32. Il serg. Silvio Marchini, anche lui della 97^ Sq. lo investe danneggiando lievemente il proprio velivolo. Una settimana dopo, il s.ten. Aurili della 90^ Sq. atterra fuori campo con un Ro 41 durante un volo prova per arresto del motore. Il 26 luglio un S.79 MM 21128 della 73^ Sq. pilotato da Pezzè, con a bordo il magg. Dequal e il t.col. Grandinetti, per un'avaria al motore centrale che provoca, oltre alla perdita di sostentamento a causa del pieno di carburante e del siluro agganciato alla fusoliera, anche la perdita di di visibilita' per l'abbondante fuoriuscita di olio che imbratta i finestrini. Pezze' tenta la manovra per rientrare ma essendo alto sul campo, riattacca e fa un altro giro, ma contemporaneamente un'avaria ai flap non permette al velivolo di prendere velocita'. Quando il giro e' completato e manca poco alla pista, Pezze' a chiude motore e atterra sulla strada che conduce al campo. Il velivolo finisce la corsa nel fosso che corre lungo la strada senza conseguenze per l'equipaggio. L'S.79 danneggiato verra' reintegrato in settembre con un altro S.79 dato in carico alla 90^ Sq. per le prove di lancio dei siluri a Fiume. Il 28 luglio infine, il s.ten. Riccardo Vaccari ed il serg. Mario Perini della 97^ Sq. vengono a collisione in volo. L'ufficiale si lancia con il paracadute mentre il serg. Perini controlla l'aereo e atterra sul campo.
ll 17 luglio il Duca
d'Aosta proveniente dall'Africa con il suo S.79 incontra in volo nel cielo
di Alture di Pola un Ca.133 del 4°Stormo con il quale ingaggia un finto
combattimento. Il 29 dello stesso mese giunge in volo sull'aeroporto di
Gorizia scortato dal IX Gr. Il Duca dopo aver visitato lo Stormo compie
un volo in formazione con velivoli del Quarto.
Il mese di agosto
si apre con un incidente dall'esito mortale. Il s.ten. Sergio Caputi della
84^ Sq. a bordo di un Ro.41, precipita per cause sconosciute subito dopo
il decollo.
Il 12 dello stesso
mese il IX Gr. partecipa all'esercitazione organizzata dalla 3^ Divisione
Aerea "Centauro". Nella simulazione, Gorizia e' un importante centro industriale
che i C.R.32 del Quarto devono difendere da un attacco a sorpresa, portato
avanti da dieci bombardieri S.79 del 36°Stormo in partenza da Bologna.
Il confronto tra le parti è nettamente a favore dei bombardieri,
molto più veloci dei vetusti C.R.32 che riescono ad intercettare
solo una pattuglia di "aggressori".
La situazione internazionale
intanto precipita, la Germania sta per attaccare la Polonia e in Italia
scattano le misure relative al periodo di sicurezza. Vengono allertati
i reparti dipendenti della 1^ Divisione Aerea e la 97^sq. si trasferisce
a Pantelleria rimanendovi fino al 29 settembre per poi rientrare a Gorizia.
Nel frattempo al
4°Stormo e nei Reparti dell'aeronautica e' in corso un processo
di ammodernamento della linea di volo. Il 10 agosto piloti della 91^ Sq.
giungono a Lonate Pozzolo per effettuare il passaggio sul Macchi C.200.
Il nuovo velivolo, monoplano ad ala bassa, non riscuote l'entusiasmo dei
piloti e cosi' la scelta cade sul C.R.42 , velivolo biplano con struttura
tradizionale gia' in dotazione al 54°Stormo di Treviso.
I MC 200 con lo
stemma del cavallino rampante sulla coda, vengono trasferiti in volo dai
piloti del X Gr. da Lonate a Treviso e passano in carico al 54°Stormo.
Sull'aeroporto trevigiano i piloti del Quarto effettuano il passaggio sul
C.R.42 e il 9 settembre trasferiscono a Gorizia i primi sette C.R.42 assegnati
allo Stormo seguiti nei mesi successivi da altri quarantatre'. Entro l'anno
tutti i piloti effettuano il passaggio sul nuovo velivolo.
In ottobre altri
due incidenti. Il 18 ottobre il s.ten. Alfonso Nuti ed il m.llo Raineri
entrambi della 73^ Sq., con un C.R.30 doppio comando della 90^ Sq. durante
un volo acrobatico, a causa di un incendio, sono costretti a lanciarsi
con il paracadute giungendo a terra incolumi. Esito ben diverso per il
serg. Bruno Gerli che il 24 ottobre perde la vita in seguito alla collisione
in volo con il ten.Aurili che invece si salva lanciandosi con il paracadute.
Alla fine di ottobre
viene nominato Sottosegretario dell'Aeronautica il gen.s.a. Francesco Pricolo,
dal 1937 comandante della 2^Squadra Aerea nella quale e' inquadrato lo
Stormo. La notizia trasmessa dalla radio, raggiunge i piloti in mensa:
immediato sale l'applauso seguito dalla corsa spontanea verso gli hangar,
e dopo aver messo in moto i velivoli, decollano alla volta di Padova dove
si trova il comando della 2I^Squadra. Sul circolo ufficiali in segno di
giubilo, viene innalzata la bandiera.
In novenbre i primi incidenti con il CR.42. Il giorno 7 il s.ten. Emilio Spaggiari della 96^ Sq.ed il serg. Miotto della 91^ Sq. vengono a collisione in volo. Entrambi si lanciano con il paracadute: il serg. Miotto tocca terra regolarmente mentre il s.ten. Spaggiari si sfila dal paracadute decedendo. Un altro grave incidente il giorno 24 dello stesso mese. Il s.magg. Ilio Bertolucci ed il serg. Ires Cattarino entrambi dell'84^ Sq. perdono la vita in seguito a collisione in volo.
Il 7 dicembre tre formazioni di C.R.32 partono da Gorizia per essere consegnati al 6°Stormo di Rimini. Il capoformazione della prima pattuglia e' il s.ten. Visintini, il capoformazione della seconda e' il m.llo Vecchiet mentre quello della terza e' il m.llo Alesi. Su Ravenna il tempo e' pessimo. Vecchiet e gregari atterra a Padova e riparte per Rimini il giorno dopo. Visintini, Alesi, Miotto e Savini sono costretti ad un atterraggio fuori campo per mancanza di carburante. L'unico ad arrivare a Rimini e' il s.magg.Raiser.
Alla fine dell'anno
lo Stormo conta 117 piloti, tra ufficiali e sottufficiali, 280 specialisti
e una dotazione velivoli composta da quarantatre C.R.42, ventuno C.R.32,
sei Ca.133, sette Ro.41 ed un S.79 per un totale di 78 aeroplani.
![]() |
|
|
Anno 1940
Continua l'addestramento
bellico sul C.R.42 nonostante l'attivita' di volo sia penalizzata dall'esiguo
numero di velivoli in dotazione, sia dalle restrizioni imposte sul consumo
di carburante. Per far fronte alla carenza di C.R.42 si ricorre ai
C.R.32 ancora in carico al Reparto. In giugno lo Stato Maggiore,
in previsione di un imminente stato di guerra applica il P.R.12, piano
di rischieramento, che prevede il trasferimento in Sicilia del comando
della 2^Squadra Aerea (1°, 4°, 6° e 54°Stormo) con alcuni
Reparti dipendenti, tra cui il 1°Stormo. Restano in attesa nelle proprie
sedi il 4°Stormo a Gorizia, il 6° a Ravenna e Rimini ed il
54° a Treviso i quali passano alle dipendenze della 6^ Divisione Aerea.
Tra i Gruppi e le Squadriglie dello Stormo aleggia un forte spirito di emulazione. Da qualche settimana infatti sui velivoli delle Squadriglie del X Gr. sono dipinti i rispettivi distintivi: la 90^ Sq. ha disegnato l'elefante rosso in campo bianco, la 91^ Sq. ha disegnato sul copriruota il grifo nero su sfondo bianco circolare e l'84^ Sq. una stella bianca che simboleggia la "buona stella" d'Italia, con la segreta speranza di tenere lontana la guerra.
Il 5 giugno arriva
l'ordine di partenza per l'Africa settentrionale. Dopo il saluto del comandante
col. Grandinetti partono da Gorizia con un treno speciale gli specialisti,
i piloti non destinati al trasferimento in volo dei velivoli e il materiale
del Gruppo, destinazione Brindisi da dove salperanno con la nave "Citta'
di Napoli" alla volta di Bengasi.
A Gorizia intanto
si completano i preparativi con la collaborazione del IX Gr. che cede cinque
C.R.42 al X Gr. e sei piloti aggregati al Gruppo in partenza per il trasporto
in volo di C.R:42 e Ca.133. La 90^ Sq. cede al Magazzino SMA di Gorizia
l'S.79 in carico per le prove di lancio dei siluri, un CR.3.2 e due Ro.41
Alle Squadriglie restano in carico per il trasporto personale e materiale
un Ca.133 ciascuna.
La partenza prevista
per l'8 giugno e' anticipata al giorno 7. A mezzogiorno tutto e' pronto
e alle ore 15 la partenza: per prima decolla l'84^ Sq. al comando del cap.
Piragino seguita dalla 91^ Sq. comandata dal ten. d'Agostinis. Un'ora dopo
parte la 90^ Sq. scalo a Rimini, dove si trovano gli specialisti del IX
Gr. trasposrtati in precedenza con i Ca.133, rifornimento e subito dopo
partenza per Foggia preceduti dai Caproni del X Gr. provenienti direttamente
da Gorizia. Il mattino del giorno dopo le squadriglie partono per Grottaglia
dove trovano l'assistenza tecnica del personale del 6°Stormo. Nel pomeriggio
decollo per Catania. Il giorno 9 parte per Comiso per uno scalo tecnico
quindi riparte per raggiungere il continente africano. Alle ore 15 la formazione,
che nell'attraversata del Mediterraneo e' stata scortata da tre idrovolanti
Cant. Z- 506, atterra regolarmente a Castel Benito, raggiunta più
tardi dai Ca.133. Nella nuova destinazione, il gruppo passa alle dipendenze
di Aerolibia comandato dal gen.Porro. Il personale imbarcato, gia' arrivato
nella mattinata dello stesso giorno a Bengasi prosegue su autocarro fino
al campo T2. L'11 giugno da Castel Benito il X Gr. riparte con destinazione
Tamet, tempo necessario per completare le operazioni per poi ripartire
per Bengasi distante due ore di volo. Il giorno dopo ultima tratta fino
all'aeroporto T2 situato alle spalle di Tobruch.
Alla dichiarazione
di guerra contro Inghilterra e Francia, il comando Stormo e il IX
Gr. si trova a Gorizia. Comandante del Gruppo, sin dal novembre 1939,
è il magg. Ernesto Botto il quale può contare su 59 piloti
e 65 specialisti, sedici C.R.42 e tre Ca.133. Il 10 giugno per ordine della
Divisione "Falco", la 97^ Sq. si trasferisce a Treviso con sei velivoli
per un servizio di polizia aerea sulla zona Venezia -Portomarghera, rientrando
due giorni dopo. La 73^ Sq. ,da Gorizia, effettua analogo compito sulla
zona Trieste - Monfalcone. La 96^ Sq.è destinata a Sarzana con nove
C.R.42 ma, a causa delle avverse condizioni atmosferiche durante il trasferimento,
e' costretta ad atterrare sull'aeroporto di Bologna dove un contrordine
assegna alla Squadriglia la difesa aerea della citta'. Il 16 giugno rientra
a Gorizia.
Al Gruppo intanto
arrivano di altri ventisei C.R.42. Con la flotta potenziata, le Squadriglie
svolgono a turno il servizio d'allarme, tre C.R.42 della 73^ Sq. comandati
dal cap. Pezze' scortano il 19 giugno il treno del Capo del Governo.
Il 20 giugno arriva
l'ordine di trasferimento sul campo di Torino Mirafiori. Il mattino dopo,
ventinove C.R.42 seguiti da tre Ca.133, decollano da Gorizia con destinazione
Mirafiori. Il 25 giugno terminano le operazioni contro la Francia, ancora
qualche volo di vigilanza nei giorni successivi e poi il 29 giugno il Gruppo
riceve l'ordine di trasferimento a Comiso. Il giorno dopo decollo per la
destinazione finale facendo tappa sul campo di Campiglia Marittima, Capodichino,
Reggio Calabria con arrivo a Comiso al mattino del 1° luglio. Durante
il trasferimento, il serg. Zuliani della 97^ Sq. per un'avaria al motore
e' costretto ad atterrare a Novi Ligure: poche ore dopo riparte e raggiunge
Campiglia Marittima.
Il 2 luglio cominciano
le operazioni su Malta. Dodici C.R.42 del IX Gr. al comando del magg. Botto,
scortano due S.79 che eseguono una ricognizione fotografica sul campo di
Hal Far. Il giorno successivo nove C.R.42 sempre al comando del magg. Botto,
scortano due S.79 in volo di ricognizione. Invece di dirigersi direttamente
su Malta, i due S.79 volteggiano al largo dell'isola mettendo in allarme
la difesa. Non appena uno dei due ricognitori si avvicina a La Valletta
viene attaccato da due hurricanes. L'S.79 colpito, precipita in fiamme
mentre il magg. Botto si porta all'inseguimento del caccia inglese abbattendolo.
L'altro S.79 riesce a riparare in Sicilia.
Il mattino presto
del 4 luglio, ventiquattro C.R.42 del IX Gr. decollano dalla base sicilina
diretti sull'aeroporto di Hal Far dove sono rischierati i velivoli inglesi.
In prossimita' dell'aeroporto, Botto, Biffani, Stauble, Mauriello, Vaccari
e Salvatore si buttano in picchiata scortati a quote diverse da sei velivoli
della 73^ Sq. (seicento metri più in alto), sei velivoli della 97^
Sq. ( a duemila metri) e sei velivoli della 96^ Sq. (a quattromila metri).
Nonostante la violenta
reazione della contraerea, vengono messi fuori uso otto velivoli, un bombardiere
e sette Gloster. Il bilancio per gli italiani: due velivoli della 96^ Sq.
colpiti e il C.R.42 di Salvatore colpito nel bilanciere con conseguente
perdita d'uso degli alettoni. Nonostante i danni riportati, tutti gli apparecchi
riescono a rientrare a Comiso.
Il 5 il IX Gr. e'
di allarme a terra. Il 6 luglio Larsimont scorta con nove velivoli due
S.79 in ricognizione su La Valletta e Marsa Scirocco. Nel pomeriggio il
magg. Botto con ventiquattri C.R.42 scorta trenta S.79 in azione di bombardamento
su La Valletta, Micabba e Hal Far.
Il 7 luglio Botto
scorta con nove C.R.42 due formazioni di S.79. L'mmediata reazione della
contraerea mette in difficolta' i velivoli della scorta, poco veloci rispetto
all' S.79, rendendo più difficoltosa la copertura. Sulla rotta del
riento inoltre, un S.79 viene abbattuto dalla caccia inglese.
In preparazione dell'imminente impiego in Libia, il 1°Stormo cede al IX Gr. cinque C.R.42 della 384^sq. portando a trentatre' i velivoli in dotazione. Il 9 luglio vengono effettuati voli di vigilanza sul tratto Capo Passero - Gela - Canale di Sicilia. Il 10 luglio l'ultima azione del Gruppo su Malta, per scortare tre Squadriglie di cinque S.79. Dopo il decollo l'appuntamento con i bombardieri e' a 2500 metri, ma gli S.79 arrivano con quasi un'ora di ritardo tanto che Botto e' costretto a rientrare per motivi di autonomia. Solo sei caccia, partiti piu' tardi, riescono ad agganciare i bombardieri e scortarli sull'obbiettivo. Nell'azione due S.79 vengono abbattuti.
L'11 luglio i trentatre'
C.R.42 del IX Gr. iniziano il trasferimento in Libia seguiti dai Ca.133:
prima tappa Pantelleria e il giorno successivo, scortati da tre Cant.Z-506,
il Gruppo raggiunge Castel Benito. Il giorno 13 dopo una tappa a Tamet,
atterra a Berka accolto dal X Gr. impegnato nella revisione della linea.
In attesa di impiego
operativo, il IX Gr. revisiona i propri velivoli e svolge servizio di allarme
sull'aeroporto. Vengono montate delle nuove carenature con filtri antisabbia
a protezione del motore prolungando la durata dello stesso. Sulle derive
dei C.R.42 viene dipinto il distintivo di Gruppo, la gamba di ferro nera
in campo triangolare bianco.
![]() |
|
|
Il 16 luglio il X Gr. riceve l'ordine di trasferimento: il 22, sedici C.R.42 revisionati decollano per El Adem, nuova sede di rischieramento del X Gr. Il IX Gr. resta in attesa sull'aeroporto di Berka svolgendo servizio d'allarme. Il 7 agosto il Gruppo riceve l'ordine di trasferimento definitivo sull'aeroporto di El Adem.
Di fronte alla netta superiorita' numerica e di mezzi dell'avversario, sfuma ogni possibilita' di successo per la missione italiana in A.O. Il 20 dicembre il IX Gr. riceve l'ordine di rientrare in Italia. Lo stesso giorno la 73^ Sq. cede i rimanenti sei C.R.42 al XXIII Gr. arrivato da Comiso di rinforzo al Quarto. Il 21 la 96^ Sq. cede i due C.R.42 alla SRAM di Bengasi e il giorno dopo, la 97^ Sq. consegna gli ultimi quattro velivoli efficienti al XXIII Gr. Il 23 dicembre incomincia il rimpatrio su nave e aereo con destinazione Gorizia.
Termina cosi' l'intenso ciclo operativo che ha messo a dura prova gli uomini del Quarto. Dal 10 giugno al 31 dicembre 1940 i piloti dello stormo hanno effettuato 5480 sortite per un totale di 4877 ore di volo, nel corso delle quali hanno abbattuto 95 velivoli avversari in 40 combattimenti, danneggiando altri in volo e distruggendo 12 velivoli a terra, oltre a numerosi mezzi meccanizzati nemici.
Anno 1941
Il 5 gennaio il
4°Stormo riceve l'ordine dal comando della 14^ B.A."Rex", dalla quale
dipende dall'agosto '40, di rientrare in patria con il X Gr. al completo.
Velivoli e materiali vengono ceduti al XXIII Gruppo del magg. Falconi.
Nello stesso giorno buona parte dei sottufficiali piloti, specialisti e
truppa con autocolonna partono per Bengasi. Gli altri piloti partono con
i Ca.133.
Il 7 gennaio alcuni
piloti vengono assegnati ad una sezione d'allarme a Castel Benito mentre
da Bengasi il col.Grandinetti e parte del personale addetto al comando,
rientrano in volo a Gorizia. Il giorno dopo inizia il rimpatrio del X Gr.
parte per via aerea e parte per mare da Bengasi e da Tripoli. A Castel
Benito rimangono cinque piloti per la sezione d'allarme.
Una parte di specialisti
e addetti di governo si imbarcano il 13 gennaio a Bengasi sulla nave "Città
di Messina", direzione Tripoli e poi Napoli. Il 15 gennaio alle ore
9, durante la navigazione nel Golfo della Sirte, l'imbarcazione viene centrata
a prua sul lato sinistro, da un siluro lanciato da un sommergibile nemico,
a sua volta affondato dal cacciatorpediniere "Centauro" e, in soli dieci
minuti la nave cola a picco inghiottendo 35 uomini e tutto il carteggio
e la documentazione dello Stormo.
A Gorizia intanto
inizia il lavoro di ricostituzione dello Stormo e a fine gennaio, al rientro
dei piloti, si procede all'organizzazione delle sedi delle Squadriglie.
Il Reparto, che e' privo di velivoli, prende in carico cinque FN.305 e
un G.50D.C. in attesa del Macchi 200.
Il 6 febbraio arrivano
a Gorizia i primi MC.200 dal 54°Stormo, assegnati solo al X Gr. in
quanto il IX Gr., per disposizioni del comando di Squadra, passera' in
posizione quadro dal 15 dello stesso mese. L'ordine verra' revocato qualche
giorno dopo.
![]() |
|
|
In febbraio continua
la consegna al X Gr. del nuovo aeroplano che riesce a mettere in linea
quindici velivoli e dalla meta' dello stesso mese, anche il IX Gr. riceve
un certo numero di MC.200. Lo stesso nel mese di marzo: i piloti dei due
Gruppi ritirano i velivoli dagli aeroporti di Lonate Pozzolo, Bresso e
Cinisello portandoli in volo a Gorizia.
Il 6 marzo alcuni
piloti dello Stormo vengono inviati a Guidonia per trasportare alcuni C.R.42
a Rodi. Sotto la stessa data un MC.200 della 73^ Sq. viene investito a
terra da uno Ju 87 precipitato sul campo provocando la morte dell'aviere
Guido Buffa, intento alla pulizia del velivolo.
Il 7 marzo la 73^
Sq. riceve l'ordine di rischierare dodici MC.200 sull'aeroporto di Brindisi
per effettuare servizio d'allarme. Dopo il decollo da Gorizia scalo tecnico
a Rimini poi partenza per Foggia. I velivoli, una volta a destinazione,
vengono rischierati sugli aeroporti di Brindisi e di Bari. Rientrata l'emergenza,
il 31 dello stesso mese la 73^ Sq. torna a Gorizia.
![]() |
|
Sulla destra i velivoli della 73^Sq. |
All'inizio di aprile la situazione sul confine orientale con la Jugoslavia comincia a farsi critica. Per far fronte un'eventuale crisi, le autorita' predispongono l'attuazione del piano "E" con il rischieramento in data 1°aprile del X Gr. sull'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Nello stesso giorno si costituisce il Comando Aviazione Caccia, con sede a Gorizia alle dipendenze della 2^ Squadra Aerea, per l'impiego del 4° e 54°Stormo. Comandante e' il gen.b.a. Marziale Cerutti. Il 2 aprile giungono a Gorizia tre C.R.42 destinati al 4°Stormo, per il servizio di caccia notturna sulla citta' e su Bologna. Nell'ambito delle stesse operazioni, la 73^ Sq. del IX Gr. viene rischierata il 4 aprile sul campo di Alture di Pola, mentre le altre due Squadriglie del Gruppo, la 96^ e la 97^ Sq. restano a Gorizia. La situazione precipita pochi giorni dopo e, con l'inizio delle ostilita' contro la Jugoslavia nella notte del 6 aprile, viene immediatamente predisposta una sezione notturna su Gorizia e un servizio d'allarme dall'alba al tramonto sui campi di Gorizia, Ronchi e Alture di Pola. Alla 96^ Sq. e alla 97^ Sq. e' affidato il compito della difesa di Trieste, Monfalcone e Gorizia mentre la 73^ Sq. ha compiti offensivi.
Fronte Jugoslavo,
6 - 17 aprile 1941:
All'alba del 6 aprile mentre i piloti
Oblach e Querci della 73^ Sq. eseguono un volo di perlustrazione su Pola,
il cap.Pluda e il serg. Ruffilli della stessa Squadriglia compiono una
perlustrazione sull'Adriatico fino all'isola di Cherso. Avvistata una petroliera,
il cap.Pluda si abbassa e subito viene fatto bersaglio dal tiro contraereo.
Immediata la reazione dei piloti italiani che attaccano la nave affondandola.
Due giorni dopo, nei dintorni di Zara
sei MC.200 della 73^ Sq. mitragliano postazioni contraeree, truppe e mezzi
meccanizzati. Piu' tardi il cap. Pluda, il s.ten. Bonfanti, il serg.
Ruffilli e il s.ten. Querci, scortati da tre velivoli dell'84^ Sq.
mitragliano a volo radente i capannoni, i depositi, le postazioni contraeree
e i rimorchiatori dell'idroscalo di Vodice. Nello stesso giorno velivoli
dell'84^ Sq. rischierati ad Alture di Pola, scortano un BR.20 in ricognizione
su Zara. Piu' tardi il comandante della scorta Monti, attacca daneggiando,
quattro idrovolanti alla fonda nell'insenatura di Sebenicco. Colpito a
sua volta dal fuoco della contraerea, riesce a rientrare. Il 9 aprile cinque
velivoli al comando del cap. Pluda eseguono un'incursione sull'idroscalo
di Slosella mettendo fuori uso dieci idrovolanti. I velivoli del cap. Pluda
e del s.ten. Bonfanti vengono colpiti dalla contraerea ma riescono ugualmente
a rientrare. La 73^ Sq. compie anche voli di vigilanza su Zara, Trieste
e Monfalcone.
Nello stesso giorno il comando del IX
Gr. e il personale di terra vengono trasferiti ad Alture di Pola.
Il Gruppo fornisce anche due piloti per il servizio d'allarme notturno,
Vaccari della 97^ Sq. a Treviso e Gon della 96^ Sq. a Bologna. Le squadriglie
del X Gr. svolgono crocere di vigilanza e di caccia libera.
Il 10 aprile la 96^ Sq. con tre velivoli
della 97^ Sq. si sposta sull'aeroporto di Alture di Pola da dove con dieci
MC.200 scorta un B.R.20 in ricognizione su Zara ed esegue un'azione di
mitragliamento sull'idroscalo di Vodice. Nel pomeriggio cinque MC.200 eseguono
un volo di vigilanza su Zara scatenando la reazione della contraerea che
colpisce un velivolo. Al rientro, il cap. Pluda mitraglia una autocisterna
avvistata sulla strada Zemorico - Novigrad. Verso sera i piloti del
IX Gr. Viglione, Reiner, Annoni, Biagini e Novelli in volo di ricognizione
sull'idroscalo di Slosella, danneggiano gravemente due idrovolanti ed altri
tre si incendiano. Distrutto anche il deposito carburanti dell'idroscalo.
Dopo la 73^ e la 96^ anche la 97^ Sq.
si sposta l'11 aprile sull'aeroporto di Alture di Pola. Sotto la stessa
data otto velivoli del IX Gr. dopo aver scortato un BR.20, compiono un
volo di ricognizione su Zara e sull'idroscalo di Slosella mitragliando
gli idrovolanti alla fonda avvistati durante l'azione del giorno prima.
Piu' tardi la formazione torna sull'obiettivo attaccando gli idrovolanti
e neutralizza le postazioni contraeree.
La 96^ Sq. continua con voli di ricognizione
sui campi di Bled, Skofia Loka, Lubiana, Velike, Dolenja e Vas senza segnalare
attività nemica. Di seguito, l' attacco agli impianti e alle postazioni
antiaeree dell'idroscalo di Slosella. Stessa sorte per l'idroscalo di Divulje,
che viene attaccato da una formazione di sette velivoli comandata da Larsimont.
Durante l'operazione l'MC.200 del s.ten. Frigerio e' colpito dalla contraerea
al radiatore dell'olio, riuscendo tuttavia a rientrare.
Intanto proseguono i voli di ricognizione
su Zara e a protezione delle truppe di terra dirette verso sud. Il 13 aprile
una formazione di sette velivoli pilotati dal cap. Pluda, dal .ten. Bonfanti,
dai s.ten.ti Querci, Oblach, Reiner, e dai serg.ti Valle e Gino, al rientro
da un volo di scorta ad un BR.20 in ricognizione su Zara - Sebenico - Divulje,
sull'idroscalo di Divulje affondano un grosso idrovolante. Continuando
il rientro, sulla verticale di Sebenico i velivoli vengono attaccati dall'
artiglieria e dalle navi alla fonda che abbattono il BR.20
Anche la 97^ Sq. con Larsimont, Viglione,
Frigerio, Barcaro, Zuliani, Novelli e Salvatore va in volo sulla zona
Sebenico - Gospic - Zara - Knim senza avvistare apparecchi nemici. Il giorno
dopo viene ripetuta l'operazione con lo stesso esito del giorno precedente.
Il X Gr. che e' rimasto sul campo di Ronchi dei Legionari in allarme, il 14 aprile compie un'azione offensiva al comando del magg. Romagnoli a 100 chilometri a sud di Karlovac, senza trovare alcun velivolo nemico, contrariamente da quanto segnalato. Tre giorni dopo si concludono le operazioni sul fronte Jugoslavo. Dal 6 al 17 aprile il bilancio per il 4°Stormo e' di venti idrovolanti distrutti e dieci danneggiati, una petroliera un autobotte e mezzi meccanizzati incendiati, diversi impianti aeroportuali distrutti.
Al termine delle operazioni in Jugoslavia, tra il 17 e il 20 aprile il IX Gr. rientra a Gorizia, mentre il X rimane a Ronchi per mancanza di recettività sul campo di Merna. Il 1°maggio viene sciolta la sezione caccia notturna che versa i suoi C.R. 42 al 2° Stormo. Il 5 dello stesso mese il col. Grandinetti lascia il comando del 4° Stormo per assumere quello della Scuola Addestramento Caccia Terrestre. A Gorizia lo Stormo prosegue l'addestramento con voli di formazione, finto combattimento, acrobazia e tiri sul poligono del Carso.
L'8 maggio durante
un volo acrobatico in formazione di tre, nell'eseguire la gran volta il
velivolo del serg.Veronesi entra in autorotazione e si scontra conquello
di Monti. I due piloti si lanciano con il paracadute salvandosi.
Continuano intanto
le consegne dei Macchi 200 e l'installazione degli apparati radio di bordo.
Il 23 maggio anche il X Gr. ritorna in sede e così il 4°Stormo e' nuovamente al completo sul campo di Gorizia. Pochi giorni dopo, il 29 maggio un incidente senza conseguenze per i piloti: il velivolo del s.ten. Rusconi della 90^ Sq. durante un finto combattimento con il s.ten. De Benedetti, entra in autorotazionei e non riuscendo a riportarlo in assetto normale, il pilota si lancia con il paracadute.
Il 7 giugno il Comando
Squadra ordina al 10°Gr. il trasferimento in Sicilia non appena le
condizioni meteo saranno favorevoli. Tempo ventiquattro ore e il gruppo
e' pronto e i primi specialisti lasciano Gorizia in treno diretti sull'isola.
Il giorno 12 trentaquattro MC.200 decollano da Gorizia, seguiti da due
SM..81, due FN.305 e Ca.164. Scalo tecnico a Jesi, poi a Grottaglie e Reggio
Calabria. Da qui la 84^ Sq. prosegue per Palermo, la 90^ e 91^ Sq.
vanno a Trapani.
Mentre il X Gr.
parte per la Sicilia, il IX Gr. invia presso la ditta Macchi di Varese
e Alfa Romeo di Pomigliano, il capo motorista, il capo montatore della
97^ Sq. e quattro specialisti per categoria per frequentare un corso d'addestramento
sul nuovo MC.202. Il IX Gr. sara' infatti il primo Reparto dell'Aeronautica
ad essere equipaggiato con l' MC. 202. Altri specialisti e alcuni piloti
sono inviati a Lonate Pozzolo per effettuare le prove richieste e per ritirare
i primi velivoli. A fine giugno molti piloti del Gruppo hanno effettuato
il passaggio sull' MC.202. mentre a Gorizia prosegue l'addestramento
bellico sull' MC.200. Il 29 luglio giungono a Gorizia pilotati da Larsimont,
Frigerio e Damiani i primi tre MC.202 assegnati al IX Gr. A Lonate Pozzolo
continua il passaggio sulla nuova macchina dei piloti delle altre Squadriglie.
![]() |
|
|
Il 3 agosto un incidente
mortale. In una esercitazione di finta caccia con il cap. Ivaldi,
il s.magg. Valle della 73^ Sq. entra in vite piatta e precipita al suolo
nei pressi di Chiapovano. Durante tutto il mese di agosto continua la consegna
degli MC.202 e si conclude a settembre con l'arrivo degli ultimi velivoli
per un totale di 31 MC.202. Intanto tutti i piloti del Gruppo hanno effettuato
il passaggio sull' MC.202
Il 25 agosto vista
il Reparto il gen.Porro, comandante della 2^Squadra e il 9 settembre, a
seguito dell'ordinanza dello Stato Maggiore, viene costituito sull'aeroporto
di Gorizia il Gruppo Complementare o Gruppo "C" alle dipendenze del comando
Stormo al quale fanno capo per l'addestramento dei piloti di nuova assegnazione
anche i Gruppi 20°, 153° e 160° Comandante del Gruppo "C" è
il magg. Enrico Stasi. Al Gruppo vengono assegnati tre C.R.42, alcuni Fiat
G. 50 e undici MC.200.
Il 17 settembre
il gen. Pricolo e' in visita a Gorizia e tiene rapporto ai piloti del IX
Gr. annunciando il rischieramento del reparto a Comiso.
Il 18 settembre
durante un volo in quota, il serg. Passaglia della 73^ Sq. a seguito di
un malore, precipita schiantandosi al suolo. Diverso destino per il m.llo
Novelli che, per cattivo funzionamento del motore in atterraggio, finisce
fuori campo mettendo fuori uso il velivolo e rimanendo leggermente contuso.
Il 24 dello stesso
mese il IX Gr. ferma ogni attività per i preparativi per il trasferimento
a Comiso. Parte del personale raggiunge in treno i due eroporti dove faranno
tappa i velivoli durante il trasferimento, Ciampino e Napoli.
Il decollo del IX
Gr. da Gorizia per Ciampino avviene il 27 settembre al comando del
col. Leotta alla presenza del gen.Porro. A Ciampino, il 29, viene passato
in rassegna dal Capo del Governo. Subito dopo il Gruppo decolla, effetttua
un passaggio in formazione e prosegue per Capodichino dove fa rifornimento
e nel primo pomeriggio riparte per Comiso.
![]() |
|
|
![]() |
|
|
|
|